Déposé par: Min Li Marti (28 sept. 2026)

Cosigné par 2 membres: Gerhard Andrey, Dominik Blunschy

26.4287

Protezione dell’hacking etico

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di valutare in che modo si possa creare una base giuridica o altri presupposti per l’hacking etico.

Motivazione

Gli specialisti informatici e i ricercatori in materia di sicurezza (i cosiddetti hacker etici o «white hat hacker») spesso scoprono vulnerabilità nei sistemi informatici prima che vengano sfruttate dai criminali. Tuttavia l’attuale situazione giuridica non permette di svolgere questa pratica. Infatti, oggi chi penetra abusivamente in un sistema è punibile. Di conseguenza, molte scoperte non vengono segnalate e le lacune di sicurezza non vengono colmate. Per questo motivo diversi Paesi, come ad esempio il Belgio, la Francia o la Lettonia hanno introdotto disposizioni legali per escludere l’hacking etico dal perseguimento penale. Nei Paesi Bassi, in Gran Bretagna e in Spagna l’hacking rimane punibile, ma in determinate circostanze si rinuncia al perseguimento penale.

L’hacking etico permette di proteggere meglio le infrastrutture critiche dai ciberattacchi. L’individuazione tempestiva delle lacune di sicurezza protegge i dati sensibili e previene interruzioni di vasta portata dei sistemi critici. Oggi un approccio proattivo e cooperativo nei confronti degli hacker etici è un elemento indispensabile per una ciberdifesa moderna.

Il Consiglio federale è incaricato di illustrare, in particolare attraverso un confronto tra le diverse legislazioni e i diversi concetti internazionali, in che modo sia possibile favorire l’hacking etico in Svizzera.