Sospendere lo smantellamento degli impianti di difesa ritenuti obsoleti prima della guerra in Ucraina per rivalutarne l'utilità?
22.3264 · Interpellanza · 2022-03-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio nazionale non ritiene necessario
- sospendere immediatamente il processo di smantellamento degli impianti e dei sistemi militari ritenuti obsoleti prima della guerra in Ucraina?
- riconsiderare il loro valore operativo in relazione alle missioni di difesa convenzionale che incombono al nostro esercito?
Begründung
Da più di vent'anni, il mondo politico svizzero è convinto che un conflitto ad alta intensità in Europa sia diventato, se non inverosimile, per lo meno poco probabile. Di conseguenza, abbiamo smesso di considerare la sicurezza militare come una priorità e abbiamo ritenuto secondari i compiti del nostro esercito di difesa contro un avversario convenzionale. Questo stato d'animo ha ovviamente avuto un impatto sul budget militare. Insieme ad altri fattori legati all'evoluzione della nostra società, spiega anche la massiccia riduzione degli effettivi del nostro esercito e la decisione di smantellare molte installazioni e altri sistemi d'arma, soprattutto nella regione alpina.
La guerra in Ucraina ha improvvisamente cancellato queste illusioni. Se alcune installazioni o sistemi considerati obsoleti non sono ancora stati smantellati definitivamente, si pone la questione della loro utilità nel caso in cui si preveda un rilancio delle nostre capacità di difesa convenzionale. Sarebbe allora più facile, più rapido e soprattutto meno costoso ripristinare e rendere operativi gli impianti o i sistemi ancora esistenti piuttosto che ricostituire questi mezzi da zero.
Stellungnahme des Bundesrates
La valutazione della situazione nel Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 mostra che il Consiglio federale ha certamente considerato un conflitto armato ai confini orientali della NATO come un possibile sviluppo. Gli obiettivi in materia di politica di sicurezza e l'orientamento degli strumenti di politica di sicurezza hanno da sempre tenuto conto della minaccia proveniente da un conflitto armato. Di conseguenza tali considerazioni sono confluite già da lungo tempo nell'elaborazione di basi e pianificazioni. Il compito fondamentale dell'esercito è e rimane la difesa, come d'altronde è indicato anche nel rapporto sulla politica di sicurezza. Nonostante il deterioramento della situazione in materia di sicurezza, il Consiglio federale ritiene ancora improbabile un attacco militare diretto contro la Svizzera a breve e a medio termine.
Gli impianti e i sistemi militari attualmente destinati a essere messi fuori servizio, col tempo hanno perso sempre più d'importanza e soddisfano sempre meno le esigenze militari. A ciò si aggiunge che gli impianti di difesa fissi sono più vulnerabili che in passato e spesso identificabili da chiunque grazie alle informazioni pubblicamente accessibili su Internet.
Oggi la difesa è sempre più basata su forze mobili e in minor misura su sistemi d'arma fissi, secondo il principio di essere in grado di impiegare formazioni ad hoc indipendentemente dal luogo. L'esercito previene questi sviluppi e orienta in tale direzione le sue future capacità essenziali. La base a tale scopo è costituita dai rapporti di base "Il futuro delle truppe di terra" e "La difesa aerea del futuro".
Allo stato attuale il Consiglio federale considera non opportuna una sospensione delle previste procedure di messa fuori servizio di impianti di difesa o di sistemi. Nel frattempo la guerra in Ucraina è ancora in corso. Pertanto le indicazioni che emergono dall'analisi dell'attuale situazione in materia di politica di sicurezza vengono costantemente analizzate.
Risposta del Consiglio federale.