05.3717, 05.3843
Crédibilité du Conseil fédéral / Législation destinée à sanctionner les violations de la collégialité
Aeschbacher Ruedi · Mit-M · Conseil national · Zurich · Groupe PEV/UDF
Meine Interpellation habe ich aus Besorgnis gemacht, aus Besorgnis über das Bild, welches unsere Regierung in diesem Land gegenüber den Bürgerinnen und Bürgern abgibt; aus Besorgnis auch darüber, dass unsere Regierung an Glaubwürdigkeit und Vertrauen bei unserem Volk einbüsst. Was sind die Gründe für diesen Vertrauensverlust?
Sie liegen auf zwei Ebenen. Die eine Ebene ist diejenige, dass der Bundesrat in seiner neuen Zusammensetzung in dieser Legislatur mit einer Vielzahl von Hauruck-Übungen bisherige Entscheide, die er immer vertreten hat, über den Haufen geworfen hat. Er hat bezüglich Leuten und Institutionen, mit denen über Jahre hinweg verhandelt wurde, plötzlich und ohne entsprechende Vorabklärungen und Gespräche andere Entscheide gefällt und alles wieder infrage gestellt.
Dazu möchte ich insbesondere drei Punkte erwähnen: Im Legislaturprogramm waren ja die Pärke aufgrund einer Änderung des Natur- und Heimatschutzgesetzes bereit, es war alles ausgearbeitet. Der Bundesrat hat diese Pärke, das heisst die Überarbeitung des NHG, in einer Nacht-und-Nebel-Aktion aus dem Programm geworfen und die fixfertige Botschaft wieder in die tiefste Schublade versenken wollen. Nur der Widerstand unseres Rates und des Ständerates hat dazu geführt, dass der Bundesrat diese Nacht-und-Nebel-Aktion rückgängig machen musste. Das sind Vertrauensverluste.
Ein weiterer Punkt ist der ökologische Umbau der Importsteuern auf Autos. Dies war im Legislaturprogramm; dies hatte der Bundesrat im Rahmen der Klimapolitik schon beschlossen, und kurzfristig hat er sich wieder anders besonnen und diese vom Benzinverbrauch abhängigen Importsteuern wieder gekippt.
Swisscom, das dritte Beispiel, ist nur noch das Tüpfelchen auf dem i.
Diese Haurück-Übungen bringen wirklich nichts, sondern nur Verdruss und Ärger, sie bringen nur Vertrauensverlust und Verlust der Glaubwürdigkeit im Volk.
Der zweite Grund dafür liegt auf einer anderen Ebene: Die Bundesräte balgen sich in aller Öffentlichkeit. Der Bundesrat zeigt sich seit Beginn der laufenden Legislatur als eher zerstrittenes Gremium. Mir ist der Bundesrat oft wie eine Fussballmannschaft vorgekommen, bei der es einen Spieler gibt, der aufs eigene Tor oder - schlimmer noch, gemeiner noch - einem Mitspieler in den Rücken schiesst. Die Glaubwürdigkeit des Bundesrates und seine Geschlossenheit sind dadurch stark angeschlagen, das Vertrauen ist gestört. Für eine politische Führung, für eine Regierung ist das eine schlechte Voraussetzung. Es ist typisch, dass der Bundesrat hier nicht selbst hinsteht und zu meiner Interpellation Stellung nimmt, sondern die Bundeskanzlerin schickt. Ich hätte mindestens erwartet, dass der Bundesrat selbst zu dieser Interpellation und den Vorwürfen, die darin enthalten sind, Stellung nimmt und dies nicht einfach der Bundeskanzlerin überlässt. Er wiegelt in seiner Antwort natürlich auch sehr gekonnt ab: Er sagt zum einen, ich würde Fragen bezüglich eines einheitlichen Auftritts stellen, und dieser einheitliche Auftritt sei schon geregelt; da müsse man nichts mehr machen. Ich bin gar nicht befriedigt von dieser Antwort. Zum zweiten Teil, zur Klimapolitik, zu der ich auch Fragen gestellt habe, verweist er auf seine bisherigen Ausführungen und wiegelt auch hier ab.
Der Bundesrat, liebe Frau Bundeskanzlerin, hat zu meiner ersten Frage nicht Stellung genommen. Hier habe ich gefragt: Ist der Bundesrat nicht auch der Meinung, dass es nicht angehen kann, dass einzelne seiner Mitglieder - vor allem auch der Justizminister - Beschlüsse des Gremiums in aller Öffentlichkeit kritisieren? Da hätte ich eigentlich ein Ja erwartet und nicht eine ausweichende Antwort. Die dritte Frage ist nicht beantwortet worden: Was gedenkt er vorzukehren, um rasch wieder gegenüber aussen besser auftreten und verlorenes Vertrauen zurückgewinnen zu können? Keine Antwort hierauf! Und auch nicht auf die sechste Frage, nämlich ob er mit den Signalen, die er mit seiner Hüst-und-hott-Politik im Bereich der Umweltpolitik und insbesondere auch im Bereich der Klimapolitik aussendet, zufrieden ist und welchen Eindruck er dabei in der Öffentlichkeit und vor allem auch auf internationalen Konferenzen erweckt, wo er andere Staaten mahnt, eine stringente und klare Klimapolitik zu betreiben.
Ich bin mit den Antworten leider nicht zufrieden.
Simoneschi-Cortesi Chiara · Mit-F · Conseil national · Tessin · Groupe démocrate-chrétien
Come vedete, la mia mozione è stata depositata il 15 dicembre 2005 - finalmente una mozione che viene trattata anche nei tempi previsti! Questa mozione chiede di elaborare una legge o una modifica di leggi esistenti affinché si possano sanzionare le violazioni della collegialità. Perché ho inoltrato questa mozione? Chiaramente il fatto scatenante è stata la crassa violazione della collegialità perpetrata specialmente da un consigliere federale, dal signor Blocher, il 23 novembre e nei giorni susseguenti dell'anno scorso. Come ricorderete, il 23 novembre 2005 il Consiglio federale aveva all'ordine del giorno la privatizzazione della Swisscom e si sa da quello che poi è uscito che si sono discusse anche altre cose. Intanto, lo stesso consigliere federale Merz ha definito la politica di informazione o l'informazione che è seguita a quella seduta una cacofonia.
Dunque, non sono la prima a dirlo, ma io vado un po' più lontano: non è solo una questione di informazione cacofonica su un oggetto all'ordine del giorno. In questo caso si è trattato di una cosa molto più grave. Ci sono state delle esternazioni del signor Blocher su un oggetto che è stato discusso e che non era all'ordine del giorno del Consiglio federale ma, diciamo, un fuoriprogramma su una cosa molto importante: l'impegno di Swisscom all'estero, in particolare l'acquisizione, sì o no, di Eircom, cioè della ex-monopolista dell'Irlanda, da parte di Swisscom. Ora, questo fatto, la domanda se Swisscom potesse impegnarsi all'estero, sì o no, non era all'ordine del giorno e non era nemmeno conforme agli obiettivi strategici, che il Consigli federale aveva appena assegnato a Swisscom e che noi della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni avevamo appena visto. Dunque, questa proibizione di inoltrarsi in acquisizioni all'estero era una violazione degli obiettivi strategici e non era all'ordine del giorno del Consiglio federale. Caso mai si sarebbe dovuto discutere ancora all'interno del Consiglio federale. Invece no, si è data un'informazione.
Io ritengo gravissima questa lesione del principio di collegialità, perché, tra l'altro, i giorni susseguenti il valore dell'azione di Swisscom in borsa è caduto. In altri Paesi come negli Stati Uniti, se qualcuno si permette di fare qualcosa del genere, può, per questo fatto che l'azione perde valore per un'indiscrezione, addirittura subire delle sanzioni. Questa lesione è pero grave anche alla luce di un altro fatto, che abbiamo appreso solo un mese fa e cioè che l'autorità della borsa ha aperto un'inchiesta su operazioni insider, proprio su questo tema, fatte da un membro del consiglio d'amministrazione di Swisscom. Io non voglio suggerire niente a nessuno, se però mettiamo in parallelo queste due cose c'è da preoccuparsi.
La collegialità fa parte del nostro sistema di governo svizzero. Lo dimostro nello sviluppo della mia mozione ma lo dice anche il Consiglio federale nella sua presa di posizione. La collegialità è un principe cardine per il funzionamento di questo sistema svizzero. Ora, se qualcuno, il signor Blocher in particolare, non è d'accordo con questo sistema di funzionamento del nostro sistema di governo svizzero - il rapporto tra governo e Parlamento, tra governo, Parlamento e diritti popolari -, se desidera avere un governo di maggioranza, se desidera avere un altro tipo di politica dell'informazione non ha che da diventare attivo e presentare delle proposte. Ma fintanto che è membro di questo collegio e fintanto che questo sistema è parte scritta della Costituzione e della legge, il signor Blocher deve rispettare le regole del gioco. Non deve dunque assolutamente permettersi di fare strame di principi così importanti che il Consiglio federale, nel suo parere, sottolinea ancora.
Per queste ragioni io chiedo che si modifichi la legge pertinente - non so quale legge, toccherà poi al legislatore -, affinché vengano introdotte delle sanzioni in caso di violazione del principio collegiale; e se del caso, se necessario per poter imporre questo principio, chiedo, ho aggiunto, di modificare forse anche una disposizione costituzionale.
Meyer Thérèse · Mit-F · Conseil national · Fribourg · Groupe démocrate-chrétien
Je viens en appui pour vous demander d'adopter la motion 05.3843 pour les raisons suivantes. Le principe de la collégialité figure dans la Constitution et le premier gardien de ce principe, qui est le Conseil fédéral, n'arrive pas à l'appliquer en son sein. Nous l'avons vu avec les problèmes que nous avons vécus.
Je ne répéterai pas ce qu'a dit Madame Simoneschi, mais, dans notre pays, nous ne voulons pas un pouvoir fort concentré sur une personne puisque le président de la Confédération change chaque année et que souvent, dans le public, on a de la peine à savoir qui est président. Par contre, le gouvernement doit quand même être fort. Avec ce principe de la collégialité, on doit l'encourager à parler d'une seule voix. Comment voulez-vous que le peuple comprenne ce que le gouvernement décide - et au moment où il le fait, c'est pour le bien du pays - s'il y a tout le temps, ou trop souvent, un de ses membres qui émet ensuite des avis contraires à la décision du collège gouvernemental? Je pense aux gens qui ne doivent plus rien comprendre!
Le gouvernement aurait avantage à établir des règles plus claires puisqu'on constate que la gestion de ce principe de la collégialité est très difficile en l'absence de règles d'application. Tout le monde serait plus à l'aise si chaque membre du gouvernement savait comment se comporter et ce qui lui arriverait s'il ne respectait pas les règles. Plusieurs dans cette salle sont membres de collèges ou ont été membres de conseils d'Etat ou de conseils communaux, avec des charges qui demandent le respect du principe de la collégialité. Nous savons tous que le manque de collégialité arrive quand la personne qui ne la respecte pas estime que c'est à son avantage. Cette situation est inconfortable et je pense que notre gouvernement doit prendre en main ce problème.
Le fait que nous adoptions cette motion lui donnera l'impulsion pour le faire. Donc votez oui.
Huber-Hotz Annemarie · BK-F · Berne
Herr Aeschbacher, es tut mir Leid, dass Sie in Bezug auf die Beantwortung Ihrer Interpellation mit mir vorlieb nehmen müssen. Ich darf Sie aber versichern, dass Herr Bundespräsident Leuenberger eine entsprechende Interpellation, für die wir ursprünglich federführend waren, im Ständerat selbst beantwortet hat, weil er sich der Bedeutung dieser Frage bewusst ist. Ich werde deshalb auf sein Votum im Ständerat hinweisen können.
Ihre erste Frage, ob eine öffentliche Kritik nicht unzulässig sei, kann ich mit Ja beantworten. Es ist nicht denkbar, dass ein Mitglied des Bundesrates öffentlich die Beschlüsse des Bundesrates kritisiert. Diese Frage wird auch im Bundesrat immer wieder diskutiert. Allerdings ist es eine Frage der Interpretation, wo die Kritik anfängt und wo sie aufhört.
Auf Ihre Frage betreffend den Verhaltenskodex werde ich später bei der Beantwortung der Motion Simoneschi-Cortesi zu sprechen kommen.
Noch ein Wort zur Klimapolitik: Der Bundesrat nimmt die Klimapolitik ernst und hat dem Parlament auch eine entsprechende Vorlage zur CO2-Abgabe vorgelegt. Es ist an Ihnen, hier nun die allfällig nötigen Korrekturen vorzunehmen, falls Sie das als nötig erachten. Ich möchte auch darauf hinweisen, dass der Bundesrat letzte Woche die Änderung des Mineralölsteuergesetzes verabschiedet hat. Dort geht es ebenfalls darum, umweltschonende Treibstoffe steuerlich zu entlasten und damit einen Beitrag zur Klimapolitik zu leisten.
Es ist, so glaube ich zumindest, noch nie so viel über die Kollegialität im Bundesrat gesprochen und geschrieben worden wie in den letzten zwei Jahren. Dabei ging aus all dem, was gesagt und geschrieben wurde, hervor, dass eigentlich alle zur Kollegialität stehen. Der Bundesrat, das Parlament, das Volk, die Parteien - sie alle erachten die Kollegialität als eine notwendige Bedingung für die Konkordanz und damit letztlich auch für die Demokratie. Das hat Herr Bundespräsident Leuenberger auch im Ständerat ausführlich gesagt.
Gerade weil die Kollegialität so wichtig ist, schlägt Frau Simoneschi-Cortesi vor, Sanktionen gegen allfällige Verletzungen der Kollegialität festzuschreiben. Allerdings scheint es dem Bundesrat, dass dies nicht der richtige Weg sei, hier Sanktionen oder gesetzliche Regelungen vorzusehen. Er schlägt Ihnen deshalb vor, die Motion abzulehnen. Aber auch die Diskussion im Ständerat hat gezeigt, dass die Kollegialität nicht mit gesetzlichen Massnahmen geregelt werden kann. So wurde in der Debatte im Ständerat z. B. gesagt, dass es ohnehin ein Irrglaube der Politik sei, vor allem im institutionellen Bereich alles mit Gesetzen regeln zu können. Bei der Kollegialität geht es vor allem um ein Verhalten, es geht um den Willen zur Zusammenarbeit und damit letztlich auch um den Erfolg einer Exekutive, gleich auf welcher Stufe. Im Ständerat wurde z. B. von Herrn Schwaller ebenfalls bekräftigt, dass dies nicht per Gesetz oder per Verordnung befohlen oder sichergestellt werden könne.
Die Kollegialität ist eine Frage des Verhaltens, das geprägt sein muss vom Vertrauen und vom Willen zur Solidarität zwischen den Mitgliedern des Kollegiums. Aber eben, das ist in Zeiten der zunehmenden Polarisierung und des Rufs nach Transparenz schwierig. Bundespräsident Leuenberger hat dies im Ständerat eindrücklich dargelegt; ich empfehle Ihnen, sein Votum zu lesen. Zur Polarisierung tragen nämlich alle bei: Die Parteien wollen, dass ihr Bundesrat einem Anliegen im Bundesrat zum Durchbruch verhilft, und sie wollen auch nach aussen beweisen können, dass ihr Bundesrat sich entsprechend eingesetzt und gestimmt hat. Eine solche Forderung widerspricht der Kollegialität. Aber auch das Parlament möchte wissen, wie im Bundesrat gestimmt wird. Die beiden GPK haben zum Beispiel im Nachgang zur Frage der Swisscom und der entsprechenden Kommunikation durch den Bundesrat allen Bundesräten die Frage gestellt, wie sie sich im Bundesrat eingesetzt haben. Also auch hier: Eine Diskrepanz zwischen Transparenz und Kollegialität. Auch die Medien, die die Kollegialität so sehr unterstützen, meinen zu wissen, wie sich welcher Bundesrat in der Bundesratssitzung geäussert beziehungsweise wie er abgestimmt hat.
Kollegialität, die zu Recht von allen Seiten unterstützt werden muss, ist also eine Frage des Verhaltens. Kollegialität ist ein ständiges Bemühen, den richtigen Weg zu finden. Der Bundesrat hat sich in den Diskussionen der letzten zwei Jahre jeweils dahingehend geäussert, dass er bereit sei, diesen Weg immer wieder von neuem zu gehen, dass er auch bereit sei, über die Kollegialität nachzudenken und sie im Kollegium zu diskutieren. Der Bundesrat ist natürlich froh, wenn ihn das Parlament in diesen Bemühungen unterstützt.
Eine wichtige Aufgabe in diesem Rahmen kommt aber auch dem Parlament zu. Hier möchte ich Ständerat Schwaller zitieren: "Die wichtigste Aufgabe des Parlamentes ist aber die Auswahl und Wahl der Bundesratsmitglieder. Jene, die sich wählen lassen, kennen die Regeln des Kollegialitätsprinzips, und bei vorheriger Nichtbestreitung des Kollegialitätsprinzips darf davon ausgegangen werden, dass die Kandidaten und künftigen Bundesratsmitglieder bereit sind, die Spielregeln auch nach der Wahl einzuhalten." Ich glaube, Sie werden ja demnächst wieder Gelegenheit haben, sich auch vor diesem Hintergrund an eine Neubesetzung eines Sitzes im Bundesrat zu machen.
Im Namen des Bundesrates möchte ich Sie bitten, die Motion Simoneschi-Cortesi abzulehnen.
Intervention de procédure
05.3717
Präsident (Janiak Claude, Präsident): Die Interpellation ist mit dieser Diskussion erledigt.
05.3843
Präsident (Janiak Claude, Präsident): Der Bundesrat beantragt die Ablehnung der Motion.
Abstimmung - Vote
Für Annahme der Motion .... 34 Stimmen
Dagegen .... 118 Stimmen