19.4569 · Interpellanza · 2019-12-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
In Svizzera il prelievo di organi da persone clinicamente morte non avviene solo in seguito a una grave lesione cerebrale (incidente, ictus ecc.), ma nel 20 per cento dei casi dopo un arresto cardiocircolatorio (Donation after Cardiac Death, DCD): nel caso di malati gravi con prognosi senza speranza, tutti i trattamenti che tengono in vita il paziente sono interrotti in sala operatoria. Il conseguente arresto cardiocircolatorio è monitorato per cinque minuti. Se il paziente non reagisce a determinati stimoli, le funzioni cerebrali sono considerate definitivamente cessate ed è dichiarata la morte. Nelle direttive medico-etiche dell'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) si legge che, se non arriva più ossigeno al cervello, "la morte cellulare neuronale si verifica in meno di cinque minuti". Neurologi di fama mondiale ritengono invece che siano necessari anche più di dieci minuti (J Crit Care 33 (2016) 114-118).
Specialisti di medicina intensiva dell'ospedale universitario di Zurigo spiegano che in caso di DCD i chirurghi incidono il corpo e stringono la carotide dall'interno. Dopodiché si procede all'intubazione dando inizio alla respirazione artificiale. Stringendo la carotide si impedisce che il cervello venga nuovamente irrorato con sangue contenente ossigeno (Asano, Marginal donors: Current and future Status. 2014, pag. 144). A quanto pare si ritiene dunque che le funzioni cerebrali non siano ancora cessate irreversibilmente. La legge sui trapianti richiede tuttavia proprio questo, compresa la cessazione delle funzioni del tronco cerebrale, quale criterio per l'accertamento della morte. Ciò nonostante in caso di DCD, la morte cerebrale sopraggiunge solo dopo che sono state applicate le misure per il prelievo di organi.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il prelievo di organi da persone in punto di morte le cui funzioni cerebrali, comprese quelle del tronco cerebrale, palesemente non sono cessate in modo irreversibile nonostante l'accertamento della morte non contraddice la legge sui trapianti?
2. Qual è la probabilità scientificamente documentabile che cinque minuti dopo un arresto cardiocircolatorio le funzioni cerebrali e del tronco cerebrale dei donatori non siano ancora cessate irreversibilmente?
3. È pronto a sospendere le DCD e a sottoporre le direttive dell'ASSM a una verifica di esperti (neurologi, specialisti di medicina intensiva, giuristi) indipendenti dalla medicina dei trapianti?
4. Alla luce delle situazioni descritte, riconosce che le direttive dell'ASSM non sono sufficienti a garantire la dignità umana dei donatori di organi in punto di morte? Cosa intende fare per garantirla?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Secondo l'articolo 9 della legge sui trapianti (RS 810.21), una persona è morta quando le funzioni del cervello, incluso il tronco cerebrale, sono cessate irreversibilmente. Nel prelievo di organi da una persona deceduta in seguito ad arresto cardiocircolatorio persistente (Donation after Circulatory Death, donazione DCD), l'irrorazione sanguigna del cervello rimane interrotta sufficientemente a lungo da provocare la cessazione irreversibile delle funzioni cerebrali e del tronco cerebrale e quindi la morte. Già praticata in Svizzera durante l'elaborazione della legge sui trapianti, la donazione DCD è stata inserita nella definizione di morte dell'articolo 9 della suddetta legge.
Come esposto dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Heim 17.3997, la Svizzera è uno dei pochi Paesi in cui l'arresto cardiocircolatorio deve essere confermato mediante un'ecocardiografia (ecografia del cuore). Questo esame accerta con sicurezza l'assenza di flusso sanguigno, cioè l'interruzione dell'apporto di ossigeno al cervello. Se il cervello non riceve ossigeno, nel giro di qualche minuto si producono danni irreversibili. Trascorso il periodo d'attesa prescritto di cinque minuti, dev'essere inoltre eseguita una diagnosi di accertamento della morte secondo le direttive dell'ASSM (constatazione dei segni clinici). Anche in questo caso, nel confronto internazionale la Svizzera si contraddistingue per i severi requisiti vigenti ai fini di un accertamento sicuro della morte.
La pratica citata dall'interpellante, che consiste nell'effettuare un clampaggio della carotide, non viene impiegata in Svizzera.
3./4. Uno degli obiettivi fondamentali della legge sui trapianti è di proteggere la dignità umana nell'applicazione della medicina dei trapianti all'essere umano. Per il Consiglio federale quest'obiettivo è quindi cruciale. Nella prima fase della valutazione della legge sui trapianti è sottoposto a verifica l'accertamento della morte in vista di un'eventuale donazione di organi. In particolare è valutato in che modo sono attuati nella prassi gli aspetti legalmente vincolanti delle norme deontologiche e se i professionisti e i congiunti ritengono che venga garantita la dignità umana. Il rapporto di valutazione verrà presumibilmente presentato al Consiglio federale nel 2022.
Come suesposto, in caso di donazione di organi in seguito ad arresto cardiocircolatorio, in Svizzera è garantito un accertamento sicuro della morte. Considerato quanto precede, per il momento il Consiglio federale non vede alcun motivo per sospendere la donazione di organi dopo un arresto cardiocircolatorio.
Risposta del Consiglio federale.