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21.1042 · Interrogazione · 2021-06-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

I Programmi energia sostenuti della Confederazione permettono alle aziende che producono Co2, di essere esentate dal pagamento della tassa se si impegnano nel tempo a ridurre le emissioni, con investimenti mirati in ambito di risanamento energetico degli stabili. Il risparmio della tassa Co2 di fatto deve essere reinvestito nell'efficientamento energetico. Questi programmi sono gestiti unicamente dalle agenzie ACT e AEnEC.

A questo riguardo si chiede al Consiglio federale (CF):

1. Quanti e quali sono i programmi energia sostenuti dalla Confederazione?

2. Il budget dei vari programmi energia sono stati completamente utilizzati?

3. Se no, quali sono i motivi?

4. Quante industrie e grandi produttori di Co2 in percentuale conoscono i programmi energia e la possibilità di non pagare la tassa Co2 se si impegnano nel ridurre le emissioni?

5. Il CF rileva nelle industrie e nei grandi produttori di Co2 una scarsa conoscenza dei programmi energia?

6. Quante sono quelle che conoscono i programmi energia ma che rinunciano a implementare progetti per la riduzione delle emissioni?

7. Per le domande 1/2/3/4/5/6 si rilevano delle differenze per aree linguistiche?

8. Il CF ha una strategia per meglio sensibilizzare le industrie e i grandi produttori di Co2 per stimolarle la riduzione delle emissioni grazie ai programmi energia?

9. Se si, Quale?

10. Qual è il giudizio del CF relativo al lavoro delle due agenzie ACT e AEnEC?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1:

La base per un impegno di riduzione e quindi per la restituzione della tassa sul CO2 è una disposizione legale e non un programma di promozione della Confederazione. Uno dei criteri su cui si basa l'impegno di riduzione è l'importo della tassa sul CO2 risparmiato. Per ottenere la restituzione della tassa, le imprese devono impegnarsi per un periodo di 10 anni, nel quadro di un accordo sugli obiettivi, ad attuare le misure identificate come redditizie in un audit energetico. Per le aziende che desiderano implementare anche misure non redditizie in aggiunta o al di fuori degli accordi sugli obiettivi, vi sono in particolare tre programmi federali che mirano anche a ridurre le emissioni di CO2: il Programma Edifici, i progetti e programmi di compensazione, e il programma Pinch di SvizzeraEnergia (che mira a migliorare il potenziale di risparmio grazie a un uso efficiente del calore residuo). Tuttavia, le imprese che percepiscono il rimborso della tassa sul CO2 non possono partecipare al Programma Edifici, in quanto è finanziato attraverso la destinazione parzialmente vincolata della tassa sul CO2.

Domande 2 e 3:

Finora, i budget dei programmi menzionati non sono ancora stati utilizzati completamente. In cinque anni (2015 - 2019), i versamenti per il Programma Edifici sono aumentati di quasi il 50 per cento. Lo stesso vale per i progetti e programmi di compensazione, i cui effetti previsti sono aumentati, tra il 2015 e il 2020, da poco meno di 500 000 tonnellate equivalenti di CO2 a quasi 2 500 000 tonnellate equivalenti di CO2. Quanto a Pinch, il numero di analisi annue rimane stabile, ma è in corso di sviluppo una strategia di espansione del programma.

Domande 4, 5 e 6:

Le grandi aziende, che di solito sono anche responsabili di elevate emissioni di CO2, sono ben informate sull'efficienza energetica e sulle misure atte a ridurre le emissioni di CO2. Secondo i dati dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), nel 2020 circa 3300 siti industriali con 1400 impegni di riduzione e 50 siti industriali soggetti al sistema di scambio di quote di emissioni hanno percepito la restituzione della tassa sul CO2, vale a dire un totale di 1236 imprese. Sulla base delle statistiche del 2019 di Pinch e dei progetti e programmi di compensazione, si stima che almeno un quarto delle imprese che beneficiano della restituzione della tassa sul CO2 hanno allo stesso tempo partecipato a uno di questi programmi di misure volontarie.

Domanda 7:

Il Consiglio federale non nota differenze significative tra le regioni linguistiche. La distribuzione degli accordi sugli obiettivi è stimata al 76 per cento per la Svizzera tedesca, al 17 per cento per la Svizzera romanda e al 7 per cento per il Ticino.

Domande 8 e 9:

L'UFAM e l'Ufficio federale dell'energia (UFE) stanno allestendo uno "Sportello unico" per le aziende che hanno già un accordo sugli obiettivi o che vorrebbero sottoscriverlo. Inoltre, le imprese che sono in contatto con un consulente act o AEnEC ricevono informazioni sui programmi di supporto per completare gli accordi sugli obiettivi. SvizzeraEnergia (https://www.svizzeraenergia.ch/) offre sul suo sito web anche un accesso per le imprese e sta sviluppando una strategia di marketing B2B che sarà implementata nel corso del 2022.

Domanda 10:

Il Consiglio federale rinvia alla sua risposta all'interpellanza Paganini 20.3703 "Nazionalizzazione dell'attuazione delle convenzioni sulle emissioni di CO2?" (domanda 1). L'AEnEC e l'act si impegnano fortemente per consentire al maggior numero possibile di imprese di usufruire del rimborso, previsto dalla legge, del supplemento rete e della tassa sul CO2. Tuttavia, né l'AEnEC né l'act rispettano l'obbligo contrattuale di attuare un numero moderato di convenzioni volontarie sugli obiettivi. Per la promozione del Programma Edifici, dei programmi di compensazione e dei programmi di SvizzeraEnergia come Pinch, invece, la rete di consulenti delle due agenzie e le loro capacità di comunicazione costituiscono un innegabile vantaggio a cui l'UFE e SvizzeraEnergia fanno spesso ricorso.

Risposta del Consiglio federale.

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