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Salaires minimaux cantonaux. Elargir modérément la marge de manoeuvre des cantons à risque

Quadri Lorenzo · Mit-M · Conseil national · Tessin · Groupe de l'Union démocratique du Centre

Con questo postulato si torna a parlare di salari minimi. Si tratta di un tema particolarmente sentito nelle regioni di confine, anche in conseguenza della libera circolazione delle persone, e questo malgrado in particolare la SECO pretenda di presentarci il dumping salariale come un problema immaginario. Il tema è manifestamente sentito anche a livello popolare, come dimostrano le votazioni sull'introduzione di salari minimi che si sono tenute in alcuni cantoni tra cui appunto, il mio.

In den verschiedenen Regionen der Schweiz herrschen keine einheitlichen Bedingungen auf dem Arbeitsmarkt. Insbesondere die Grenzregionen verspüren einen gewissen Druck, was zur Gefahr der Unterbietung von Lohn- und Arbeitsbedingungen führt.

Vor diesem Hintergrund wurde in einigen Kantonen in Volksabstimmungen die Einführung von kantonalen Mindestlöhnen beschlossen. Die textgetreue Umsetzung der entsprechenden Initiativen stösst jedoch auf Hindernisse, nicht zuletzt, weil das Bundesrecht hier sehr enge Grenzen setzt. Es steht ausser Frage, dass die primäre Zuständigkeit im Bereich Arbeitsrecht beim Bund liegt, siehe insbesondere die Artikel 110 und 122 der Bundesverfassung. Gleichzeitig hat der Bund den Kantonen bereits heute einige Zuständigkeiten übertragen.

Ci sono quindi delle competenze in materia di diritto del lavoro che sono state attribuite dalla Confederazione ai cantoni.

È chiaro che chi è maggiormente colpito da conseguenze negative della libera circolazione delle persone dovrebbe poter disporre di un più ampio margine di manovra per introdurre dei correttivi. Questo anche perché il mercato del lavoro dei vari cantoni è profondamente diverso e quindi soluzioni uguali per tutti diventano difficilmente sostenibili anche dal profilo dell'equità; sappiamo tutti che trattare in modo uguale fattispecie diverse costituisce infatti una disparità di trattamento.

Il postulato in sostanza chiede di trovare delle vie per l'introduzione di maggiore federalismo nel mercato del lavoro ed in particolare per quello che riguarda il salario minimo e quindi la lotta al dumping salariale. Non si mira in alcun modo ad imporre a tutti delle misure contrarie al libero mercato: chi non si trova nella necessità di intervenire non deve essere obbligato a farlo, ma a chi necessita di correttivi si vuole invece dare la possibilità di introdurre questi correttivi. Si tratta quindi di creare delle opportunità affinché chi ne ha bisogno possa usarli. Chi invece non sente la necessità di intervenire, semplicemente lascia le cose come stanno. Quindi non c'è da nessuna parte un obbligo di azione.

La richiesta presentata nel postulato appare giustificata anche se si pensa che nel 2015 il Consiglio federale ha rinunciato a potenziare le misure accompagnatorie e anche se si pensa che le modalità di applicazione o di non applicazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", decisa da questo Parlamento, non permettono, in realtà, di correggere alcuna distorsione sul nostro mercato del lavoro.

Il Tribunale federale ha di recente dato il via libera al minimo salariale del canton Neuchâtel. Tuttavia, c'è già chi sostiene che la decisione in questione non sia direttamente trasponibile in tutti i casi analoghi, ad esempio a quello ticinese. E comunque, poiché le leggi le fa il Parlamento e non le fanno i tribunali, chiedo di voler appoggiare questo postulato, affinché la questione dei salari minimi cantonali venga regolata in modo chiaro al livello istituzionale giusto che è il nostro e che non venga quindi lasciata alle incognite della giurisprudenza. Una soluzione come quella avanzata nel postulato rafforzerebbe anche il federalismo, quel federalismo di cui andiamo tutti giustamente fieri e di cui in questi giorni molto si parla.

Vi ringrazio quindi per il sostegno al postulato.

Schneider-Ammann Johann N. · BR-M · Conseil fédéral · Berne

Das Postulat bezweckt einen grösseren Handlungsspielraum für die Kantone zur Festlegung von allgemeinen Mindestlöhnen.

Das Bundesgericht hat mit seinem Entscheid vom 21. Juli 2017 eine Beschwerde gegen den kantonalen Mindestlohn in Neuenburg abgewiesen. Es ist also möglich, in den Kantonen kantonale Mindestlöhne als sozialpolitische Massnahme einzuführen. Gemäss Bundesgericht ist der Mindestlohn als sozialpolitische Massnahme mit dem verfassungsmässig garantierten Grundsatz der Wirtschaftsfreiheit und mit dem Bundesrecht vereinbar. Für die Festlegung des Mindestlohnes berief sich der Kanton Neuenburg auf die Ergänzungsleistungen und nicht auf das Sozialhilfeminimum. Die Kantone können folglich Mindestlöhne erlassen, sofern sie diese als sozialpolitische Massnahme ausgestalten.

Im Weiteren gilt es zu berücksichtigen, dass mit den flankierenden Massnahmen den Kantonen die Kompetenz zum Erlass von Mindestlöhnen auf ihrem Gebiet übertragen wurde. Mit den Instrumenten der flankierenden Massnahmen können die Kantone bereits heute bei Missbräuchen befristete Mindestlöhne erlassen. Bei Missbräuchen können die Kantone in einer Branche bestehende Gesamtarbeitsverträge erleichtert für allgemeinverbindlich erklären oder Normalarbeitsverträge mit zwingenden Mindestlöhnen erlassen, und es ist zudem bewährte Tradition in der Schweiz, die Lohnpolitik den Sozialpartnern zu überlassen. Der Staat greift nur subsidiär in die sozialpartnerschaftliche Autonomie ein, wenn es um die Lohnbildung geht. An diesem bewährten Grundsatz will der Bundesrat festhalten.

Mit den genannten Möglichkeiten verfügen die Kantone über Handlungsspielraum beim Erlass von allgemeinen Mindestlöhnen. Ein Bericht zur Analyse von Massnahmen zur Ausweitung der kantonalen Kompetenzen ist nicht notwendig. Das System besteht, es funktioniert, einzelne Kantone haben Erfahrung.

Ich bitte Sie, das Postulat abzulehnen und uns nicht mit einem weiteren Bericht zu beschäftigen.

Vote

Präsident (Stahl Jürg, Präsident): Der Bundesrat beantragt die Ablehnung des Postulates.

Abstimmung - Vote

Für Annahme des Postulates ... 76 Stimmen

Dagegen ... 104 Stimmen

(6 Enthaltungen)