26.3187 · Interpellanza · 2026-03-18
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il 20 febbraio 2026 la Corte suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegali i dazi doganali imposti da Donald Trump. In risposta, il presidente americano si è appellato alla sezione 122 del Trade Act per imporre un aumento dei dazi al 15 per cento e correggere gli squilibri della bilancia dei pagamenti. Questa situazione di caos giuridico e il disprezzo ostentato nei confronti delle istituzioni internazionali confermano che gli Stati Uniti non sono più un partner affidabile.
Al contempo, i nostri sistemi di pagamento (Visa, Mastercard, Apple pay) restano sotto la giurisdizione statunitense. La dipendenza da questi colossi aziendali costituisce una grave vulnerabilità strategica. Se Washington impugna la «bilancia dei pagamenti» come arma di guerra commerciale, nulla potrà impedire in futuro un’ingerenza diretta nei nostri flussi finanziari.
L’Unione europea sta accelerando i lavori relativi all’implementazione della soluzione di pagamento europea digitale (Wero) e i preparativi per l’euro digitale al fine di garantire la propria autonomia. In Svizzera, nonostante gli avvertimenti lanciati da diversi media ed esperti del settore, la strategia per la sovranità digitale sembra essere in fase di stallo.
Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.
Valutazione dei rischi: il Consiglio federale come valuta il rischio di dipendenza della piazza finanziaria svizzera dalle reti di pagamento statunitensi (Visa e Mastercard) in un clima caratterizzato da un’aperta guerra commerciale e dall’instabilità giuridica degli Stati Uniti?
Sovranità dei pagamenti: l’Esecutivo intende sostenere o aderire a iniziative europee come l’«European Payments Initiative» (Wero) affinché i cittadini svizzeri possano disporre di un’infrastruttura di pagamento indipendente dagli attori extraeuropei?
Franco digitale (valuta digitale della banca centrale o «central bank digital currency»; CBDC): a che punto sono le analisi della Banca nazionale svizzera (BNS) e del Consiglio federale sulla possibile introduzione del «franco digitale» destinato ad un vasto pubblico («retail CBDC»), in quanto unico strumento capace di assicurare un accesso universale a una moneta pubblica digitale in caso di malfunzionamenti o sanzioni delle reti private?
Accordi con l’UE: considerato il fallimento dei tentativi di mediazione con Washington, il Consiglio federale intende accelerare i negoziati relativi alle questioni finanziarie e digitali con l’UE per costituire uno «scudo di sovranità» comune?
Protezione dei dati: quali provvedimenti sono attualmente in atto per garantire che i dati relativi alle transazioni dei residenti svizzeri non siano utilizzati dall’amministrazione statunitense come strumento di pressione nel quadro delle conseguenze giuridiche della sezione 122?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il tema della sovranità digitale, anche per quel che concerne il traffico dei pagamenti in Svizzera, è ben noto (cfr. Ip. Müller Damian 25.4055). Visa e Mastercard forniscono circuiti di carte di pagamento attraverso i quali vengono autorizzate le transazioni e svolgono un ruolo fondamentale nei pagamenti in Svizzera (quota di mercato: ca. 55 % delle transazioni e ca. 59 % della cifra d’affari conseguita mediante procedure di pagamento in presenza e a distanza secondo lo studio Swiss Payment Monitor 2026, https://www.swisspaymentmonitor.ch/). Il settore dei pagamenti in Svizzera comprende inoltre altri attori che mettono a disposizione l’infrastruttura necessaria, nonché alternative come ad esempio TWINT, i versamenti bancari e i pagamenti istantanei (che saranno introdotti in modo capillare entro la fine del 2026). È poi in fase di pianificazione una regolamentazione per l’impiego in Svizzera di stablecoin in franchi svizzeri, che possono altresì essere utilizzate per finalità di pagamento. 2 e 3. Il Consiglio federale non prevede al momento di partecipare a iniziative (europee) finalizzate a sviluppare un sistema di pagamento indipendente da Visa e Mastercard, ma compatibile con i loro circuiti, che offra strumenti di pagamento fisici e digitali attraverso un’infrastruttura unitaria per la compensazione e il regolamento. La BNS sta attualmente esaminando l’uso di una CBDC per istituti finanziari nell’ambito di diversi progetti (ad es. progetto Helvetia), al fine di consentire transazioni con valori patrimoniali tokenizzati. Tuttavia non prevede l’emissione di un franco svizzero digitale «retail», ovvero una moneta accessibile a tutti per le operazioni di pagamento al dettaglio. Già nel suo rapporto del 2019 in adempimento del postulato Wermuth 18.3159 («Digitales Zentralbankgeld» (admin.ch/de/nsb?id=77527) l’Esecutivo ha stabilito che una CBDC accessibile al grande pubblico non apporta alcun valore aggiunto e la BNS è dello stesso parere. Il Consiglio federale e la BNS continueranno a seguire attentamente gli sviluppi in questo settore. 4. Il dialogo finanziario con l’UE, condotto dal Dipartimento federale delle finanze (Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali), serve anche allo scambio di vedute sulla questione della sovranità nel traffico dei pagamenti. 5. Sono diverse le parti coinvolte in un pagamento con carta e tra queste circolano anche informazioni relative alle transazioni. Mentre le società di carte di pagamento, che non soggiacciono alla legislazione svizzera in materia di protezione dei dati, sono in possesso dei dati relativi alle transazioni, sono unicamente gli enti emittenti di carte di pagamento, solitamente imprese o banche svizzere, a disporre dei dati personali dettagliati. La legislazione svizzera in materia di protezione dei dati prevede inoltre un elevato livello di protezione dei dati personali. Le disposizioni del diritto in materia di protezione dei dati relative al segreto bancario in Svizzera sono ancora più rigorose per quanto riguarda il trattamento dei dati personali dei clienti bancari.