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Wirtschaftspartnerschaftsabkommen zwischen den EFTA-Staaten und Indonesien. Genehmigung

47418 · Amtliches Bulletin

Du 26 sept. 2019

https://lexipedia.io/fr/docs/ch/ab-bo-bu/47418/de/wirtschaftspartnerschaftsabkommen-zwischen-den-efta-staaten-und-indonesien-genehmigung

Consulté le 4 sept. 2026

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  2. Confédération
  3. Bulletin officiel
Source

Objet parlementaire: Accord de partenariat économique de large portée entre les États de l’AELE et l’Indonésie. Approbation (19.036)

19.036

Wirtschaftspartnerschaftsabkommen zwischen den EFTA-Staaten und Indonesien. Genehmigung

Riklin Kathy · Mit-F · Nationalrat · Zürich · CVP-Fraktion

In occasione della giornata del plurilinguismo farò il dibattito di entrata in materia in italiano.

Da heute der Tag der Mehrsprachigkeit ist, werde ich mein Eintretensvotum zum Wirtschaftspartnerschaftsabkommen zwischen den Efta-Staaten und Indonesien als Kommissionssprecherin auf Italienisch halten. Ich würde mich freuen, wenn es mit meiner Wiederwahl klappt, denn die gelebte Mehrsprachigkeit ist etwas, was mir an meiner politischen Arbeit im Bundeshaus am meisten Freude macht.

Mi rallegro di vivere e promuovere attivamente l'italianità del nostro bel paese.

La Commissione della politica estera ha trattato l'accordo di partenariato economico globale tra gli Stati dell'Associazione europea di libero scambio, AELS, e l'Indonesia il 2 settembre 2019. Precedentemente, il 12 agosto, la vostra commissione ha sentito le prese di posizione da parte del settore della ricerca universitaria, delle ONG, dell'industria alimentare e dell'economia. L'accordo concluso corrisponde in ampia misura ai nuovi accordi di libero scambio svizzeri e ha un campo d'applicazione settoriale molto vasto. Le sue disposizioni concernono gli scambi di merci, gli ostacoli tecnici agli scambi, le misure sanitarie e fitosanitarie, le regole d'origine, l'agevolazione degli scambi, gli scambi di servizi, gli investimenti, la protezione della proprietà intellettuale, la concorrenza, la cooperazione tecnica e lo sviluppo delle capacità, nonché lo sviluppo sostenibile.

Il capitolo sulla sostenibilità ha una grande importanza ed è stato preparato con molta precauzione e accuratezza. Come in altri accordi già in funzione viene istituito un comitato misto incaricato di vigilare sull'attuazione dell'accordo. L'Indonesia con una popolazione di 265 milioni di abitanti disseminato su 17 508 isole, delle quali 6044 abitate, offre un grande mercato.

L'Unione europea e gli Stati Uniti non hanno un accordo di libero commercio con l'Indonesia.

La Svizzera, con i suoi partner dell'AELS - Norvegia, Islanda e Liechtenstein -, è perciò la prima associazione internazionale a concludere un accordo con questo grande paese. Per questa ragione questo accordo, concluso dal nostro ex consigliere federale Schneider-Ammann, è un grande successo.

Un grande tema nei dibattiti preliminari era l'olio di palma. La posizione difesa dalla Svizzera nei negoziati del CEPA sull'olio di palma è stata definita dopo la consultazione di diverse associazioni di categoria e ONG. Nel corso dei negoziati è stato possibile adempiere le richieste avanzate nella mozione 18.3717 e sostenute dal nostro Parlamento. Il 6 novembre 2018 la CPE del Nazionale ha preso atto con soddisfazione dei risultati ottenuti dichiarando che "i negoziati hanno permesso di tenere conto delle considerazioni relative alla garanzia della sostenibilità e degli interessi dell'agricoltura svizzera".

Per un paese come la Svizzera, fortemente orientato all'esportazione verso mercati di sbocco diversificati in tutto il mondo, la conclusione di nuovi accordi di libero scambio e l'aggiornamento di quelli esistenti con partner commerciali al di fuori dell'Unione europea rappresentano - unitamente all'appartenenza all'Organizzazione mondiale del commercio, OMC, ed agli accordi bilaterali con l'Unione europea - un importante strumento della propria politica economica esterna, volto a migliorare l'accesso ai mercati internazionali.

L'accordo di partenariato economico globale con l'Indonesia estende la rete di libero scambio della Svizzera e offre un vantaggio concorrenziale alle imprese svizzere rispetto ai loro concorrenti di altri Stati che non dispongono di un accordo di libero scambio con l'Indonesia.

Con l'entrata in vigore dell'accordo, oltre il 78 per cento delle attuali esportazioni svizzere in Indonesia sarà esentato da dazi doganali; una quota che salirà al 98 per cento allo scadere dell'ultimo termine previsto per l'abolizione dei dazi, ossia dopo dodici anni.

La commissione della politica estera è entrata in materia all'unanimità. La minoranza saluta il capitolo sullo sviluppo sostenibile, vorrebbe però aggiungere un articolo 1a che chiede in un'ordinanza il controllo delle misure di sostenibilità, della capacità e attenzione alle concessioni tariffarie previste per l'olio di palma. Il progetto è stato accettato con 17 voti contro 6 e 2 astensioni.

Carobbio Guscetti Marina · P-F · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion

La presidente (Carobbio Guscetti Marina, presidente): Ringrazio la signora Riklin per la presentazione a nome della commissione ma anche per aver fatto l'intervento interamente in italiano.

Wehrli Laurent · Mit-M · Nationalrat · Waadt · FDP-Liberale Fraktion

Die Aussenpolitische Kommission des Nationalrates hat an ihrer Sitzung vom 2. September 2019 die Botschaft des Bundesrates zur Genehmigung des umfassenden Wirtschaftspartnerschaftsabkommens zwischen den Efta-Staaten - zu denen auch die Schweiz gehört - und Indonesien beraten. An ihrer vorgängigen Sitzung vom 12. August hatte die Kommission für dieses Thema Sachverständige aus wirtschaftlichen, universitären und humanitären Kreisen sowie aus dem Bereich Umweltschutz angehört.

Das Volumen des Handels zwischen der Schweiz und Indonesien belief sich 2018 - Edelmetalle ausgeschlossen - auf rund 140 Millionen Franken und weist laut Bundesrat ein erhebliches Wachstumspotenzial auf. Mit 265 Millionen Einwohnerinnen und Einwohnern ist Indonesien das grösste Land Südostasiens. Seit mehreren Jahren verzeichnet es ein stabiles Wirtschaftswachstum von rund 5 Prozent pro Jahr. Dank dem vorliegenden Abkommen würde die Efta und damit auch die Schweiz zur wichtigsten Freihandelspartnerin dieses grossen Landes.

Indonesien verpflichtet sich zum ersten Mal im Rahmen eines Freihandelsabkommens zur Einhaltung verschiedener Handels- und Nachhaltigkeitsstandards. So entspricht die Regelung, die zum wichtigen Thema Palmöl gefunden wurde, voll und ganz dem Anliegen der von der APK-SR eingereichten Motion 18.3717 - sowohl in Bezug auf die Wahrung der Interessen der Schweizer Landwirtschaft als auch in Bezug auf die Nachhaltigkeit, die Einhaltung der Umwelt- und Sozialstandards durch Indonesien bei der Produktion von Palmöl.

Das Abkommen zielt ferner darauf ab, den Zugang zum Markt des jeweils anderen zu verbessern und die Rechtssicherheit für die Schweizer Unternehmen zu erhöhen, namentlich im Bereich des geistigen Eigentums. Es sieht Kontroll- und Begleitmassnahmen vor, z. B., was die Einhaltung der Nachhaltigkeitsstandards angeht, die für die Festlegung der Zollpräferenzen ausschlaggebend sind.

Vor diesem Hintergrund hat die APK-NR ohne Gegenstimme beschlossen, auf die Vorlage einzutreten. Sie beantragt Ihnen mit 17 zu 6 Stimmen bei 2 Enthaltungen, das Abkommen, so wie es Ihnen vorliegt, zu genehmigen.

Die Kommissionsminderheit begrüsst zwar den Teil des Abkommens zur nachhaltigen Entwicklung, sieht aber nicht gewährleistet, dass bei den importierten Produkten die Sozial- und Umweltstandards eingehalten werden. Die Kommission hat in diesem Zusammenhang mit 16 zu 8 Stimmen bei 1 Enthaltung einen Antrag abgelehnt, der verlangte, die Zuständigkeiten und Verfahren zur Umsetzung und Kontrolle der Nachhaltigkeitsbestimmungen in einer Verordnung zu regeln. Die Kommissionsmehrheit ist demgegenüber der Auffassung, dass dieses Abkommen, so wie es von den anderen Efta-Staaten - unter anderem Norwegen - genehmigt wurde, bereits geeignete Massnahmen für diese Kontrolle vorsieht und die üblichen Verfahren, mit denen der Bundesrat das Parlament über die Befolgung der internationalen Wirtschaftsabkommen informiert, ausreichend sind.

Aus diesen Gründen empfiehlt Ihnen die Kommission, wie bereits erwähnt, mit 17 zu 6 Stimmen bei 2 Enthaltungen, dieses Wirtschaftsabkommen zwischen den Efta-Staaten und Indonesien zu genehmigen.

Carobbio Guscetti Marina · P-F · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion

La presidente (Carobbio Guscetti Marina, presidente): Ringrazio anche il signor Wehrli per essere intervenuto a nome della commissione completamente in tedesco.

Molina Fabian · Mit-M · Nationalrat · Zürich · Sozialdemokratische Fraktion

L'accord de partenariat économique dont nous discutons aujourd'hui a un impact majeur sur la protection du climat et de l'environnement et sur la population, non seulement en Indonésie, mais aussi en Suisse.

Les réductions tarifaires prévues par l'accord de libre-échange alimenteront la demande en produits agricoles provenant d'Indonésie, en particulier en huile de palme. La culture de palmiers à huile est fortement industrialisée et associée à des graves violations non seulement de la protection de l'environnement, notamment par la déforestation de la forêt tropicale humide, mais aussi des droits de l'homme et du travail. Les conditions d'exportation profitent aux grandes entreprises agricoles en particulier, et non à la population en général.

Pour cette raison, le Parti socialiste fait campagne depuis des années en faveur de dispositions contraignantes en matière de durabilité dans les accords commerciaux. Ces dispositions doivent garantir le respect des conventions internationales relatives à la protection des droits de l'homme et de l'environnement. Ces dispositions doivent garantir que les produits qui entrent en Suisse en bénéficiant de préférences tarifaires n'ont pas été produits dans des conditions destructrices.

Solche Bestimmungen existieren im vorliegenden Abkommen. Das begrüssen wir sehr. Aber Papier ist dankbar. Wenn wir wollen, dass die Bestimmungen auch eingehalten werden, dann müssen wir sie überprüfen und müssen auf Verfehlungen reagieren. Vertrauen ist gut, Kontrolle ist besser. Genau das verlange ich mit meiner Minderheit: eine innerstaatliche Umsetzung der völkerrechtlich vereinbarten Bestimmungen.

Mit meinem Antrag haben Sie die Möglichkeit, dafür zu sorgen, dass der Import von regenwaldzerstörerischem Palmöl ausgeschlossen ist, dass faire Arbeitsbedingungen in der indonesischen Landwirtschaft garantiert sind, dass Menschenrechte respektiert werden, und Sie machen einen Schritt in Richtung von fairem Handel auch für zukünftige Abkommen. Es wäre nämlich das erste Mal, dass die Schweiz sich bei einem Handelsabkommen ernsthaft um die Nachhaltigkeit kümmert anstatt nur um den Profit der Exportindustrie. Und das wäre auch ein Gewinn für die Schweizer Bäuerinnen und Bauern.

Zusammengefasst verlange ich mit meiner Minderheit vier Dinge: erstens, dass der Bundesrat die notwendigen Zuständigkeiten und Verfahren zur Umsetzung und Kontrolle dieser Nachhaltigkeitsbestimmungen in einer Verordnung regelt; zweitens, dass er zum Kapazitätsaufbau in Indonesien beiträgt und auch darüber Bericht erstattet; drittens, dass er wirksame Kontrollen ergreift und durchführt, um sicherzustellen, dass das in die Schweiz importierte Palmöl wirklich nachhaltig ist; und viertens, dass er uns, dem Parlament, regelmässig Bericht darüber erstattet.

Aus diesen Gründen bitte ich Sie namens der sozialdemokratischen Fraktion um die Unterstützung meiner Minderheit. Grazia fitg, grazie mille, merci beaucoup.

de la Reussille Denis · Mit-M · Nationalrat · Neuenburg · Grüne Fraktion

L'accord de libre-échange avec l'Indonésie est, selon le Conseil fédéral, un accord extrêmement important, avec un partenaire commercial potentiellement de premier plan. En effet, en raison du pouvoir d'achat croissant de sa classe moyenne, l'Indonésie, qui compte plus de 260 millions d'habitants, constitue un marché extrêmement intéressant pour l'industrie d'exportation suisse.

Le volume des échanges commerciaux entre la Suisse et l'Indonésie, qui atteint quelque 1,4 milliard de francs, offre un important potentiel de croissance selon le Conseil fédéral. En 2018, l'Indonésie se situait au 47e rang des partenaires commerciaux de la Suisse. Ce pays d'Asie du Sud-Est enregistre actuellement une croissance de 5 pour cent par an et pourrait, selon certaines prévisions, devenir la quatrième puissance économique mondiale d'ici à la moitié du siècle.

Suite à ce descriptif, une des premières remarques que nous souhaitons mettre en avant, c'est justement l'important potentiel de croissance relevé par le Conseil fédéral, qui à nos yeux oublie de se poser des questions plus fondamentales. Pour notre groupe, c'est bien là une des questions essentielles que nous devons nous poser. Pourrons-nous encore longtemps faire l'économie d'une réelle vision critique des échanges commerciaux tels que nous les connaissons depuis plus d'un siècle, en considérant évidemment de manière erronée que notre planète pourra indéfiniment supporter une croissance sans fin?

Pour le groupe des Verts, il est évident que nous devons complètement revoir ce type d'échanges économiques. C'est notamment pour cette raison que nous soutenons la proposition de la minorité Molina, qui, à l'article 1a, prévoit simplement que les mesures liées à la durabilité, à la coopération, au développement des processus de production axés sur le maintien de la biodiversité soient réellement appliquées et surtout contrôlées.

Le renforcement de la mise en oeuvre des dispositions relatives au développement durable est donc un objectif visé par la proposition de la minorité Molina. Nous soutenons cette proposition qui charge le Conseil fédéral de réglementer, par voie d'ordonnance, les compétences et les procédures en lien avec la mise en oeuvre et le contrôle des dispositions relatives au développement durable.

Vous le savez tous, cet accord risque de mettre en péril notre production indigène et, par la même occasion, de fragiliser de nombreux producteurs de notre pays. Mais qu'en est-il en Indonésie? La sécurité alimentaire de la population est menacée. L'expansion de la production d'huile de palme conduit à une économie agricole tendant à la monoculture. Les cultures de subsistance traditionnelles, comme le riz, sont abandonnées au profit d'une huile végétale apparemment lucrative. Pour les petits agriculteurs, ce développement mis en avant par le gouvernement signifie souvent la diminution de la sécurité alimentaire, car les agriculteurs doivent commencer à acheter des denrées alimentaires de base.

Par ailleurs, le secteur de l'huile de palme couvre près d'un quart de la superficie agricole totale de l'Indonésie, mais moins de 10 pour cent des personnes employées dans l'agriculture travaillent dans ce secteur. L'agriculture, à petite échelle, pourrait fournir un moyen de subsistance à un nombre beaucoup plus élevé d'habitants de ce pays. Ainsi, en raison de l'augmentation de la demande mondiale d'huile de palme, les terres agricoles utilisées auparavant pour l'alimentation de base sont de plus en plus souvent converties en zones de culture du palmier à huile. La plupart des petits agriculteurs sont donc les grands perdants du boom de l'huile de palme en Indonésie.

Cette analyse n'est pas uniquement celle des Verts, évidemment, mais elle est largement partagée par de nombreuses ONG actives sur place.

Pour ces différentes raisons, le groupe des Verts s'oppose à cet accord de partenariat économique, considérant que nous continuons à faire fausse route en privilégiant ce type de développement économique qui nous conduit dans une impasse environnementale, climatique et, évidemment, sociale.

Schneider-Schneiter Elisabeth · Mit-F · Nationalrat · Basel-Landschaft · CVP-Fraktion

Die Schweiz ist ein stark in die Weltwirtschaft eingebundenes Land. Unsere kleine Volkswirtschaft ist vernetzt wie keine andere. Unser Land lebt vom internationalen Handel mit Gütern und Dienstleistungen. Die stete Verbesserung des Zugangs zu ausländischen Märkten ist ein Ziel der schweizerischen Aussenwirtschaftspolitik. Freihandelsabkommen sind dabei ein wichtiger Pfeiler. Der Zugang zu den verschiedensten internationalen Märkten verschafft der Schweiz eine Diversität, welche der Exportindustrie die nötigen Sicherheiten gibt.

Den neusten Zahlen der Eidgenössischen Zollverwaltung ist zu entnehmen, dass Schweizer Exporte stagnieren. Der Exportindustrie geht es nicht mehr selbstverständlich gut, wie das noch vor einigen Jahren der Fall war. In der Maschinen-, Elektro- und Metallindustrie, in der MEM-Branche, reduzierten sich die Auftragseingänge im zweiten Quartal dieses Jahres gegenüber dem Vorjahr um 19,5 Prozent. Der Entscheid der Europäischen Zentralbank und der US-Notenbank, ihre Zinsen weiter zu senken, wird den Aufwertungsdruck auf den Schweizerfranken weiter erhöhen. Die Wirtschaft kommt unter Druck.

Die CVP-Fraktion reicht diesbezüglich heute verschiedene wirtschaftspolitische Vorstösse ein, um die nötigen Rahmenbedingungen für die Schweizer Wirtschaft zu garantieren. Umso wichtiger ist es nun aber, dieses Abkommen unter Dach und Fach zu bringen. Das vorliegende Abkommen schafft die meisten Zölle auf Exporte nach Indonesien ab - ein wichtiger Schritt für unsere Exportwirtschaft. Die zahlenmässig wichtigsten Schweizer Exportgüter für Indonesien sind Maschinen, chemische Produkte und Pharmazeutika; dann folgen optische und medizinische Instrumente sowie Lebensmittel wie etwa Käse, Schokolade und Kaffee. 2017 exportierte die Schweiz Güter für rund 450 Millionen Franken nach Indonesien. Das vorliegende Abkommen ermöglicht es nun, hier zu expandieren.

Le CEPA couvre un vaste champ d'application sectoriel. Il améliorera l'accès au marché indonésien et la sécurité juridique pour nos entreprises, notamment en matière de propriété intellectuelle. Par exemple, l'Indonésie a introduit en 2016 de nouvelles dispositions dans sa loi sur les brevets, qui laissaient entrevoir des incertitudes juridiques pour les opérateurs économiques étrangers. Nous sommes parvenus, au travers du CEPA, à obtenir de l'Indonésie l'engagement de mettre sa législation sur la protection des brevets en conformité avec ses obligations internationales. Pour la première fois dans le cadre d'un accord de libre-échange, l'Indonésie s'est engagée à respecter et à appliquer des règles en matière de commerce et de développement durable.

A moyen terme, nous partons du principe que l'UE et l'Indonésie concluront également un accord de libre-échange. Le CEPA comporte à cet effet différentes clauses évolutives qui visent à garantir l'égalité de traitement vis-à-vis de l'UE.

Wenn man davon ausgeht, dass Indonesien zu Beginn der Verhandlungen überhaupt kein Nachhaltigkeitskapitel wollte, dann stellt man fest, dass wir mit diesem Abkommen schon sehr viel weiter sind, als wir es bei früheren Abkommen je waren. Und - wir haben es gehört - es ist für Indonesien das einzige Abkommen überhaupt mit einem derartig weit gehenden Nachhaltigkeitskapitel. Kapitel 8 des Abkommens sieht weitgehende Nachhaltigkeitsbestimmungen vor, was ein richtiger Schritt ist. Dabei ist aber zu sagen, dass gemäss dem Seco heute praktisch kein Palmöl aus Indonesien importiert wird. Die Schweizer Importeure möchten primär nachhaltiges Palmöl importieren, und dasjenige aus Indonesien hat diesbezüglich keinen guten Ruf. Das Abkommen leistet aber einen substanziellen Beitrag, um Indonesien auf seinem Weg zu einer nachhaltigen Palmölproduktion zu begleiten.

Ich freue mich, dass in unserer Kommission auch die Bauern dieser Vorlage zugestimmt haben und dass für die inländische Ölsaatproduktion ein guter Weg gefunden werden konnte. Ich hoffe deshalb auf volle Unterstützung der Bauernlobby.

(discurra sursilvan) En quest senn As supplitgesch jau en num da la fracziun da la PCD da refusar la minoritad e d'approvar questa fatschenta.

Molina Fabian · Mit-M · Nationalrat · Zürich · Sozialdemokratische Fraktion

Geschätzte Frau Kollegin, Sie haben soeben gesagt, dass das indonesische Palmöl in Bezug auf Nachhaltigkeit keinen guten Ruf geniesst. Jetzt sagen Sie aber gleichzeitig, dass Sie für dieses Abkommen sind, obwohl es keine Mechanismen zur Kontrolle der betreffenden Labels vorsieht. Wie erklären Sie diesen Widerspruch?

Schneider-Schneiter Elisabeth · Mit-F · Nationalrat · Basel-Landschaft · CVP-Fraktion

Es gibt eben solche Mechanismen in diesem Abkommen. Wir tragen auch im Rahmen der internationalen Zusammenarbeit dazu bei, dass eben vermehrt nachhaltiges Palmöl produziert wird. Wir sind hier auf dem richtigen Weg. Das Abkommen hat, wie kein anderes Abkommen, auch zum Inhalt, die nachhaltige Produktion von Palmöl zu unterstützen.

Friedl Claudia · Mit-F · Nationalrat · St. Gallen · Sozialdemokratische Fraktion

Le présent accord de libre-échange, appelé dorénavant "accord de partenariat économique", prévoit un ensemble complet de règles entre les Etats membres de l'AELE et l'Indonésie et permet d'améliorer l'accès au marché ainsi que la sécurité juridique pour le commerce des biens et services. A terme, les droits de douane sur 98 pour cent des exportations actuelles de marchandises de la Suisse vers l'Indonésie seront supprimés. L'accord prévoit aussi des règles contraignantes, par exemple en matière d'investissements et de protection de la propriété intellectuelle. Avec cet accord, il sera possible d'ouvrir à la Suisse un énorme marché en pleine expansion.

Die Produktion von Palmöl ist in vielen tropischen Ländern ein wichtiger Motor für die ländliche Entwicklung, auch in Indonesien. Gut organisiert, könnte sie in den Produktionsregionen wichtige Beschäftigungs- und Einkommensmöglichkeiten schaffen.

Die Kehrseite davon ist aber: Je höher die Nachfrage nach Palmöl ist, desto grösser sind die Umweltzerstörung, das "land grabbing", die Urwaldabholzung und die Menschenrechtsverletzungen. Kleinbauern sind unter den aktuellen Rahmenbedingungen die Verlierer. Das bestätigen Menschenrechts- und Entwicklungsorganisationen auch für Indonesien. Die Menschen dort kämpfen gegen miserable Arbeitsbedingungen, fehlende Kontrollen und Durchsetzung der Reglemente sowie Monopole und Korruption.

Die aktuelle Situation in Indonesien ist alarmierend: Es gibt Tausende von Waldbränden, meist verursacht von Grossproduzenten, aber auch von Kleinbauern, durch Brandrodungen für neue Palmölplantagen. In Indonesien liegen 10 Prozent des tropischen Regenwalds der ganzen Welt. Alleine in den ersten fünf Monaten dieses Jahres sind 43 000 Hektaren abgebrannt. Die Lage hat sich im August noch weiter verschärft, sodass sogar Städte wie Jakarta massivst unter den Rauchschwaden leiden und sogar eine Umsiedlung der Stadt ins Auge gefasst wird.

Im Abkommen, das uns jetzt vorliegt, gibt es ein Nachhaltigkeitskapitel und ein Kapitel zur wirtschaftlichen Zusammenarbeit und zum Kapazitätsaufbau sowie eines zu institutionellen Bestimmungen. Es wurden sogar erstmals gezielt für einen Produktsektor - den Palmölsektor - Bedingungen formuliert. Das ist sehr zu begrüssen.

Die Umsetzung ist aber ungenügend. Einzig der Gemischte Ausschuss ist zuständig - ein Gremium, das auf hohem Niveau angesiedelt ist. Zudem sind Fragen der Nachhaltigkeit von der Streitbeilegung ausgenommen. Das geht nicht! Es braucht Verbesserungen beim Monitoring, bei der Überwachung und beim Reporting und einen institutionellen Weg für die Zivilgesellschaft, um sich Gehör zu verschaffen.

Die SP-Fraktion unterstützt deshalb den Minderheitsantrag Molina, der genau dies fordert. Dazu muss nicht der ausgehandelte Vertrag angepasst, sondern nur der Bundesbeschluss erweitert werden. Es geht also um die internen Regeln, die wir uns selber geben. Damit würde die Schweiz auch ein klares Zeichen geben, dass es ihr mit der Nachhaltigkeit ernst ist, dass sie Umwelt- und Arbeitsdumping den Riegel vorschieben will.

Die SP-Fraktion wird nur noch Freihandelsabkommen zustimmen, die diese Kriterien und Vorgaben erfüllen. Beim Freihandelsabkommen mit Indonesien besteht wegen des Palmölgeschäfts eine besonders hohe Notwendigkeit dafür. Wir werden auf das Abkommen eintreten, es ohne die erwähnten Ergänzungen jedoch in der Gesamtabstimmung nicht unterstützen. Wir wollen einen wichtigen Schritt weiterkommen, zum Schutze der Bevölkerung und der Umwelt im Partnerland.

Aebi Andreas · Mit-M · Nationalrat · Bern · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Geschätzte Frau Kollegin Friedl, bei den letzten Freihandelsabkommen hat die SP-Fraktion immer solche Minderheitsanträge gestellt, denen nie zugestimmt wurde. Wäre es nicht sinnvoller gewesen, beim Freihandelsabkommen mit Indonesien mit dieser Palmölgeschichte einen Minderheitsantrag zu machen, weil ja das indonesische Palmöl den ökologischen Anforderungen nicht genügt? Der Antrag wäre vielleicht durchgekommen.

Friedl Claudia · Mit-F · Nationalrat · St. Gallen · Sozialdemokratische Fraktion

Wir stellen diesen Antrag bei jedem Abkommen, weil wir einfach sehen, dass es keinen Sinn macht, nur Worte in ein Abkommen zu schreiben, die dann nicht umgesetzt werden. Deshalb ist es wichtig, dass wir es dort selber zeigen, wo wir dies können. Es braucht Schritte, um die Bestimmungen umzusetzen, um ein Reporting, ein Controlling zu machen. Das können wir selber tun. Das ist unsere Verantwortung, und die sollen wir übernehmen.

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

Es ist unbestritten, dass der weltweite freie Austausch von Waren, Dienstleistungen, Know-how und Fachkräften für den Wohlstand der Schweiz, als eines typischen Exportlandes, unerlässlich ist. Das ist auch der Grund, warum sich die Freisinnig-Liberalen seit Jahrzehnten für ein weltumspannendes Netz von Freihandelsabkommen engagieren. Dieses nützt nicht nur uns in unserer Souveränität, in unserer Eigenständigkeit, sondern Freihandel nützt immer auch den anderen Ländern in ihrer Entwicklung und vor allem auch bei der Entwicklung von sozialen und menschenrechtlichen Komponenten.

Wenn wir heute hier ein Abkommen mit Indonesien vor uns haben, dann haben wir ein Abkommen mit dem grössten Staat Südostasiens, mit 265 Millionen Einwohnerinnen und Einwohnern, vor uns. Wir exportieren Produkte für etwa 480 Millionen Franken dorthin, und wir importieren Güter im Wert von 356 Millionen Franken aus Indonesien in die Schweiz. Nicht zu verkennen sind die Direktinvestitionen, die sich auf etwa 6,9 Milliarden Franken beziffern. Wir werden mit diesem Freihandelsabkommen Zolleinsparungen bei Industrieexporten von 10 Prozent haben, und wir werden Zolleinsparungen für die Nahrungsmittelindustrie von etwa 20 Prozent haben.

Ich komme zum Palmöl, dem strittigen Punkt. Fünf Teilkontingente für Palmöl sind vorgesehen, und diese werden jährlich um 5 Prozent erhöht. Es gibt, wir haben es gehört, Einschränkungen bei der Einfuhr von Palmöl, und diese sind durch eine Rückverfolgbarkeit bis zum Hersteller eben auch sichergestellt, liebe Minderheitsantragsteller. Auch die nachhaltige Bewirtschaftung des Pflanzenölsektors wird in einem separaten Artikel geregelt.

Nun lassen Sie mich hier etwas sagen. Die Minderheit moniert, man müsse viel mehr in Bezug auf Ökologie, Menschenrechte, Arbeitsrechte tun - gerade im Sektor Palmöl. Das stimmt. Aber Ihre dauernde fundamentale, ideologische Opposition führt auch dazu, dass Sie nicht nur in Indonesien, in verschiedenen Ländern vielen, vielen Familien die Existenzgrundlage wegnehmen. In Indonesien sind mehrere Millionen Menschen - mehr Familien, als es in der Schweiz gibt - von dieser Industrie abhängig. Sind Sie es, die jetzt all die Investitionen von heute auf morgen bezahlen, weil Sie nicht bereit sind, mit diesem Abkommen die kleinen Schritte zu tun, die in die richtige Richtung gehen? Nein, Sie lehnen einfach das Ganze ab und sagen Indonesien: Wenn ihr nicht von heute auf morgen unsere Standards erfüllt, dann wollen wir euch nicht helfen in eurer Entwicklung. Das ist Ihre Antwort, dauernd, hier und auch bei anderen Ländern. Natürlich, Sie erhöhen dann sehr gerne überall die Entwicklungshilfe und klagen dann, es seien alle Menschen auf dieser Erde in Not.

Die nachhaltige Bewirtschaftung ist sichergestellt. Wir haben Artikel 8, umwelt- und arbeitsbezogene Aspekte sowie soziale Entwicklungen werden hier erfasst. Innerstaatliche Schutzmassnahmen in Bezug auf Umweltschutz und Arbeitsrechte dürfen ergriffen werden. Umweltschutz- und Arbeitsstandards müssen in die nationalen Gesetzgebungen einfliessen. Auch haben wir erhöhte Standards gegenüber WTO-Regelungen drin, in Bezug auf nichtdiskriminierenden Schutz und Rechte an geistigem Eigentum. Darum sage ich Ihnen: Jetzt und heute ist dieses Abkommen abzuschliessen. Und ich sage Ihnen: Das, was die Minderheit fordert, zum Beispiel mit der Überprüfbarkeit, das gehört auf Stufe der Efta. Das wissen wir. Und Sie sagen, Sie wollen zum Beispiel eine Regelung von Streitigkeiten in einer schweizerischen Verordnung niederschreiben. Sie wissen doch ganz genau: Zu einer Vereinbarung über Streitigkeiten muss auch Indonesien Ja sagen, es nützt nichts, wenn wir das einseitig bei uns niederschreiben.

Ich bitte Sie also dringendst: Stimmen Sie heute diesem Beschlussentwurf zu. Es ist jetzt Zeit. Es ist auch Zeit, weil Indonesien uns im April 2016 das Investitionsabkommen gekündigt hat. Es ist auch Zeit, weil Indonesien aktuell daran ist, mit der EU einen Freihandelsvertrag auszuarbeiten.

Zum Schluss gratuliere ich dem Bundesrat, dem Seco und den Unterhändlern zu diesem ausgezeichneten Freihandelsabkommen, das auch betreffend Nachhaltigkeit genau in die richtige Richtung geht.

Nussbaumer Eric · Mit-M · Nationalrat · Basel-Landschaft · Sozialdemokratische Fraktion

Kollege Portmann, Sie haben andere politische Akteure, die sich für Menschenrechte, Umweltschutz usw. einsetzen, als Ideologen betitelt. Ich habe eine konkrete Frage: Wann hat der Bundesrat Ihnen einen Evaluationsbericht zu den Auswirkungen, die Freihandelsabkommen im Bereich Menschenrechte und Umweltschutz haben, unterbreitet? Und was waren die Erkenntnisse, die in diesem Evaluationsbericht dargestellt wurden? Können Sie das kurz zusammenfassen?

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

Ich kann Ihnen also sagen, dass vom Bundesrat über alle Freihandelsabkommen, auch über die bestehenden, jeweils Bericht erstattet wird und dass auch diese Themen drin sind. Ich kann Ihnen, das gebe ich zu, nicht überall, nicht für jedes Land, genau sagen, welche Konklusionen gezogen werden. Aber ich kann Ihnen sagen - das wissen Sie so gut wie ich, Herr Kollege -, dass die Efta, das Parlamentarierkomitee und der Ministerrat, und auch Bundesrat Parmelin jetzt in diesem Bereich einige Vorgaben gemacht haben, dass wir dort Verbesserungen erreichen wollen. Das ist aber bei der Efta auf der richtigen Ebene.

Noch zu Ihrer ersten Frage oder Bemerkung betreffend die ideologischen und fundamentalistischen Forderungen: Ich sage ja nur, dass Sie das am Schluss von einer Schwarz-Weiss-Betrachtung abhängig machen. Sie kippen dann am Schluss ein ganzes Freihandelsabkommen, nur weil nicht alles genau so von heute auf morgen kommt, wie Sie es wollen. Sie sind nicht bereit, schrittweise in die richtige Richtung zu gehen.

Molina Fabian · Mit-M · Nationalrat · Zürich · Sozialdemokratische Fraktion

Herr Kollege Portmann, Sie haben jetzt hier ausgeführt, dass meine Minderheit und alle, die sie unterstützen, ideologisch argumentieren würden. Können Sie mir sagen, was Sie selbst denn unter fairem Handel verstehen und was Sie und die FDP je dafür getan haben?

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

Zuerst kann ich Ihnen sagen: Ich unterstelle Ihnen das, weil ich in Ihrem Minderheitsantrag nichts gefunden habe, was eigentlich nicht schon erfüllt ist. Sie fordern z. B. in Ihrem Antrag, die Schweiz müsse beim Kapazitätsaufbau mithelfen; das ist Kapitel 9. Oder in der Botschaft finden Sie ab Seite 5272 auf mehreren Seiten Erläuterungen zu dem, was Sie fordern. Darum kann ich nur die Schlussfolgerung ziehen, dass Ihr Antrag ideologisch motiviert ist und nicht wirklich Substanz hat.

Dann kann ich Ihnen sagen: Ja, alle Freihandelsabkommen wurden auch vonseiten meiner Fraktion immer mitgetragen. Wir haben dort, wo dies möglich war und wo auch die Gegenseite darauf einging, die Standards, auf die man achten und nach welchen man verhandeln sollte, eingegeben.

Am Schluss, das gebe ich zu, braucht es aber immer zwei. Wir waren bis heute nicht sehr oft erfolgreich, dies aber jeweils deshalb, weil die andere Seite nicht mitziehen wollte. Heute ist ein Umdenken im Gange.

Ritter Markus · Mit-M · Nationalrat · St. Gallen · CVP-Fraktion

Lieber Kollege Portmann, ich habe den Minderheitsantrag vor mir. Können Sie mir erklären, wo der Antrag dem Abkommen widerspricht? Es geht ja nur um die Umsetzung im Inland. Die Minderheit nimmt konkret Bezug auf das Abkommen. Wo steht irgendetwas, was nicht in Einklang mit diesem Abkommen in der Schweiz umgesetzt werden könnte?

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

Vielen Dank, Herr Ritter. Ich finde selber keinen Unterschied zwischen der Vorlage und dem Minderheitsantrag, vor allem eben dort nicht, wo es um die Qualität des Palmöls und um unsere eigene Produktion geht. Mit diesen hohen Auflagen sollte aus meiner Sicht unsere eigene Produktion keinen Wettbewerbsnachteil erleiden. Ich finde selber keinen Unterschied zwischen dem, was die Minderheit verlangt, und dem, was im Abkommen steht.

Graf Maya · Mit-F · Nationalrat · Basel-Landschaft · Grüne Fraktion

Herr Portmann, Sie bezeichnen alle als ideologisch, die nicht Ihrer Meinung sind. Da muss ich Sie fragen: Sind für Sie auch die Geschäftsprüfungskommissionen und die Mehrheit des Nationalrates ideologisch? Wir haben hier am 18. September das Postulat 19.3011 der GPK-NR angenommen. Damit verlangt der Nationalrat vom Bundesrat vor dem Abschluss von Freihandelsabkommen regelmässige Evaluationen in Bezug auf die Nachhaltigkeit, weil das bis heute mangelhaft oder gar nicht gemacht wird.

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

Vielen Dank für diese Frage. Ich bin sehr froh, dass Sie den GPK-Bericht hier erwähnen.

Zuerst einmal: Wenn Sie genau aufgepasst hätten, dann hätten Sie gemerkt, dass ich gesagt habe, ich würde jene als ideologisch bezeichnen, die am Schluss alles nur schwarz-weiss sehen und dann einfach alles ablehnen.

Zweitens: Der GPK-Bericht ist aus meiner Sicht unprofessionell und hätte so nicht weitergegeben werden dürfen. Die GPK hat sich nicht einmal die Mühe gemacht, die parlamentarischen Stellen anzugehen, die für die Freihandelsabkommen zuständig sind. Die GPK hat sich nicht einmal die Mühe gemacht, sich mit dem Efta-Generalsekretariat einmal anzuschauen, was in der Efta wirklich gemacht worden ist. Ich habe diesen Bericht gelesen: Er ist gespickt mit so viel Unwissen! Man weiss nicht einmal, wie die Efta mit den gemischten Ausschüssen wirklich funktioniert. Ich muss wirklich sagen, dass dieser GPK-Bericht unprofessionell ist - dort liegt der Fehler -; dies, damit Sie ihn nicht zu hoch loben.

Friedl Claudia · Mit-F · Nationalrat · St. Gallen · Sozialdemokratische Fraktion

Geschätzter Kollege Portmann, Sie haben gesagt, Sie gäben zu, dass wir nicht sehr erfolgreich gewesen seien, obwohl wir in anderen Abkommen jeweils Umwelt- und Menschenrechtsstandards formuliert hätten. Was ziehen Sie für einen Schluss, wenn Sie sagen, wir seien nicht sehr erfolgreich gewesen? Dann muss man doch ansetzen und für uns etwas definieren, damit man die Umsetzung wirklich kontrollieren kann, damit man ein Monitoring einsetzen kann, damit diese Standards Erfolg haben. Sonst sind sie doch nur einfach Papier.

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

Ich begleite jetzt seit vier Jahren sämtliche Freihandelsabkommen in der Efta/EU-Delegation, und ich sage Ihnen nochmals: Die Parlamentarierdelegationen haben seit Beginn immer wieder darauf hingewiesen, die Arbeiten begleitet und auch gehofft, dass die Gegenseite, dort wo wir abgeschlossen haben, uns und unseren Wünschen mehr entgegenkommt - wobei ich sagen muss, dass es unter den vier Ländern Norwegen, Liechtenstein, Island und Schweiz auch unterschiedliche Meinungen gibt, was wirklich gute, nachhaltige Artikel wären.

Aber das Monitoring ist sichergestellt. Das Monitoring ist sichergestellt, wenn auch nicht überall gleich, und das stört uns auch. Ich habe es hier schon dreimal gesagt, und Kollege Nussbaumer nimmt das als neuer Präsident dieser Delegation im nächsten Jahr dann auch auf: Wir hätten gerne eine bessere Strategie, denn bei jedem anderen Land sind entweder unsere Botschaften für das Monitoring und die Entgegennahme von Reklamationen zuständig, oder es ist ein gemischter Ausschuss, oder es ist direkt das Generalsekretariat der Efta. Da haben Sie Recht. Aber sichergestellt ist es, und die Anlaufstellen gibt es.

Birrer-Heimo Prisca · Mit-F · Nationalrat · Luzern · Sozialdemokratische Fraktion

Geschätzter Kollege, da Sie vorhin die GPK so desavouiert haben, die unter der Leitung Ihrer Kollegin Doris Fiala steht und den Bericht einstimmig verabschiedet hat: Haben Sie schon je einmal gelesen, welches der Aufgabenbereich der GPK ist? Wissen Sie, dass das nicht eine Sachkommission, sondern eine Aufsichtskommission ist, die das Verhältnis zwischen dem, was in den Organisationen der Verwaltung passiert, und dem Bundesrat anschaut?

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

Ja, ich weiss selbstverständlich, dass die GPK eine Aufsichtskommission ist. Es geht hier auch nicht um die Personen, die in der GPK sind. Sie müssen mir einfach erklären, was Sie in diesem Fall beaufsichtigt haben, wenn Sie nicht einmal die zuständigen Stellen - die zuständigen Stellen; es geht hier um die Efta und nicht einfach um die Bundesverwaltung! - angefragt haben, wie die Aufgaben ausgeführt werden.

Naef Martin · Mit-M · Nationalrat · Zürich · Sozialdemokratische Fraktion

Herr Kollege Portmann, fragen Sie das die GPK-NR! Oder ich möchte die GPK-NR auch bitten, sich dazu zu äussern. Aber ich komme auf den Ideologievorwurf zurück, den Sie uns gemacht haben. Ich muss Ihnen ehrlich sagen: Ich habe Sie nicht ganz verstanden. Auf der einen Seite sagen Sie, das sei ein sehr fortschrittliches Abkommen - das stimmt teilweise -, wir hätten in der Vergangenheit zu wenig gemacht. Auf der anderen Seite werfen Sie uns vor, wir sabotierten alles. Den Ideologievorwurf habe ich nicht ganz verstanden. Sind Sie sich bewusst, dass sich die SP-Fraktion häufig, praktisch immer - ausser, sie hätte bestimmte Gründe gehabt - für den Freihandel eingesetzt hat, in Anerkennung dessen, was Sie auch ausgeführt haben, und dass es nur die Möglichkeit gibt, zusammen mit uns an den Umsetzungskriterien, die innerstaatlich sind, zu arbeiten, wenn Sie dieses Konzept des Freihandels aufrechterhalten wollen? Da könnten wir ja zusammenspannen, und ich bin überzeugt, dass uns das gelingt.

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

Ich sage es Ihnen einmal mehr: Sie haben in Ihrem Minderheitsantrag Forderungen, die im Abkommen bereits drin sind; die sind verbesserungswürdig. Sie sehen nur schwarz oder weiss, Sie lehnen einfach alles ab, wenn es nicht genau so kommt, wie Sie jetzt von heute auf morgen wollen. Darum, habe ich Ihnen gesagt und sage ich Ihnen, ist das eine fundamentale, gefährliche Ideologie. Damit gefährden Sie die Existenzgrundlagen von Millionen von Familien in Indonesien, von mehr Familien, als es in der Schweiz gibt.

Arslan Sibel · Mit-F · Nationalrat · Basel-Stadt · Grüne Fraktion

Herr Portmann, es ist sehr toll, dass Sie sich so stark für diese Kleinbauern einsetzen. Uns unterstellen Sie, wir würden uns nicht für diese Kleinbauern einsetzen; es ist auch sehr populistisch und ideologisch, uns Ideologie vorzuwerfen. Vorhin ist die Frage gestellt worden, was Ihr Verständnis von Freihandel oder Handel sei und was machbar sei - Sie haben diese Frage nicht beantwortet. Können Sie bitte einmal klar definieren, was Sie darunter verstehen, wenn Sie uns vorwerfen, so ideologisch zu sein?

Portmann Hans-Peter · Mit-M · Nationalrat · Zürich · FDP-Liberale Fraktion

1. Lesen Sie morgen online im Amtlichen Bulletin, ob ich irgendwo gesagt habe, Sie würden sich nicht für Kleinbauern einsetzen.

2. Wir setzen uns - soll ich es noch hundertmal sagen? - genau für diese Massnahmen ein, wie sie hier in diesem, glaube ich, etwas über hundert Seiten langen Bericht und in der Botschaft des Bundesrates dargelegt sind. Das sind genau die richtigen Massnahmen im Bereich Nachhaltigkeit und in all den Gebieten, die wir genannt haben. Dafür setzen wir uns ein.

Reimann Maximilian · Mit-M · Nationalrat · Aargau · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Auch die SVP-Fraktion unterstützt den vorliegenden Entwurf für den Bundesbeschluss zum Wirtschaftspartnerschaftsabkommen mit Indonesien, und sie lehnt den Minderheitsantrag von Rot-Grün entschieden ab. Dies ist nämlich ein weiteres Abkommen, das im Rahmen des Efta-Verbundes mit einem aufstrebenden Staat abgeschlossen worden ist und das voll auf der Linie der neuen schweizerischen Freihandelspolitik liegt.

Natürlich ist uns die Problematik rund um die Palmölproduktion bewusst. Darüber ist in der Kommission ausführlich debattiert worden. Indonesien ist weltweit der grösste Produzent von Palmöl. Dessen Anbau und Produktion sind und bleiben eine wichtige Ertragsquelle gerade auch der dortigen Kleinbauern. Wer eben nicht in Klima- und Umwelthysterie machen will, der kommt nach genauer Prüfung des Abkommens zum Schluss: Hier ist ein allseits faires Abkommen zum Nutzen und Vorteil beider Seiten ausgearbeitet worden.

Eines moralisierenden Zusatzantrages für einen neuen Artikel im Genehmigungsbeschluss bedarf es nicht, insbesondere aus folgenden zwei Gründen: Erstens könnte das von unseren Efta-Partnern als verspäteter Rückenschuss empfunden und könnte moniert werden, es sei nicht mit genügender Sorgfalt verhandelt worden. Die eidgenössischen Räte sind doch nicht die Schulmeister vom Dienst, die kleinkariert nach weiteren Sozial-, Umwelt- und Bürokratiehürden rufen! Zweitens ist es doch eine Bevormundung, ja eine Beleidigung unseres Partnerstaates Indonesien, was da in Absatz 3 des Minderheitsantrages bezüglich der lokalen indonesischen Bevölkerung postuliert wird. Trauen Sie, liebe Kolleginnen und Kollegen von der SP und den Grünen, dem Staat Indonesien, dessen Regierung und dessen Parlament nicht zu, selber für den Schutz der lokalen Bevölkerung und insbesondere der Kleinbauern aufkommen zu können? Braucht es da wirklich noch die Moralkeule aus der Schweiz?

Noi dell'UDC siamo per un chiaro no!

Vi preghiamo dunque di approvare questo accordo di partenariato economico tra gli Stati dell'AELS e l'Indonesia così come proposto dal Consiglio federale, senza ulteriore "Schnickschnack" (ilarità) - spero, signora presidente, che questa parola si capisca anche in italiano -, senza ulteriore "Schnickschnack" per il solo scopo di mettere in pace la cattiva coscienza morale di qualche particolare persona in Svizzera.

Carobbio Guscetti Marina · P-F · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion

La presidente (Carobbio Guscetti Marina, presidente): Ringrazio anche il signor Reimann per lo sforzo di aver parlato in italiano.

Moser Tiana Angelina · Mit-F · Nationalrat · Zürich · Grünliberale Fraktion

Le groupe vert'libéral soutient une étroite collaboration internationale, une activité commerciale intense de la Suisse. L'accès au marché international est fondamental pour la Suisse. L'Indonésie est donc un marché important pour la Suisse, avec un grand potentiel de développement.

Handel ist nicht nur für die weltoffene und exportorientierte Schweiz zentral, sondern mit den richtigen Rahmenbedingungen auch grundsätzlich wohlfahrtsfördernd. Das gilt nicht nur für uns, sondern auch für unsere Partnerländer. Die richtigen Rahmenbedingungen sind aber entscheidend. Wir hatten in der Vergangenheit tatsächlich Freihandelsabkommen, die diesbezüglich noch wenig erreichten.

Wir von den Grünliberalen haben es immer unterstützt, dass man über die eigentlichen allgemeinen Grundsätze hinausgeht, dass man weiter geht, als einfach nur ein paar Hinweise in die Präambel zu schreiben. Wir sind überzeugt, dass man Umweltverträglichkeitsprüfungen für sensible Produkte machen müsste; und nicht nur das, man sollte die Resultate zusätzlich auch tarifär berücksichtigen. Das heisst, dass zum Beispiel in die Verhandlungen einfliessen sollte, wie CO2-intensiv ein Produkt ist. Höhere Zolltarife für schädliche Produkte, das wäre eigentlich das Ziel.

Mit dem vorliegenden Abkommen sind wir aber aus ökologischer Sicht weitergekommen. Wir haben eine Weiterentwicklung erreicht; es ist ein Fortschritt gegenüber dem bisherigen Abkommen. Für das heikle Produkt Palmöl - wir haben es verschiedentlich gehört - wurde ein eigenes Kapitel eingeführt. Neu darf grundsätzlich nur noch Palmöl importiert werden, das auch ökologische Standards erfüllt. Wie gesagt, das ist ein Fortschritt. Es ist noch nicht das, was wir uns wünschen, wir sind noch weit davon entfernt; aber es ist ein wesentlicher Schritt vorwärts.

Entscheidend - das ist richtig und wurde ebenfalls mehrfach gesagt - ist aber die Umsetzung. Der Bund ist zurzeit daran, zusammen mit der Branche und den Verbänden Standards zu entwickeln, die über die bisherigen Standards hinausgehen. Es soll in Zukunft nur noch Palmöl importiert werden können, das auch diesen strengeren Kriterien entspricht. Das ist definitiv besser als das, was wir heute haben. Es ist definitiv auch besser als kein Abkommen.

Den Minderheitsantrag werden wir ablehnen, weil er keinen konkreten Mehrwert bringt. Er bringt keinen Mehrwert, sondern definiert einen fixen Pfad der Umsetzung, den wir so nicht unbedingt im Bundesbeschluss definieren müssen. Ich möchte kurz auf die einzelnen Absätze des von der Minderheit beantragten Artikels 1a eingehen.

Die Massnahmen von Absatz 1 - das wurde verschiedentlich gesagt - sind bereits angelaufen. Es wird eine Umsetzungsvorlage geben, und es wird auch mit den betroffenen Kreisen zusammengearbeitet.

Absatz 2 entspricht ebenfalls bereits der Realität. Die Schweiz hat eine enge Zusammenarbeit mit Indonesien. Man möchte eben mit der Bevölkerung vor Ort - auch mit der technischen Zusammenarbeit - die Standards verbessern. Es braucht eine Verbesserung der Nachhaltigkeitsstandards in den Ländern, und das soll ja dann auch berücksichtigt werden, wie wir es für die Umsetzung des Abkommens vorgesehen haben.

Absatz 3 ist ebenfalls bereits im Abkommen enthalten. Es soll nur noch Palmöl importiert werden können, das eben diesen Nachhaltigkeitskriterien entspricht. Anders, als es im Minderheitsantrag vorgesehen ist, soll es eben nicht eine Positivliste zu den Produkten geben, sondern eine zu den Standards. Das ist ein anderer Weg der Umsetzung, und es wäre nicht richtig, hier im Bundesbeschluss bereits den konkreten Pfad vorzusehen.

Absatz 4 möchte eine jährliche Berichterstattung. Da bin ich mit den Minderheitsvertretern einverstanden: Wir brauchen eine bessere Berichterstattung. Ich sehe das auch anders als mein Vorredner. Ich bin sehr dankbar für den GPK-Bericht, der endlich erstellt wurde und der eben klar zeigt, dass wir einen Schritt weiterkommen müssen. Es braucht eine grössere Transparenz, auch was den Gemischten Ausschuss anbelangt. Es braucht auch beim Aussenwirtschaftsbericht mehr, als bisher gemacht wurde. Aber es ist nicht notwendig, das hier so festzuhalten.

Wir werden den Minderheitsantrag entsprechend nicht unterstützen, weil wir der Überzeugung sind, dass er eher die Umsetzung behindert, als dass er sie ermöglicht.

Das Freihandelsabkommen mit Indonesien werden wir unterstützen, weil wir überzeugt sind, dass für die Schweiz der Zugang zu anderen Märkten absolut zentral ist, und weil wir auch überzeugt sind, dass es eine Weiterentwicklung in Bezug auf die ökologischen Standards ist. Das ist das, was für uns entscheidend ist.

Molina Fabian · Mit-M · Nationalrat · Zürich · Sozialdemokratische Fraktion

Sie haben jetzt wortreich erklärt, warum Sie meinen Minderheitsantrag ablehnen. Ich frage mich, wie Sie als Grünliberale verantworten können, dass wir die Nachfrage nach indonesischem Palmöl über dieses Abkommen erhöhen und nicht garantieren können, dass mit dieser Palmölproduktion nicht der Regenwald zerstört wird. Angesichts der Klimakrise, die wir haben, angesichts Ihrer Deklarationen im Wahlkampf überrascht mich das doch sehr.

Moser Tiana Angelina · Mit-F · Nationalrat · Zürich · Grünliberale Fraktion

Geschätzter Kollege Molina, vielen Dank für diese Frage. Wir stehen zur internationalen Tätigkeit der Schweiz, und wir sind überzeugt, dass man im Austausch schlussendlich auch eine Standarderhöhung erreichen kann. Wenn wir eng mit Indonesien zusammenarbeiten - wir haben Projekte vor Ort -, besteht auch eine Möglichkeit, den Standard zu erhöhen. Wir haben Bedingungen im Freihandelsabkommen definiert. Wenn es zu einem Austausch kommen wird, dann wird es zu einem Austausch mit nachhaltigem Palmöl kommen. Ich glaube, das ist ein Gewinn. Das ist auch für die Bevölkerung vor Ort ein Gewinn. Wir wissen alle, dass dieses Abkommen für das andere Abkommen, bei dem es um Palmöl geht - das ist das Abkommen mit Malaysia -, entscheidend ist. Wenn wir hier einen hohen Standard erreichen können, haben wir definitiv mehr für die Umwelt erreicht, als wenn wir das Abkommen ablehnen, keine Verbesserung haben und dann auch keine Verbesserung mit Malaysia erreichen können.

Nussbaumer Eric · Mit-M · Nationalrat · Basel-Landschaft · Sozialdemokratische Fraktion

Geschätzte Kollegin Moser, Sie haben ausgeführt, dass die GLP noch viel weiter gehen würde - Umweltverträglichkeitsprüfungen und noch viel mehr -, und Sie halten diesem Minderheitsantrag vor, er behindere das Freihandelsabkommen. Was behindert genau die wirtschaftliche Tätigkeit, wenn man die Wissenschaft, die lokalen Bevölkerungsgruppen, die Zivilgesellschaft zu Wort kommen lässt? Wollen Sie von diesen Leuten einfach nichts hören und das dem Gemischten Ausschuss überlassen?

Moser Tiana Angelina · Mit-F · Nationalrat · Zürich · Grünliberale Fraktion

Nein, aber es ist nicht gut, wenn man in einem Abkommen die Details der Umsetzung bereits vorlegt. Ich habe es gesagt: Sie wollen z. B. eine Positivliste für Produkte, und das ist für die Umsetzung schwierig. Hingegen ist es vielleicht sinnvoller, eine Positivliste für Standards zu machen. Wir haben das in der Kommission diskutiert. Ich bin der Meinung, wir müssen eine konsequente Umsetzung haben, wir müssen eine nachhaltige Umsetzung haben - aber wir müssen nicht zwingend im Bundesbeschluss festhalten, wie vollzogen werden soll, um damit nachher das Abkommen abzulehnen. Ich möchte lieber ein solches Abkommen, das definitiv eine Weiterentwicklung auch in Bezug auf die Ökologie darstellt, als kein Abkommen.

Ritter Markus · Mit-M · Nationalrat · St. Gallen · CVP-Fraktion

Liebe Kollegin Moser, ein bisschen verstehe ich die Welt nicht mehr. Wenn wir über die Schweizer Landwirtschaft diskutieren, dann stellt die GLP-Fraktion im Bereich Pflanzenschutzmittel, Biodiversität, Tierschutz immer die höchsten Forderungen - da sind Sie zuvorderst. Jetzt geht es darum, dass wir ein wenig Nachhaltigkeit in einem Land einfordern, wo es teilweise wirklich grosse Missstände gibt.

Warum können wir die Umsetzung mit diesem Minderheitsantrag nicht hier im Bundesbeschluss fixieren, damit der Bundesrat eine klare Linie hat? Was spricht dagegen?

Moser Tiana Angelina · Mit-F · Nationalrat · Zürich · Grünliberale Fraktion

Lieber Kollege Ritter, ich setze mich sehr für Nachhaltigkeitsstandards ein, und das schon lange. Ich bin auch überzeugt, dass es sehr wichtig ist, diese in die Freihandelsabkommen zu integrieren. Aber was wir nicht müssen, ist, die Details der Umsetzung festzuhalten. Das bringt der Nachhaltigkeit gar nichts. Sie gewinnen nichts für die Nachhaltigkeit, wenn Sie das hier hineinschreiben, da bin ich der festen Überzeugung.

Ich würde mich freuen, wenn wir in der Entwicklungszusammenarbeit, in der technischen Zusammenarbeit mehr kooperative Ansätze wählen könnten. Wir müssen helfen, die Standards vor Ort zu entwickeln. Wir müssen strengere Richtlinien in die Abkommen integrieren können. Wir versuchen teilweise, eine Mehrheit für die Verhandlungsmandate zu bekommen; das ist schwierig. Sie haben da immer meine volle Unterstützung bei der Einforderung konsequenterer Standards. Aber einfach auf einem Pfad, der bereits eingeschlagen ist, die Details der Umsetzung festzuhalten - das behindert den Vollzug eigentlich, und damit ist es kein Gewinn für die Nachhaltigkeit. Da habe ich eine Differenz zu Ihnen.

Schneider-Schneiter Elisabeth · Mit-F · Nationalrat · Basel-Landschaft · CVP-Fraktion

Frau Kollegin Moser, ist es richtig, dass wir mit diesem Abkommen hervorragende Rahmenbedingungen auch für die Schweizer Rapsölproduktion erwirken konnten?

Moser Tiana Angelina · Mit-F · Nationalrat · Zürich · Grünliberale Fraktion

Besten Dank, Frau Kollegin, für die Frage. Wissen Sie, das Abkommen ist grundsätzlich ein Gewinn für die Schweizer Wirtschaft. Da gehören auch die verschiedenen Aspekte dazu, die unsere Wirtschaft ausmachen. Vielleicht ist es für das Rapsöl ein Gewinn, das ist möglich. Ich glaube, es gibt aber vor allem einen Vorteil für die Maschinenindustrie, für die Pharmazie und für ganz viele Bereiche. Die Schweizer Wirtschaft ist auf offene Märkte angewiesen, und wir müssen diese für die Zukunft so nachhaltig wie möglich gestalten. Das ist zentral für unser Land, davon bin ich fest überzeugt.

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Vous le savez, depuis quelques années le commerce international traverse des eaux que l'on peut qualifier d'agitées. Dès 2018, les tensions commerciales entre la Chine et les Etats-Unis ont entraîné une inquiétante prolifération de mesures et de contre-mesures restrictives au commerce. En même temps, on assiste à la remise en question de la pertinence de l'Organisation mondiale du commerce. On constate aussi que l'UE a accéléré la conclusion d'accords commerciaux avec d'importants partenaires économiques de la Suisse - entre autres le Japon, le Vietnam, le Mexique, le Canada -, ce qui a parfois des conséquences directes pour notre pays, puisque, dans certains cas, nous sommes quelque peu discriminés par ces accords. C'est aussi pour cela que nous essayons de rafraîchir ce type d'accords.

La Suisse mène elle aussi une politique que l'on peut qualifier d'active en matière de libre-échange, dans le but d'améliorer les chances de nos entreprises sur les marchés mondiaux. Le 16 décembre de l'année passée, la Suisse et ses partenaires de l'AELE ont donc conclu à Djakarta cet accord de partenariat économique de large portée, dénommé CEPA, avec l'Indonésie. Les négociations avaient été ouvertes formellement en 2011, et il a fallu quinze cycles de négociations complets et plusieurs rencontres intersessionnelles pour arriver à ce résultat.

Le volume des échanges commerciaux entre la Suisse et l'Indonésie, si l'on ne tient pas compte des métaux précieux, s'élevait en 2018 à quelque 840 millions de francs et il promet encore, cela a été dit par plusieurs intervenants, un important potentiel de croissance.

Sa population de 265 millions d'habitants fait de ce pays le plus grand d'Asie du Sud-Est et, cela aussi été dit, c'est un des pays qui a connu la croissance économique la plus solide de ces dernières années. Madame Schneider-Schneiter a également rappelé que cette économie pourrait, d'ici quelques années, passer du seizième au quatrième rang mondial. Elle a aussi cité les nombreux points importants du traité CEPA: vaste champ d'application, sécurité juridique, garantie de la propriété intellectuelle, etc.

Je ne vais pas revenir sur tous les points, mais je tiens à insister sur le fait que c'est la première fois que, dans le cadre d'un accord de libre-échange, l'Indonésie s'est formellement engagée à respecter et à appliquer des règles en matière de commerce et de développement durable. Je crois que c'est un point qu'on ne souligne pas assez. C'est un élément nouveau, qui montre qu'il y a aussi une prise de conscience dans ces pays. Plusieurs d'entre vous ont dit que c'était un premier pas. Naturellement, ce premier pas, il faudra l'accompagner, il faudra le suivre avec nos partenaires de l'AELE. Je tiens à souligner ce point extrêmement positif.

Ce traité contient aussi différentes clauses évolutives. Il est important de le savoir, car si l'Union européenne devait à son tour signer un accord de ce type, il ne faudrait pas de nouveau se retrouver sur la défensive. Les clauses évolutives nous permettront ainsi d'adapter le traité.

Je voudrais insister sur quelques points importants de ce traité, à commencer par les concessions tarifaires.

Dans le domaine du commerce des marchandises, le CEPA permet de mettre fin à des discriminations auxquelles la Suisse était confrontée sur le marché indonésien par rapport à des Etats importants, comme le Japon et l'Australie qui, eux, bénéficient déjà d'un accord de ce type. Grâce à cet accord, 98 pour cent des marchandises suisses exportées actuellement vers l'Indonésie seront exempts de droits de douane, à l'issue de délais transitoires allant jusqu'à douze ans au maximum.

S'agissant des intérêts suisses à l'exportation dans les domaines industriels et agricoles, la Suisse obtient aussi des concessions très importantes. L'accord bénéficie à toutes les branches de l'économie suisse, de l'agroalimentaire en passant par les services, la maintenance, l'industrie des machines, l'horlogerie, la chimie et le secteur pharmaceutique. Prenons l'exemple des machines: les droits de douane seront, à de rares exceptions près, totalement supprimés, soit dès l'entrée en vigueur de l'accord, soit à l'issue de délais transitoires allant de cinq à douze années.

Dans le domaine agricole, la Suisse et l'Indonésie s'octroient des concessions tarifaires sur des produits agricoles pour lesquels le partenaire a fait valoir un intérêt particulier. Ainsi, la Suisse bénéficiera d'un meilleur accès au marché indonésien pour d'importants produits d'exportation, tels que le fromage, les produits laitiers, le café, les biscuits ou encore les aliments pour enfants, pour en citer quelques-uns. Les concessions tarifaires que la Suisse concède ou octroie à l'Indonésie dans le domaine agricole sont largement comparables à celles que la Suisse a accordées, dans le passé, à d'autres partenaires de libre-échange. Elles sont compatibles avec les objectifs de notre politique agricole. Ainsi, l'Indonésie bénéficiera d'une suppression du droit d'entrée pour diverses variétés de haricots, de mélanges de légumes secs, de fruits surgelés, de fruits secs et de diverses épices, pour ne citer que quelques-uns de ces avantages.

Venons-en aux concessions relatives à l'huile de palme. L'un des plus grands intérêts manifestés par l'Indonésie concernait l'accès au marché pour l'huile de palme et cela a constitué un défi majeur des négociations. Je crois qu'on peut, sans forfanterie, qualifier le résultat obtenu de très satisfaisant. Il répond aussi entièrement aux exigences de la motion 18.3717 de la Commission de politique extérieure du Conseil des Etats, à la fois sur le plan de la préservation des intérêts de l'agriculture suisse et sur le plan des considérations relatives au développement durable en Indonésie.

Sur le plan tarifaire, il n'y aura pas de libre-échange pour l'huile de palme. La Suisse a consenti des réductions tarifaires partielles dans le cadre de contingents bilatéraux dont la hauteur a été définie en concertation avec les représentants de l'industrie concernée en Suisse. Ce sont les fameux cinq contingents qui ont été prévus pour divers produits dérivés de l'huile de palme. Ces contingents représentent un total de 10 000 tonnes, qui passera à 12 500 tonnes sur cinq ans. Les concessions douanières - 1250 tonnes après cinq ans pour l'huile de palme brute qui, du fait de ses propriétés, peut se substituer aux huiles indigènes que sont les huiles de colza et de tournesol - tiennent compte des spécificités de la production suisse d'oléagineux. Elles ne devraient en conséquence pas avoir d'incidence sur ce segment de l'agriculture suisse.

Le Conseil fédéral a aussi dûment tenu compte des préoccupations liées aux conséquences écologiques et sociales de la production d'huile de palme pendant toute la durée des négociations relatives à ce traité. Comme tous les accords de libre-échange de la Suisse conclus récemment, cet accord contient un chapitre sur le commerce et sur le développement durable, qui comprend des dispositions régissant le lien entre commerce, au sens général, et environnement et celui entre commerce et normes de travail. Les parties s'engagent à respecter les accords environnementaux multilatéraux et les conventions fondamentales de l'Organisation internationale du travail qui leur sont applicables. Ce ne sont pas simplement des paroles en l'air. Quand vous faites référence à des accords internationaux, que vous rappelez que ceux-ci figurent noir sur blanc dans une partie de l'accord, je crois qu'il faut prendre ceci au sérieux.

Le CEPA contient aussi des dispositions spécifiques en matière de gestion durable des ressources forestières et pour le secteur des huiles végétales. Elément important: pour pouvoir bénéficier des réductions tarifaires partielles prévues par le CEPA pour l'huile de palme, les importateurs devront s'assurer que la marchandise importée en Suisse soit conforme aux principes et objectifs de durabilité qui sont énoncés dans l'article concernant la gestion durable du secteur des huiles végétales.

Concrètement, trois mesures sont prévues pour assurer que ces objectifs de durabilité soient remplis. Premièrement, les importations préférentielles sous l'accord doivent être réalisées - cela a été dit - dans des citernes de 22 tonnes au maximum, ce qui permet de garantir une traçabilité de l'huile de palme.

Deuxièmement, mon département édictera une ordonnance qui comprendra une liste positive de normes de durabilité susceptibles de servir de base aux préférences tarifaires pour l'huile de palme en provenance d'Indonésie. Une telle liste doit être établie sur la base des critères définis dans l'accord; il s'agit de l'article 8.10 de l'accord.

L'élaboration de cette base légale par les offices compétents est en cours. Le Secrétariat d'Etat à l'économie a aussi commandé une analyse comparative des différents standards de durabilité existant dans le secteur de l'huile de palme, dans le but de faire la liste de ceux qui sont compatibles avec les principes de durabilité énoncés dans l'article concernant la gestion durable du secteur des huiles végétales.

L'huile de palme certifiée selon ces standards pourra bénéficier des réductions tarifaires partielles prévues par l'accord. Si un exportateur, par hypothèse, souhaite importer de l'huile certifiée selon un autre système de durabilité, il devra soumettre une demande correspondante qui sera étudiée par les offices compétents de l'administration fédérale.

Troisièmement, on a toujours - oui, toujours - relevé, à l'attention de nos partenaires indonésiens, que la Suisse est certes un marché pour l'huile de palme, mais que la quasi-totalité de l'huile de palme importée pour les besoins de l'industrie alimentaire en Suisse est accompagnée d'une forme de certification de durabilité. Pour assurer une compréhension mutuelle des principes de durabilité évoqués dans le traité, et des attentes correspondantes au niveau de la mise en oeuvre de l'accord par les importateurs, nous entretenons un dialogue régulier avec les responsables de la branche concernée. Les importateurs, les transformateurs d'huile de palme en Suisse sont en train de finaliser le standard minimum de durabilité pour l'huile de palme consommée en Suisse, et ceci devrait être chose faite au quatrième trimestre de cette année, puis cela sera présenté au public.

Un des objectifs principaux de cette initiative du secteur privé, c'est que la Suisse parle d'une seule voix pour ce qui est du développement de la norme internationale pertinente et que cette norme intègre des mesures d'accompagnement telle, par exemple, la traçabilité. Le public, les parties prenantes seront informés régulièrement et de manière transparente des résultats et des défis rencontrés.

C'est une initiative extrêmement importante, les entreprises y participent - il convient de le saluer à sa juste valeur -, ce qui contribuera ainsi à garantir la durabilité de l'huile de palme présente sur le marché suisse.

Il est possible, à terme, que l'Indonésie puisse gagner des parts de marché grâce à cet accord. Mais cela ne sera le cas que si l'Indonésie se montre capable de développer des filières d'exportation qui correspondent aux exigences de durabilité et de qualité du marché suisse.

A part ces mesures de mise en oeuvre des dispositions sur la durabilité, la Suisse est prête à appuyer l'Indonésie dans ses efforts pour développer des chaînes d'approvisionnement agricole durables, notamment par le canal des activités de la coopération au développement, qui est présente déjà depuis de très nombreuses années sur place en Indonésie.

Dans l'ensemble, je crois qu'on peut se déclarer satisfait - et c'est ce que fait le Conseil fédéral - du résultat atteint dans nos négociations avec l'Indonésie et qui ont abouti à la conclusion du présent accord. Il apportera, dans tous les secteurs couverts, une réelle valeur ajoutée pour les entreprises suisses et les entreprises indonésiennes. Il s'inscrit dans le cadre des bonnes relations existantes entre la Suisse et l'Indonésie et il constitue aussi une excellente base pour développer davantage nos liens économiques avec ce membre important du G20.

Le CEPA est aussi l'exemple que la politique commerciale de notre pays peut créer des situations avantageuses par rapport à ses concurrents les plus importants, notamment en ce qui concerne l'accès au marché, la sécurité juridique pour nos opérateurs économiques et l'établissement d'un cadre pour la coopération entre les autorités.

J'aborde maintenant la proposition de la minorité Molina. Nous en avons pris bonne note. En analysant les différents aspects de celle-ci, nous avons constaté aussi qu'une partie des demandes vont dans le même sens - cela a d'ailleurs été relevé par Madame la conseillère nationale Moser - que les dispositions d'application que nous envisageons au sein du département.

Par exemple, j'ai parlé tout à l'heure d'une ordonnance qui comprendra une liste positive de normes de durabilité susceptibles de servir de base aux préférences tarifaires. Cette liste doit être établie en référence à l'article 8.10 de l'accord et uniquement à cet article.

Il y a d'autres propositions, comme le soutien à la création de chaînes de valeur pour l'huile de palme durable ou une évaluation ex-post de l'accord, avec lesquelles je pense qu'il est possible de vivre. Par contre, il y a des propositions, comme la création de nouveaux organes de suivi dans le cadre de cet accord, qui viendraient dupliquer et compliquer inutilement les mécanismes qui existent déjà aujourd'hui. Cela compliquerait l'administration de ce traité.

Nous avons aujourd'hui déjà les outils nécessaires pour prendre en compte les préoccupations de la société civile dans nos discussions avec les partenaires de libre-échange. Par exemple, avant chaque réunion du comité mixte d'un accord de libre-échange comportant des dispositions relatives à la durabilité, le SECO consulte les acteurs de la société civile qui sont membres du groupe de liaison OMC/Accords de libre-échange. A cette occasion, les organisations de défense de l'environnement et des droits de l'homme, les partis politiques, les représentants de la science concernée, ont la possibilité de faire part de leurs préoccupations et rendent l'administration attentive à tel ou tel problème en lien avec le respect des dispositions sur la durabilité. Si les problèmes identifiés ont un lien avec le commerce, la délégation suisse les aborde ensuite au sein du comité mixte avec les autorités du partenaire concerné, puis elle rend compte des pourparlers dans le rapport annuel sur la politique économique extérieure.

En ce qui concerne la coopération au développement, les dispositions de l'accord sont suffisamment claires et n'ont pas besoin d'être précisées dans un arrêté fédéral. De plus, le cadre de la coopération au développement est défini par le message sur la coopération internationale de la Suisse.

Cette proposition pose aussi une question fondamentale: le niveau de détail va extrêmement loin, trop loin devrais-je dire, pour un arrêté fédéral. D'une certaine manière, il limite indirectement la marge de manoeuvre du Conseil fédéral pour la mise en oeuvre de futurs accords internationaux. Le Conseil fédéral estime que cela créerait un fâcheux précédent pour la suite des opérations. C'est aussi l'une des raisons pour lesquelles je vous invite à suivre la majorité de la commission et à rejeter la proposition de la minorité Molina.

Graf Maya · Mit-F · Nationalrat · Basel-Landschaft · Grüne Fraktion

Geschätzter Herr Bundesrat, Sie haben selbst ausgeführt, dass fast alle Forderungen des Minderheitsantrages bereits berücksichtigt seien. Können Sie mir sagen, wo es dann konkret ein Problem bei der Umsetzung des Minderheitsantrages gäbe? Es gäbe vielmehr rechtliche Sicherheit und Glaubwürdigkeit, und zwar für die Bäuerinnen und Bauern sowie die Bevölkerung hier und eben auch in Indonesien selbst.

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Merci pour votre question. Je viens d'expliquer, Madame la conseillère nationale Graf, que les aspects de l'article 1a - donc de la proposition de la minorité Molina - qui visent à ce que le Conseil fédéral règle les procédures de politique extérieure et les procédures administratives ainsi que l'implication de l'économie, des importateurs, des milieux scientifiques compliqueraient inutilement la mise en oeuvre de l'accord. Je crois que tous les instruments de vérification existent et que le comité mixte a cette fonction, en quelque sorte, d'autorité de surveillance.

Grin Jean-Pierre · Mit-M · Nationalrat · Waadt · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Monsieur le conseiller fédéral, vous nous avez rassurés sur différents points. Vous avez aussi dit que la proposition de la minorité Molina va trop dans le détail. Mais n'est-ce pas par les détails que passera le respect de cet accord?

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Je crois que vous avez raison, Monsieur le conseiller national Grin, mais c'est dans le cadre des discussions et de la préparation au sein du comité mixte que l'on contrôlera effectivement le respect des termes de l'accord. C'est là qu'on doit discuter des détails, il ne s'agira pas de les préciser dans les dispositions d'exécution d'un arrêté fédéral de manière aussi détaillée et en impliquant formellement différents nouveaux organes dans le système.

Dans les comités mixtes qui fonctionnent actuellement, cela se passe extrêmement bien. Dès qu'il y a un problème, on le fait remonter jusqu'au comité mixte, le problème est résolu et cela permet d'avancer et de poursuivre les opérations. C'est cela que nous voulons, ni plus, ni moins. Le comité mixte sera mis sur pied, comme je l'ai expliqué, avec la société civile, avec les organisations de protection de l'environnement, afin de surveiller l'application du droit du travail et le respect des différentes obligations. L'exercice est d'ailleurs mutuel, et l'Indonésie peut aussi demander que le comité mixte tienne compte de certaines exigences qui la préoccupent. Je crois que c'est la bonne solution; il ne faut pas chercher midi à quatorze heures.

Nicolet Jacques · Mit-M · Nationalrat · Waadt · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Monsieur le conseiller fédéral, je prends tout d'abord acte avec satisfaction que ce projet respecte la motion déposée par la Commission de politique extérieure du Conseil des Etats. Toutefois, une question subsiste concernant les déclarations d'origine lacunaire. Vous vous souvenez que 16 pour cent de l'huile de palme importée en 2017 provenait d'Allemagne et des Pays-Bas, qui ne sont visiblement pas des pays producteurs d'huile de palme. Pouvez-vous assurer que les déclarations seront cent pour cent justes à l'avenir?

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Ce que je peux vous assurer, Monsieur le conseiller national Nicolet, c'est que nous préparons actuellement, sur la base de l'article 8.10 de l'accord, les dispositions nécessaires, qui seront inscrites dans une ordonnance, pour pouvoir faire en sorte que nous puissions assurer le suivi et le respect des différentes dispositions.

De plus, il faudrait aussi - et je l'ai dit - qu'à la douane un contrôle portant sur la durabilité et la certification puisse être fait. Je prends un exemple: dans la filière du soja, un système similaire pourrait se mettre en place. Cette filière fonctionne extrêmement bien, à la satisfaction générale: il y a un suivi, et des contrôles ont été mis en place par la branche, et je n'ai pas entendu jusqu'à aujourd'hui de récriminations.

Molina Fabian · Mit-M · Nationalrat · Zürich · Sozialdemokratische Fraktion

Herr Bundesrat, besten Dank für Ihre Ausführungen, auch gerade zur letzten Frage bezüglich der Zertifikate, mit denen Sie arbeiten möchten, um sicherzustellen, dass das Palmöl, das in die Schweiz kommt und von Zollpräferenzen profitiert, nicht unter unwürdigen, also menschenrechtsverletzenden und nachhaltigkeitswidrigen Kriterien produziert wurde. Ich komme zu meiner Frage. Es gibt zahlreiche Berichte, die zeigen, dass das eben nicht funktioniert und dass auch zertifiziertes Palmöl den Regenwald zerstört (Interruzione della presidente: La domanda, signor Molina!) oder Menschenrechte verletzt. Können Sie garantieren - und wenn ja, wie -, dass kein Palmöl in die Schweiz kommt und von Zollpräferenzen profitiert, das unter diesen Umständen produziert wurde?

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Monsieur Molina, je vais répéter une nouvelle fois ce que j'ai dit: nous préparons les dispositions qui seront inscrites dans une ordonnance, dispositions qui comportent des règles très précises de respect du développement durable. Vous avez parfaitement raison, nous devrons pouvoir vérifier que, pour bénéficier de la détaxe, l'huile de palme qui sera importée respecte les conditions fixées, par exemple qu'elle n'aura pas été produite sur une surface qui a été déforestée. Cela figure aussi dans le texte de l'accord, noir sur blanc.

Je crois que maintenant, il faut avancer, mettre en oeuvre cet accord. On en contrôlera régulièrement l'application. Si des problèmes surgissent, je répète que le comité mixte fera office d'organe de surveillance, que les commissions parlementaires seront renseignées régulièrement si nous remarquons qu'il y a des problèmes dans la mise en oeuvre.

Nussbaumer Eric · Mit-M · Nationalrat · Basel-Landschaft · Sozialdemokratische Fraktion

Geschätzter Herr Bundesrat, gemäss dem Nachhaltigkeitskapitel werden Sie im Gemischten Ausschuss immer wieder überprüfen, ob die Ziele des Nachhaltigkeitskapitels erreicht werden. Sind Sie bereit, der Bundesversammlung nach fünf Jahren einen Evaluationsbericht vorzulegen und darüber zu informieren, was wirklich im Gemischten Ausschuss gemacht wurde und wieweit die Ziele zu Arbeitsstandards, zu Holzschlag usw. erreicht wurden?

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Merci pour la question, Monsieur le conseiller national Nussbaumer. Chaque année, déjà, nous présenterons un rapport dans le cadre du rapport de la politique économique extérieure. Mais, aujourd'hui, je n'ai pas d'opposition de principe à ce qu'au bout de cinq, six ou sept ans par exemple - en d'autres termes, après un certain temps -, on puisse faire une évaluation globale de l'application concrète de l'accord. Je suis persuadé que si des problèmes devaient surgir plus vite, vous seriez le premier à me rendre attentif à la chose. Et je n'ai absolument pas intérêt - et le Conseil fédéral non plus - à ce que l'on ait des problèmes.

Addor Jean-Luc · Mit-M · Nationalrat · Wallis · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Monsieur le conseiller fédéral, des questions se posent pour nos agriculteurs et pour les consommateurs, et j'ai l'impression qu'en guise de réponse, vous nous dites qu'il faut attendre ce qui sortira des délibérations du comité mixte. Finalement, n'êtes-vous pas en train de nous demander de voter un chèque en blanc?

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Non, pas du tout. Je suppose que vous avez lu tout le chapitre 8 de l'accord et que vous aurez constaté qu'il est extrêmement précis. Il fait référence à des engagements internationaux à différents niveaux, mais je ne vais pas tous les énumérer, car il y en a toute une liste et ils doivent être appliqués. Je le répète, c'est la première fois que l'Indonésie accepte que l'on inclue dans un accord un chapitre sur le développement durable en relation avec l'huile de palme et c'est un aspect positif. Il ne faut pas toujours regarder le côté négatif des choses.

Des instruments d'accompagnement seront mis sur pied; nous les utiliserons pour procéder aux vérifications. Si des problèmes se font jour, nous les examinerons au sein du comité mixte et nous interviendrons auprès du partenaire indonésien. Je vous rappelle aussi que nous ne sommes pas seuls mais avec nos partenaires de l'AELE et qu'un pays comme la Norvège, par exemple, est extrêmement sensible à cet aspect. Ce n'est donc pas un chèque en blanc que vous voterez.

Arslan Sibel · Mit-F · Nationalrat · Basel-Stadt · Grüne Fraktion

Vor zwei Jahren haben wir Artikel 104a der Bundesverfassung verabschiedet. Dieser Verfassungsartikel verlangt, dass grenzüberschreitende Handelsbeziehungen nachhaltig gestaltet werden. Sind Sie nicht der Meinung, dass dieser Minderheitsantrag, den wir unterstützen, gerade dieser Forderung entspricht und dieses Kriterium erfüllt?

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Merci pour votre question, Madame Arslan. Oui, les conditions qui sont énoncées à l'article 104a de la Constitution sont clairement respectées. D'ailleurs, par rapport à la situation qui prévaut sans accord, l'accord permet une contribution au commerce durable. Aujourd'hui, nous n'avons pas d'accord; nous n'avons aucun moyen de surveiller ou d'apprécier la manière dont sont produites les choses. En vertu de cet accord et des différentes mesures qu'il comprend - dont l'application devra être contrôlée -, nous pourrons remplir les objectifs fixés à l'article 104a de la Constitution, et nous y accorderons un soin tout particulier, je peux vous le garantir.

Friedl Claudia · Mit-F · Nationalrat · St. Gallen · Sozialdemokratische Fraktion

Geschätzter Herr Bundesrat, es wurde jetzt immer Artikel 8.10 genannt, das ist der Artikel, in dem diese Nachhaltigkeitskriterien stehen. Es heisst dort, Gesetze sollen wirksam angewendet werden - Gesetze, die sich gegen Brandrodung und Luftverschmutzung richten. Wir schauen heute auf Indonesien, wir sehen die Wälder brennen, wir sehen Jakarta, eine Stadt, die man versetzen muss, weil die Luftverschmutzung so stark ist. Welches Gremium würde da aktiv, wenn wir diesen Vertrag abschliessen würden?

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Madame Friedl, vous avez cité l'article 8.10 de l'accord, "Gestion durable du secteur des huiles végétales et commerce associé". Je l'ai sous les yeux. Cet article est clair. Naturellement, il faudra en vérifier l'application. Mais si je vous lis l'alinéa 2, vous comprendrez qu'il est clair: "En vue d'assurer une gestion et une exploitation du secteur des huiles végétales qui soient saines et bénéfiques sur les plans économique, environnemental et social, les Parties s'engagent, entre autres, à appliquer efficacement les lois, politiques et pratiques visant à préserver les forêts primaires, les tourbières et leurs écosystèmes, à enrayer la déforestation ..."

Ainsi, si on accorde la détaxe pour l'huile de palme, on devra vérifier qu'elle a été produite dans des conditions qui respectent ces engagements, qui sont extrêmement précis et contraignants.

Aebi Andreas · Mit-M · Nationalrat · Bern · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Herr Bundesrat, ich habe das Gefühl, dass sich bei den Freihandelsabkommen die Nachhaltigkeitsartikel überschlagen. Aber wo sind die Kontrollen? Ihre Vorvorgängerin, Frau Leuthard, hat uns beim Freihandelsabkommen mit Kolumbien gesagt, dass die das Nachhaltigste seien. Können Sie mir einmal sagen, wo ich nachlesen kann, dass Kontrollen gemacht wurden und wie diese Kontrollen jetzt sind?

Parmelin Guy · BR-M · Bundesrat · Waadt

Monsieur le conseiller national Aebi, je ne sais pas si je me suis mal exprimé, mais il y a des dispositions qui sont prévues dans l'accord, dont la mise sur pied d'un comité mixte. Dans ce comité mixte, il est prévu de vérifier les règles de l'accord ainsi que leur application concrète. Parmi les différentes mesures que j'ai citées, si je me limite à l'exemple des citernes de 22 tonnes, c'est parce qu'on sait pertinemment qu'avec ce type d'outil on peut assurer la traçabilité de l'huile telle qu'elle a été produite. C'est un des exemples concrets de vérification.

Nous sommes encore en train d'analyser différents critères de suivi pour pouvoir certifier concrètement, de A à Z, que cela pourra se faire. J'ai dit qu'à la fin de l'année nous disposerions des critères définitifs, et une fois que nous aurons des critères, nous les appliquerons et nous en vérifierons l'application. C'est ce que nous allons faire, ni plus, ni moins.

Riklin Kathy · Mit-F · Nationalrat · Zürich · CVP-Fraktion

Nur noch kurz zum Schluss: Wir haben uns in der APK sehr intensiv mit dem Thema Nachhaltigkeit beschäftigt. Wir haben unsere Hearings gemacht. Wir sind zum Schluss gekommen, dass dieses Freihandelsabkommen sehr, sehr sorgfältig ausgearbeitet ist, dass es eben gerade die Nachhaltigkeit aufnimmt und beim Palmöl Hand gegen Brandrodung bietet. Die Abholzung, das ist keine Frage, wird sicher niemand fördern wollen. Wir sind auch zum Schluss gekommen, dass das Abkommen bei sozialen Aspekten hilft: damit keine Kinderarbeit und keine unmenschlichen Arbeitszeiten vorkommen, damit Schulen bereitgestellt werden und es schlussendlich sehr viele positive Faktoren für die Bevölkerung gibt. Ich möchte daran erinnern, dass in Indonesien 20 Millionen Menschen von der Palmölproduktion leben. Sie leben nicht von Brandrodung, sondern von den Palmölfeldern, die es nun einmal gibt, die zu Indonesien gehören und die der Bevölkerung eben auch Arbeit und Gewinn bringen. Da wollen wir Hand bieten, dass man mit der Produktion nachhaltig weiterfährt.

Dieses Abkommen ist eine Chance. Es hat eine Vorbildfunktion. Die EU hat - wie ich auf Italienisch gesagt habe - noch kein Abkommen mit Indonesien, auch die Vereinigten Staaten haben kein Abkommen mit Indonesien. Wenn wir jetzt ein so vorbildliches Abkommen abschliessen können, ist das ein grosser Schritt vorwärts.

In der Kommission waren die Bauern noch still, die Bauern haben bei diesem Minderheitsantrag nicht mitgemacht. Wir bedauern das, wir hätten das vertiefter diskutieren können.

Zum Schluss: Wenn man jetzt das Abkommen ablehnt, finde ich das unfair. Wir haben jetzt diskutiert. Die wichtigsten Punkte des Minderheitsantrages - Monsieur Parmelin hat es gesagt - sind ja bereits aufgenommen, die stehen in diesem Abkommen, die werden verfolgt, darüber wird auch alle fünf Jahre Bericht erstattet. Es gibt eigentlich keinen Grund, dieses Abkommen abzulehnen. Zu diesem Schluss kam auch die grosse Mehrheit Ihrer APK.

Ich bitte Sie, diesem Abkommen zuzustimmen.

Wehrli Laurent · Mit-M · Nationalrat · Waadt · FDP-Liberale Fraktion

Dans le cadre de la Journée du plurilinguisme, nous repassons assez brièvement au français après ces différents débats et prises de position.

Je vous rappelle que la commission a étudié dans le détail l'accord avec les éléments inclus dans ce document. Il s'agit notamment d'éléments concernant les questions sociales et environnementales, ce qui constitue une première. Grâce à cet accord, ces éléments permettront d'avoir non seulement un contrôle, mais aussi une capacité d'action. Cela concerne le respect des questions sociales et environnementales, en particulier sur le thème de l'huile de palme, mais pas seulement, et ceci dans le plein respect de la motion 18.3717.

C'est dans ce cadre que la majorité de la commission a considéré que les propositions défendues par la minorité Molina, même si elle les respecte, allaient au-delà de ce qui est déjà écrit et de ce qui est déjà à respecter - la décision a été prise par 16 voix contre 8 et 1 abstention. Nous pourrions presque dire que la majorité a considéré que ceci était superfétatoire.

Au final, votre commission, je me permets de vous le rappeler, vous propose, par 17 voix contre 6 et 2 abstentions, d'approuver le projet tel qu'il vous est présenté. Cet accord, je vous le rappelle, n'est pas seulement conclu entre la Suisse et l'Indonésie, mais entre les Etats de l'AELE - dont la Norvège - et l'Indonésie.

Nicolet Jacques · Mit-M · Nationalrat · Waadt · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

Cher collègue, pouvez-vous me confirmer que la proposition de la minorité Molina ne remet pas en question l'accord, mais fixe simplement des critères d'exécution?

Wehrli Laurent · Mit-M · Nationalrat · Waadt · FDP-Liberale Fraktion

Comme je me suis permis de le dire il y a quelques instants ainsi que précédemment, les demandes de la minorité Molina sont quasiment superfétatoires puisque la minorité considère que les éléments à contrôler, tels qu'ils sont mentionnés dans l'accord, devraient l'être essentiellement par un organe extérieur à l'administration fédérale, alors que celle-ci est déjà prête à opérer les contrôles nécessaires.

La majorité de la commission considère, elle, que le contrôle exercé par l'administration est nécessaire de façon que soient respectés tous les termes de l'accord, lesquels ont été approuvés par les différents pays signataires, à savoir les quatre Etats de l'AELE ainsi que l'Indonésie.

Carobbio Guscetti Marina · P-F · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion

Eintreten wird ohne Gegenantrag beschlossen

L'entrée en matière est décidée sans opposition

Bundesbeschluss über die Genehmigung des umfassenden Wirtschaftspartnerschaftsabkommens zwischen den EFTA-Staaten und Indonesien

Arrêté fédéral portant approbation de l'accord de partenariat économique de large portée entre les Etats de l'AELE et l'Indonésie

Detailberatung - Discussion par article

Titel und Ingress, Art. 1

Antrag der Kommission

Zustimmung zum Entwurf des Bundesrates

Titre et préambule, art. 1

Proposition de la commission

Adhérer au projet du Conseil fédéral

Angenommen - Adopté

Art. 1a

Antrag der Minderheit

(Molina, Arslan, de la Reussille, Friedl, Naef, Nussbaumer, Sommaruga Carlo, Tornare)

Abs. 1

Der Bundesrat regelt die Zuständigkeiten und Verfahren zur Umsetzung und Kontrolle der Nachhaltigkeitsbestimmungen in Kapitel 8 in einer Verordnung, namentlich die aussenpolitischen und die Verwaltungsverfahren und den Einbezug der Wirtschaft, der Importeure, der Wissenschaft, der lokalen Bevölkerungsgruppen und der Zivilgesellschaft in Indonesien und der Schweiz.

Abs. 2

In der Umsetzung des Kapitels 9 zur Zusammenarbeit und zum Kapazitätsaufbau unterstützt der Bundesrat Indonesien darin, Produktionsprozesse, die bereits heute auf Nachhaltigkeit hin ausgerichtet sind, im Sinne von Artikel 8.10.2 des Abkommens zu verbessern und zu erweitern.

Abs. 3

Der Bundesrat stellt sicher, dass die vereinbarten Zollkonzessionen ausschliesslich gewährt werden für den Import von Palmöl, das im Einklang mit den in Artikel 8.10.2 des Abkommens statuierten Sozial- und Umweltbedingungen hergestellt worden ist. Er führt eine Positivliste mit Palmölprodukten, die die Voraussetzungen von Artikel 8.10.2 nachweislich erfüllen, und berücksichtigt, dass ein sorgfältiger Umgang mit dem Ökosystem nach einer Gesamtsicht verlangt und der Schutz der Rechte lokaler Bevölkerungsgruppen den Einbezug von Kleinbäuerinnen und -bauern in die Wertschöpfungsketten voraussetzt.

Abs. 4

Der Bundesrat erstattet einmal jährlich Bericht über die Umsetzung; er evaluiert die Umsetzung alle fünf Jahre und erstattet darüber dem Parlament Bericht.

Verfahrensbeitrag

Art. 1a

Proposition de la minorité

(Molina, Arslan, de la Reussille, Friedl, Naef, Nussbaumer, Sommaruga Carlo, Tornare)

Al. 1

Le Conseil fédéral règle dans une ordonnance les compétences et les procédures relatives à la mise en oeuvre et au contrôle des dispositions du chapitre 8 concernant la durabilité, notamment les procédures de politique extérieure et les procédures administratives ainsi que l'implication de l'économie, des importateurs, des milieux scientifiques, des populations locales et de la société civile en Indonésie et en Suisse.

Al. 2

Dans le cadre de la mise en oeuvre du chapitre 9 concernant la coopération et le renforcement des capacités, le Conseil fédéral soutient l'Indonésie dans l'amélioration et le développement des processus de production déjà axés sur la durabilité au sens de l'article 8.10.2.

Al. 3

Le Conseil fédéral veille à ce que les concessions douanières convenues soient exclusivement octroyées pour l'importation d'huile de palme produite dans le respect des critères sociaux et environnementaux définis à l'article 8.10.2. Il dresse une liste positive des produits d'huile de palme dont il est établi qu'ils remplissent les critères de l'article 8.10.2 et tient compte du fait qu'une gestion consciencieuse de l'écosystème exige une vision globale et que la protection des droits des populations locales nécessite l'intégration des petits agriculteurs dans la chaîne de création de valeur.

Al. 4

Le Conseil fédéral rend chaque année compte de la mise en oeuvre; il évalue la mise en oeuvre tous les cinq ans et en rend compte au Parlement.

Abstimmung

Abstimmung - Vote

Für den Antrag der Minderheit ... 64 Stimmen

Dagegen ... 110 Stimmen

(11 Enthaltungen)

Carobbio Guscetti Marina · P-F · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion

Art. 2

Antrag der Kommission

Zustimmung zum Entwurf des Bundesrates

Proposition de la commission

Adhérer au projet du Conseil fédéral

Angenommen - Adopté

Abstimmung

Gesamtabstimmung - Vote sur l'ensemble

Für Annahme des Entwurfes ... 131 Stimmen

Dagegen ... 46 Stimmen

(10 Enthaltungen)