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24.4477 · Mozione · 2024-12-19

Dipartimento dell'interno

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Con la presente mozione si chiede di modificare la Legge federale sull’assicurazione malattia (LAMal) affinché le sponsorizzazioni delle casse malati che offrono l’assicurazione di base siano limitate a piccole iniziative locali mirate alla promozione del movimento e della salute, escludendo realtà non attinenti a tali scopi e grandi società sportive.

Begründung

Le sponsorizzazioni sono di per sé delle iniziative positive, incluse quelle ad opera degli assicuratori malattia. Tuttavia, in considerazione dell’insostenibile ed incontrollato aumento dei premi di cassa malati, esse sono vieppiù malviste dalla popolazione. Quest’ultima mal comprende come i soldi dei propri premi possano venire utilizzati per finanziare, ad esempio, grandi società sportive dai budget multimilionari.

Le risorse investite in tali sponsorizzazioni rappresentano certamente una minima parte delle uscite globali degli assicuratori. Tuttavia contribuiscono a minare l’accettazione popolare, già gravemente compromessa, del sistema attuale.

Tanto più che le sponsorizzazioni vengono gestite dagli assicuratori come delle iniziative di marketing per rubarsi l’un l’altro i cosiddetti “buoni rischi”.

Di conseguenza, le possibilità di sponsorizzazione delle casse malati andrebbero limitate a piccole realtà locali finalizzate al sostegno del movimento ed alla promozione della salute, escludendo iniziative di altro genere e grandi realtà societarie.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Le spese sostenute dagli assicuratori-malattie per le sponsorizzazioni sono considerate costi della pubblicità e, pertanto, costi amministrativi ai sensi dell’articolo 19 capoverso 1 della legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie (LVAMal; RS 832.12). Le spese pubblicitarie rientrano nell’autonomia di un assicuratore-malattie. Le decisioni sulla strategia di marketing e sul budget pubblicitario con cui tale strategia viene perseguita dipendono dalle decisioni di politica aziendale della relativa cassa malati. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 135 V 39 consid. 7.2), l’Ufficio federale della sanità pubblica interviene, in veste di autorità di vigilanza, nell’autonomia gestionale di un assicuratore-malattie soltanto se i costi amministrativi sono chiaramente sproporzionati. Il disegno della LVAMal dell’11 marzo 2012 trasmesso dal Consiglio federale al Parlamento prevedeva, all’articolo 18 capoverso 2, che il Consiglio federale potesse disciplinare l’indennizzo dell’attività degli intermediari e i costi della pubblicità (cfr. messaggio del 15 febbraio 2012 concernente la legge federale sulla vigilanza sull’assicurazione sociale malattie, FF 2012 1623, pag. 1649). Questa disposizione è stata tuttavia stralciata dal Parlamento nel quadro delle deliberazioni parlamentari. Il Consiglio federale si è già espresso più volte su un divieto di pubblicità nell’assicurazione sociale malattie nelle sue risposte a diversi interventi parlamentari, l’ultima delle quali è stata la risposta all’interpellanza Marti 19.4076 «Misure efficaci per ridurre i costi sanitari». In questa risposta, l’Esecutivo ha fatto riferimento alla mozione del Gruppo socialista 09.3540 «Stop alle provvigioni e alla pubblicità a spese degli assicurati» e ha precisato che la legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) prevede una concorrenza tra gli assicuratori; pertanto, il fatto di destinare risorse alla pubblicità viene considerato un elemento intrinseco al sistema. Inoltre, il 17 dicembre 2024 il Consiglio nazionale ha respinto un divieto della pubblicità finanziata con i premi che era stato richiesto nell’ambito dell’iniziativa parlamentare Hurni (Piller Carrard) 22.497 «Porre fine alla pubblicità effettuata sulle spalle degli assicurati!». L’intento del legislatore era quello di garantire una concorrenza regolamentata tra gli assicuratori. Inoltre, sarebbe complicato controllare e assicurare a livello pratico il rispetto di un simile divieto. Per esempio, è difficile distinguere tra le spese pubblicitarie dell’assicurazione complementare secondo la legge sul contratto d’assicurazione (LCA; RS 221.229.1) e quelle dell’assicurazione malattie secondo la LAMal. Quando un assicuratore fa pubblicità con il suo logo, la popolazione non può sapere se questa pubblicità è stata finanziata con risorse previste dalla LAMal o dalla LCA. Inoltre, molti problemi di attuazione sorgerebbero anche con l’autorizzazione parziale della sponsorizzazione (da parte dell’assicurazione sociale malattie) di «piccole realtà locali finalizzate al sostegno del movimento ed alla promozione della salute».

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Le casse malati non devono sponsorizzare grosse società sportive dai budget multimilionari | Lexipedia | Lexipedia