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21.3813 · Interpellanza · 2021-06-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

L'annuncio fatto il 4 dicembre 2020 dal direttore generale dell'OMS in merito all'intenzione di istituire a Ginevra, con il sostegno della Svizzera, una banca mondiale con un livello di biosicurezza 4 (BSL-4) per la conservazione di tutti gli agenti patogeni conosciuti su scala planetaria, solleva diverse domande.

Lo scopo dichiarato è di "facilitare lo sviluppo rapido e sicuro di vaccini e trattamenti". I Paesi chiamati a depositare campioni non hanno tuttavia alcuna garanzia di poter accedere a prezzi accessibili ai vaccini e ai trattamenti sviluppati grazie alla biobanca svizzera.

In altre parole, quali saranno i diritti degli Stati depositari rispetto a quelli dei gestori delle Big Pharma?

Non si tratta, nello specifico, di un modo per aggirare l'accordo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione, entrato in vigore nel 2014?

Stellungnahme des Bundesrates

A fine maggio 2021 la Svizzera ha firmato una dichiarazione d'intenti (Memorandum of Understanding) con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel quadro dell'iniziativa BioHub dell'OMS. Con questo accordo, la Svizzera mette a disposizione dell'OMS il laboratorio di sicurezza biologica di Spiez, accorpato al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, come deposito per lo stoccaggio, la replicazione, il sequenziamento genomico e la distribuzione ad altri laboratori di virus SARS-CoV-2 o di altri agenti patogeni con potenziale epidemico o pandemico. Nel quadro di questa iniziativa e mettendo a disposizione un deposito, la Svizzera offre importanti competenze e non trae fondamentalmente alcun ulteriore vantaggio rispetto agli Stati membri dell'OMS, che usufruiscono di questo servizio.

Scopo di BioHub è lo scambio rapido di materiale biologico con potenziale epidemico o pandemico, così da accelerare in futuro lo sviluppo di contromisure. Questa iniziativa dell'OMS intende incoraggiare lo scambio di materiale biologico su base volontaria e non è in concorrenza con gli accordi bilaterali in essere. Il rispetto delle disposizioni nazionali e internazionali, come quelle del protocollo di Nagoya, è imprescindibile ed è contemplato nella dichiarazione d'intenti relativa al BioHub.

Con questo progetto, la Svizzera sostiene gli sforzi profusi per creare un sistema internazionale per lo scambio volontario di nuovi agenti patogeni. Il suo sviluppo avverrà gradualmente e la Svizzera si impegna affinché tutti gli Stati membri dell'OMS vi collaborino strettamente, in particolare per quanto riguarda i diritti e gli obblighi dei diversi partecipanti.

Risposta del Consiglio federale.