23.324 · Iniziativa cantonale · 2023-12-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Nella Commissione del Consiglio nazionale
Wortlaut
Le autorità federali sono invitate a mettere in atto il più rapidamente possibile tutte le misure per promuovere la reintegrazione della Svizzera nel programma di ricerca dell'UE in modo che le ricercatrici e i ricercatori svizzeri siano ancora una volta pienamente associati a Horizon Europe.
Begründung
Annunciato come il più ambizioso dei programmi di ricerca e innovazione dell'Unione Europea (UE), il programma quadro HORIZON EUROPE dispone di un bilancio di oltre 95,5 miliardi di euro destinato a finanziare progetti di ricerca per il periodo 2021-2027. L'accesso a questi fondi è riservato ai paesi membri dell'UE, nonché ad una selezione di paesi terzi associati di cui la Svizzera non fa più parte dopo il fallimento delle trattative per l'accordo quadro con l'UE nel 2021.
L'esclusione della Svizzera da questo programma quadro è un vero duro colpo per i team di ricerca di tutte le Università svizzere e dei loro partner di ricerca Europei, perché ricercatori e ricercatrici svizzeri sono esclusi da alcuni appel à projet, il che compromette lo statuto della ricerca svizzera a livello internazionale.
Non si tratta, infatti, solo dell'accesso a fondi europei (cui finora si è potuto sopperire grazie alla Confederazione, che ha offerto delle compensazioni finanziarie transitorie), ma della partecipazione a reti di ricercatori e ricercatrici, e di poter dirigere dei progetti di ricerca.
La Svizzera sta perdendo posizioni come polo nella ricerca e nell'innovazione, perde attrattività, e la sua posizione di leader a lungo termine è messa in discussione. Va ribadito: la sfida non riguarda solo il finanziamento, ma ancora di più la possibilità per noi di posizionarsi in modo favorevole, nel tempo, nell'ambito dello spazio europeo della ricerca.
Benché positiva, la ricerca di accordi di cooperazione scientifica e di ricerca con Stati Uniti o con altri stati extraeuropei, non potrà sostituirsi alla perdita di opportunità dovuta all'esclusione da Horizon Europe: ci vorranno anni per creare con i nuovi partner la rete che permetterà scambi e collaborazioni su progetti di ricerca, mentre da decenni questo esiste in Europa, e il suo valore è inestimabile. Come noto, la Svizzera occupava un posto estremamente importante in tutti i programmi europei. Nel 2022, e per il dodicesimo anno consecutivo, la Svizzera era in cima alla lista dei Paesi a livello mondiale per capacità di generare innovazione secondo il Global lnnovation lndex, con 64,6 punti, davanti a Stati Uniti (61,8) e Svezia (61.6). Alla base di questo successo, oltre alla qualità del sistema svizzero di ricerca e istruzione, ci sono i solidi legami internazionali delle nostre università. Tuttavia, la mancata adesione ai programmi europei da parte della Svizzera registra già oggi perdite non direttamente quantificabili come un minore effetto competitivo, minori opportunità di scambio, esclusione da aree strategiche. Una tendenza che può senz'altra rivelarsi pericolosa sul medio termine.
Situazione in Ticino
Anche il Ticino, come Cantone universitario, con USI, SUPSI, e i vari istituti di ricerca, è una realtà in cui formazione e ricerca sono di ottimo livello, come dimostrato anche dalla quantità di progetti finanziati dal Fondo Nazionale per la ricerca, da Fondi Europei, eccetera (ricerca competitiva).
Come illustrato dalla Rettrice nel corso dell'incontro del 27 settembre tra la Commissione di controllo USI SUPSI e i vertici dell'USI, l'USI è la 9a università in Europa e la 3a in Svizzera in termini di citazioni per pubblicazione scientifica.
Eppure, già si vedono i segni di una minor attrattiva della USI nei confronti dei migliori ricercatori, come illustrato nel citato incontro con la Commissione di Controllo USI-SUPSI, e come già il 4 maggio 2022 faceva notare il Consiglio di Stato rispondendo a una interrogazione parlamentare:
"Già oggi molti ricercatori e aziende svizzere che si sono candidati come capi progetto hanno dovuto cedere la direzione ad uno Stato membro dell'UE. Tale situazione induce i ricercatori e le aziende a trasferirsi in un paese dell'UE, con effetti negativi nel breve termine per i progetti approvati e in prospettiva per quelli futuri. A ciò si aggiunge la prospettiva di vedere aziende e spin-off aprire filiali negli Stati membri dell'UE o progettare di farlo. Queste partenze sarebbero (e in parte sono già) una perdita di competenze, di posti di lavoro e di valore aggiunto economico per la Svizzera in settori generalmente floridi e importanti, come la cybersecurity, la tecnologia quantistica, la biofarmaceutica o la robotica. In conclusione, come affermato dal presidente di swissuniversities Yves Flückiger, l'accesso alle grandi infrastrutture di ricerca e la cooperazione a livello europeo sono garanti dell'eccellenza della ricerca e indispensabili per assicurare lo sviluppo sostenibile della nostra società".
Conseguenze per la nostra economia
Come illustrato, c'è dunque il rischio concreto non solo che i migliori ricercatori stranieri rinunciano a venire in Svizzera, per la impossibilità di partecipare a un progetto europeo di ricerca, ma che alcune PME decidano (e sta già succedendo} di delocalizzare perché lo statuto di paese terzo non associato alla ricerca europea, esclude le imprese svizzere (industrie, PME, start-ups) dalle sovvenzioni europee, e da progetti innovativi assieme a partners di altri paesi.
Importanza della innovazione per il futuro anche economico del nostro Cantone
I futuro anche economico del nostro Cantone riposa sulla innovazione, la quale trae ispirazione dalla ricerca realizzata negli istituti universitari: si tratta di collaborazioni vitali per il futuro della nostra economia.
L'esclusione della Svizzera dal programma Orizzonte Europa rappresenta un terribile freno alla mobilità accademica e al trasferimento di conoscenze: i ricercatori svizzeri, esclusi dal mercato europeo, non hanno più accesso alle prestigiose borse dell'European Research Council (ERC): l'organismo dell'Unione europea che finanzia e valuta unicamente sulla base del solo criterio dell'eccellenza scientifica i ricercatori con curricula di eccellenza a livello internazionale che intendono svolgere attività di ricerca negli Stati membri dell'UE o nei paesi associati. Di conseguenza anche le nostre scuole faticano ad attrarre i migliori ricercatori e ricercatrici, perché l'attrattiva delle posizioni e dei progetti nelle università e negli istituti di ricerca svizzeri viene fortemente indebolita.
Per quanto generosi possano essere, gli importi degli aiuti previsti con le misure transitorie della Confederazione non potranno compensare l'impossibilità per un centro di ricerca svizzero di essere Leading House, cioè capofila di un progetto di ricerca timbrato Horizon Europe, e quindi di profilarsi come centro di eccellenza.
Conclusioni
Dopo l'esclusione della Svizzera dal programma di ricerca europea, le università (e i successivi presidenti di swissuniversities) si sono mobilitate per denunciare questa decisione, e domandare una reintegrazione completa.
Per la vitalità degli ambienti di ricerca, sia svizzeri che ticinesi, è quindi imperativo che le autorità federali attribuiscano la massima priorità al reinserimento della Svizzera nel programma HORIZON - EUROPE.
Non dimentichiamo che la maggior risorsa del nostro paese, che non possiede ingenti risorse naturali, sta nella conoscenza, nella ricerca, e nel trasferimento di conoscenze verso le aziende innovative.
Assieme agli" altri Cantoni occorre insistere affinché il Consiglio federale prosegua i negoziati su questo dossier: di buon auspicio potrebbe essere il fatto che, malgrado la Brexit, la Gran Bretagna è stata recentemente reintegrata al programma di ricerca europea.
Di sicuro interesse è anche il fatto che recentemente, lo scorso 2 ottobre, il parlamento Europeo abbia discusso delle relazioni con la Svizzera, e in quel contesto "diversi oratori hanno espresso l'auspicio che la Svizzera venga reintegrata come membro pienamente associato ai programmi Horizon ed Erasmus dell'UE, indipendentemente dall'esito degli attuali colloqui esplorativi; ciò andrebbe a vantaggio di entrambe le parti".
Verhandlungen
Comunicato stampa della commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati del 09.04.2024
La Commissione ha proceduto all’esame preliminare di quattro iniziative cantonali di analogo tenore, depositate lo scorso anno, che chiedevano al Parlamento di adottare le misure necessarie a permettere alla Svizzera di essere nuovamente associata come Paese terzo al programma di ricerca dell'Unione europea Orizzonte Europa.
A seguito dell’approvazione da parte del Consiglio federale del mandato di negoziazione con l’UE basato sull’approccio «a pacchetto», dato che i negoziati sono cominciati, i ricercatori svizzeri possono ora partecipare ai bandi del Consiglio europeo della ricerca per il 2024, e in particolare al bando ERC Advanced Grant.
La situazione attuale rappresenta un’evoluzione positiva in vista di una prossima associazione della Svizzera al programma di ricerca Orizzonte.
Dopo aver sentito le delegazioni dei Cantoni che hanno depositato le iniziative (23.306 FR, 23.316 JU, 23.323 VD, 23.324 TI), la Commissione ha deciso, con 11 voti, nessuna opposizione e un’astensione, di dare seguito alle iniziative. Con questa decisione la Commissione riconferma il proprio sostegno a queste misure così importanti per la ricerca.
Comunicato stampa della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale del 06.09.2024
La Commissione ha trattato l’associazione della Svizzera al programma di ricerca Orizzonte Europa dell’Unione europea. Lo scorso mese di luglio il Consiglio federale aveva comunicato che i ricercatori svizzeri sono ammessi ad altri tre bandi di concorso per il 2025. Durante la sua seduta, la Commissione ha ricevuto informazioni in merito allo stato attuale delle trattative. La Commissione ha preso atto degli ultimi sviluppi e continuerà a seguire da vicino l’argomento.
Nello stesso ambito, la CSEC-N ha esaminato in via preliminare quattro iniziative cantonali di analogo tenore (23.306, 23.316, 23.323, 23.324) presentate lo scorso anno, a cui il Consiglio degli Stati ha dato seguito. Le iniziative chiedono la reintegrazione della Svizzera nel programma Orizzonte Europa. Con 17 voti contro 8, la Commissione ha deciso di darvi seguito, allineandosi alla decisone del Consiglio degli Stati. Con questa decisione la Commissione intende ribadire il suo sostegno alla Svizzera quale polo di ricerca.
Informazioni
Marcello Fontana, segretario della commissione,
058 322 97 35,
wbk.csec@parl.admin.ch
Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC)