20.091
Système satellite Composante Spatiale Optique. Arrangement cadre avec la France
Aebi Andreas · P-M · Conseil national · Berne · Groupe de l'Union démocratique du Centre
Antrag der Mehrheit
Eintreten
Antrag der Minderheit
(Fivaz Fabien, Porchet, Roth Franziska, Schlatter)
Nichteintreten
Proposition de la majorité
Entrer en matière
Proposition de la minorité
(Fivaz Fabien, Porchet, Roth Franziska, Schlatter)
Ne pas entrer en matière
Cattaneo Rocco · Mit-M · Conseil national · Tessin · Groupe libéral-radical
Nell'ambito della politica della sicurezza la cosa più importante è avere informazioni corrette ed affidabili nel momento giusto. In questo senso le immagini satellitari ad alta definizione rivestiranno sempre di più un ruolo determinante. Oggi come oggi non abbiamo una propria capacità satellitare ed implementarne una comporterebbe per la Svizzera un impegno fuori misura. Tuttavia, continuare come fatto finora e fare affidamento su immagini satellitari da offerenti commerciali non soddisfa più il nostro crescente bisogno di flessibilità, precisione e tempestività. Occorre aggiungere che informazioni dallo spazio sono pure molto utili per altri settori come la politica estera, la protezione dell'ambiente, la ricerca, la formazione, ecc.
Detto questo, il Consiglio federale propone come soluzione una collaborazione con la Francia per l'utilizzo del sistema militare di satellite da ricognizione, denominato "Composante Spatiale Optique". Si tratta di un progetto che la Francia sta tuttora portando a termine e che sarà completamente operativo a partire dal prossimo anno, un progetto al quale hanno già dato parte, a titolo informativo, la Francia, il Belgio, l'Italia e la Svezia.
Ecco dunque il messaggio del Consiglio federale del 25 novembre 2020 con il decreto federale per la convenzione quadro con la Francia e il relativo credito d'impegno. In sintesi, la collaborazione bilaterale con la Francia prevede che la Svizzera parteciperà in modo attivo all'utilizzo del sistema satellitare francese e avrà diritti di accesso ai file d'immagine attraverso una propria stazione ricevente in Svizzera. La quota di accesso alle immagini allestite quotidianamente è del 2 per cento. Inoltre avrà il diritto alla programmazione dei satelliti secondo le proprie esigenze.
Una nota interessante è che verrà istituito un gruppo di lavoro misto franco-elvetico che valuterà le opportunità di cooperazione e sviluppo nei settori della ricerca di nuove tecnologie. Un aspetto molto importante è che queste immagini non serviranno solamente all'esercito o al servizio delle attività informative della Confederazione ma pure ai vari ambiti dell'amministrazione federale.
Per la partecipazione a questo sistema satellitare francese e la relativa collaborazione viene richiesto un credito d'impegno di 82 milioni di franchi che comprende l'acquisto dei diritti di programmazione, l'accesso all'archivio delle immagini e la stazione ricevente.
Annualmente, per spese correnti legate all'esercizio e alla manutenzione della stazione ricevente sono messi a preventivo 2,5 milioni di franchi; l'acquisto della stazione stessa costerà 2 milioni di franchi.
Grazie a questa collaborazione il nostro paese avrà una maggiore autonomia nel recepire informazioni affidabili e attuali dallo spazio. Ciò permetterà di agire con tempismo a sviluppi mondiali in rapida evoluzione. Si tratta di dati che potrebbero inoltre essere utilizzati per il promovimento militare della pace, per l'aiuto umanitario o nei casi di catastrofi naturali. La convenzione non va in contrasto con la nostra neutralità: la Svizzera si limita a ricevere dati e non deve dunque fornire né dati né proprie valutazioni al sistema. Inoltre, grazie ad una clausola sospensiva, possiamo interrompere la collaborazione in ogni momento.
Dopo che il Consiglio degli Stati, il 16 marzo 2021, ha approvato all'unanimità il progetto, la nostra Commissione della politica di sicurezza ha trattato il tema durante la riunione del 21 maggio 2021. Durante questa prima riunione, la commissione ha preso conoscenza delle critiche sollevate dal Controllo federale delle finanze. In una lettera inviata ai membri della commissione in gennaio di quest'anno il Controllo federale delle finanze solleva diversi punti a loro modo critici sul progetto. Dopo una lunga discussione la commissione ha deciso, con 23 voti e 1 sola astensione, di rinviare al 24 agosto il progetto della commissione al fine di meglio approfondire la tematica. Ha inoltre deciso di invitare in audizione i rappresentanti del Controllo federale delle finanze, appunto, per meglio approfondire gli aspetti critici del progetto. Durante la riunione del 24 agosto e sentiti i rappresentati del Controllo federale delle finanze si sono potuti chiarire molti punti in modo convincente: la consigliera federale Viola Amherd e i suoi collaboratori hanno preso posizione sui punti critici emersi. Per noi questo è stata una buona occasione per approfondire la tematica e chiarire questioni e dubbi scaturiti durante la prima riunione.
Una minoranza Fivaz Fabien invita a non entrare in materia, principalmente per le ragioni sollevate dal Controllo federale delle finanze, ossia la mancanza di una strategia spaziale della Confederazione, poca trasparenza finanziaria e un insufficiente rapporto costi-benefici. Dalle informazioni ricevute va tuttora ribadito che esiste una strategia dello spazio del 2008. Essa sicuramente deve essere attualizzata ma contempla già la necessità per la Svizzera di avere un accesso indipendente allo spazio attraverso la collaborazione con paesi europei. Riguardo la trasparenza, nel messaggio è esposto in modo chiaro quanto il nostro paese deve pagare e quanto riceverà. Gli importi esposti sono da intendere come un tetto massimo, contemplato nell'accordo, su un periodo di dieci anni.
Le prestazioni che la Svizzera avrà da quest'accordo sono nettamente superiori a quelle attuali; non sono né qualitativamente né quantitativamente comparabili con quelle che acquistiamo oggigiorno.
In conclusione, è necessario affermare che attualmente non ci sono alternative paragonabili a questa collaborazione con la Francia, anche perché non si tratta di un acquisto di materiale bellico, ma di un partenariato che contempla non solo la fornitura dei dati, ma anche lo sviluppo continuo di competenze specifiche.
La commissione vi invita dunque, con 18 voti contro 3 e 2 astensioni, ad entrare in materia ed a respingere la minoranza Fivaz Fabien. In seguito vi invita, con 17 voti contro 4 e 1 astensione, ad aderire al progetto in linea con il Consiglio degli Stati.
Hurter Thomas · Mit-M · Conseil national · Schaffhouse · Groupe de l'Union démocratique du Centre
Ich bin Kommissionssprecher für dieses Geschäft hier. Es hat einen etwas speziellen Namen: "Composante Spatiale Optique". Worum geht es? Es geht darum, dass die Schweiz Satellitenbilder erhält, dass die Schweiz die Nachrichtenbeschaffung verbessern kann und dass die Schweiz mit Frankreich zusammen einen Vertrag hat, um die sicherheitspolitische Lage besser analysieren zu können. Es geht darum, dass die Schweiz nicht auf einem Auge blind ist, sage ich etwas plakativ.
Dieses System ist ein Aufklärungssatellitensystem von Frankreich, das 2022 in Betrieb sein soll. Es geht darum, dass die Schweiz die sicherheitspolitische Lage beurteilen kann, dass sie z. B. bei der militärischen Friedensförderung, aber auch bei Naturkatastrophen und bei der humanitären Hilfe Unterstützung leisten kann. Es können sowohl elektro-optische als auch Infrarotbilder gewonnen werden. Deutschland, Italien, Schweden und Belgien sind z. B. ebenfalls mit dabei. Es geht - und das ist hier ganz wichtig - um ein bilaterales Abkommen zwischen der Schweiz und Frankreich. Es geht nicht darum, dass die Schweiz sich am Satellitenbau beteiligt; es geht nur um eine bilaterale Kooperation. Diese kostet maximal 82 Millionen Franken und bringt jährliche Betriebs- und Unterhaltskosten von 2,5 Millionen Franken mit sich.
Die Sicherheitspolitische Kommission ist mit 18 zu 3 Stimmen bei 1 Enthaltung auf das Geschäft eingetreten und hat ihm mit 18 zu 4 Stimmen bei 1 Enthaltung zugestimmt.
Ich komme zur Kommissionsarbeit. Wir haben - ich sage es etwas plakativ - Zusatzrunden gedreht. Wir hatten im Mai 2021 eine erste Sitzung und im August 2021 eine zweite Sitzung. Was waren die Gründe?
1. Ein Grund war der Brief der Eidgenössischen Finanzkontrolle, in welchem sie Vorbehalte äusserte. Diese Vorbehalte wurden übrigens auch in der Vernehmlassung geäussert. Der Bundesrat hat die Berechtigung dieser Vorbehalte in seiner Antwort verneint. Die SiK-S hat diese Vorbehalte ebenfalls zur Kenntnis genommen und ebenfalls gesagt, es handle sich um keine guten Gründe. Trotzdem: Wir haben diesen Brief auch erhalten. Dieser Brief hat unter anderem dazu geführt, dass wir eine Zusatzrunde gedreht haben.
2. Ein weiterer Grund war, dass die SiK des Ständerates aus der Sicht der SiK des Nationalrates gewisse Dinge zu wenig abgeklärt hat.
3. Der Bundesrat ist ja daran, seine Weltraumpolitik oder Weltraumstrategie aus dem Jahr 2008 zu überarbeiten. In der Kommission wurde auch moniert, dass dieses Geschäft hier vielleicht irgendwie ein Präjudiz schaffen oder die Strategie beeinflussen könnte.
Diese drei Gründe haben dazu geführt, dass wir im August Anhörungen durchgeführt haben. Ich möchte hier erwähnen, wer dort anwesend war. Wir haben den Direktor der EFK, Herrn Huissoud, und den Mandatsleiter, Herrn Mayer, angehört. Dann haben wir Brigadier Mäder angehört, den Chef Internationale Beziehungen Verteidigung beim VBS, sowie Renato Krpoun, den Abteilungsleiter Raumfahrt beim SBFI im WBF.
Wir haben vier Kritikpunkte diskutiert. Ich liste diese hier auf. Die erste Frage war, ob dieses Geschäft allenfalls ein Präjudiz für die Kampfflugzeugbeschaffung ist - es geht ja auch um Frankreich. Die zweite Frage war, ob hier eine Einbettung in die Weltraumstrategie des Bundesrates fehlt. Die dritte Frage war, ob die finanzielle Transparenz ungenügend und das Geschäft zu teuer ist. Die vierte Frage war, ob es nicht auch Alternativen gab.
Ich gehe ganz kurz auf die Antworten respektive die Diskussion in der Kommission ein.
1. Präjudiz für die Kampfflugzeugbeschaffung: Dieses Geschäft hat keinen Zusammenhang mit der Kampfflugzeugbeschaffung. Aufgrund der Verschiebung des Geschäftes gibt es auch keine Probleme mehr. Der Kampfflugzeugentscheid wurde gefällt. Insofern kann man hier nicht mehr sagen, dass das einen grossen Einfluss hatte oder haben wird.
2. Fehlende Einbettung in die Weltraumstrategie: Auch hier kann man sagen, dass es kein Vorwegnehmen dieser Neudiskussion ist. Es ist auch kein Präjudiz, sondern es geht darum, dass die Schweiz gutes Bildmaterial erhält, um eine sicherheitspolitische Beurteilung vorzunehmen. Die Weltraumpolitik des Bundesrates kommt nicht vor Ende 2023. Es ist natürlich so, dass die Zusammenarbeit der Schweiz mit der EU in der Frage der Satellitenbilder auch in Zukunft bestehen wird. Deshalb kann man diesem Geschäft hier tatsächlich zustimmen. Es geht auch darum, dass die Schweiz eine Früherkennung hat.
Die EFK hat moniert, dass der Zeitpunkt zu früh sei. Da kann ich Ihnen nur sagen: Sicherheitspolitisch ist ein Entscheid nie zu früh, aber er kann sicher zu spät erfolgen. Eine Lagebeurteilung im Nachhinein vorzunehmen, ist dann definitiv nicht mehr erfolgreich.
3. Fehlende Transparenz bezüglich der Finanzen und zu teures Geschäft: Hier möchte ich auf Seite 9193 der Botschaft und auf die Äusserungen der Frau Bundesrätin in der Kommission hinweisen. Das Kostendach - ich habe es erwähnt - ist 82 Millionen Franken, die jährlichen Betriebskosten betragen 2,5 Millionen. Dann kann man sagen, dass noch allfällige Infrastrukturmassnahmen in der Schweiz von etwa 10 Millionen Franken und etwa eine zusätzliche Stelle einzubeziehen sind. Es kann sein, dass es noch mehr Stellen gibt, aber das wäre dann ein Kompetenzaufbau, der durchaus auch im Sinne der Sicherheitspolitik ist.
In diesem Zusammenhang hat die EFK gesagt, dass es zehnmal teurer sei als vorher, solches Bildmaterial zu beschaffen. Hier muss man ganz klar sagen, dass es hier um weit mehr geht. Die Qualität ist besser geworden, die Datensicherheit ist besser geworden, die Vertraulichkeit muss entsprechend gewährleistet sein. Und es geht eben auch darum, gewisse Bilder genügend rasch zu erhalten. In der Kommission wurde ausgeführt, dass man z. B. gerne Bilder von Wuhan, Bilder von Beirut und Bilder von Syrien zur Beurteilung der aktuellen sicherheitspolitischen Lage gehabt hätte. Diese Bilder wollte man kommerziell erwerben; von Beirut hat man sie erhalten, von Wuhan während Monaten nicht. Sie sehen also, es ist wichtig, dass die Schweiz hier selber bestimmen kann.
4. Mangelnde Prüfung von Alternativen: Es gibt - ich glaube, das habe ich vorhin erwähnt - technisch keine Alternativen. Noch einmal: Hier geht es um einen Vertrag mit einem Staat, und diesbezüglich gibt es keinen offenen Markt. Es wurde noch erwähnt, Copernicus sei eine Alternative. Das ist es definitiv nicht. Selbstverständlich liefert Copernicus entsprechende Bilder, aber nicht in der entsprechenden Qualität, Sicherheit und Vertraulichkeit. Es wurde auch von Musis gesprochen. Musis ist ein Entwicklungsprogramm von europäischen Staaten, das all die verschiedenen Satellitensysteme kombinieren sollte. Dieses Ziel wurde nicht erreicht. Das CSO, über das wir jetzt sprechen, ist faktisch ein funktionierender Bestandteil davon.
Die Sache mit Beirut und Wuhan habe ich bereits erwähnt. Ich komme zum Schluss: Ich bitte Sie im Namen der Kommission, diesem Geschäft zuzustimmen. Die Kommission hat das, wie gesagt, mit 18 zu 4 Stimmen bei 1 Enthaltung gemacht. Noch einmal: Es geht um einen bilateralen Vertrag mit Frankreich. Es geht darum, dass wir Satellitenbilder mit der nötigen Vertraulichkeit erhalten, um eben eine vernünftige Sicherheitspolitik zu betreiben. Ich glaube, strategisch ist es ganz, ganz wichtig, dass die Schweiz hier kein Auge zudrückt.
Fivaz Fabien · Mit-M · Conseil national · Neuchâtel · Groupe des VERT-E-S
Aujourd'hui, nous discutons d'un investissement de presque 100 millions de francs pour l'adhésion à un programme français de satellite espion. Nous vous proposons de ne pas entrer en matière pour trois raisons.
Premièrement, c'est un projet militaire étranger peu compatible avec la neutralité suisse. Deuxièmement, il manque aujourd'hui une stratégie spatiale de la Confédération. Troisièmement, il manque une vision globale des coûts.
A quoi servira le système Composante spatiale optique (CSO)? Si on en croit le Conseil fédéral, le système permettra à la Suisse d'obtenir de bonnes images satellites n'importe où dans le monde, par exemple dans un but humanitaire. Mais si on prend en compte la communication française relative au projet, c'est une autre symbolique qui se dégage. Le système est clairement orienté vers les activités militaires; il permettra par exemple de cibler des frappes aériennes ou de guider des missiles de croisière. Le système doit permettre à la France de défendre ses intérêts hors de ses frontières et de muscler ses capacités dans le domaine de la guerre des étoiles - c'est le journal "Le Parisien" qui le dit.
La Suisse participe donc à la mise en place d'un système militaire dont les objectifs sont très éloignés de l'idéal de neutralité de notre pays.
Il y a dix ans, la Confédération publiait un rapport sur la stratégie spatiale de la Suisse. Dans cette vision, les questions liées à la sécurité sont marginales; d'autres secteurs sont beaucoup plus importants. Les besoins en imagerie satellite sont avant tout civils: météorologie, surveillance du climat et de l'évolution du territoire, etc.
Alors que la Suisse n'est toujours pas partenaire de Copernicus, malgré la décision de notre conseil qui a adopté la motion Romano allant dans ce sens en décembre dernier, allons-nous vraiment investir autant pour des images satellitaires, pour les seuls besoins du Service de renseignement de la Confédération et du Service de renseignement de l'armée?
Sur la base des informations fournies, il est difficile d'apprécier le système CSO, son coût et sa fiabilité. Le DDPS jure qu'il n'existe pas de meilleur système, à la fois en termes de coûts et de qualité. Il a en même temps renoncé à faire une évaluation précise ou à demander des offres concurrentes. Les systèmes commerciaux satellitaires sont de plus en plus fiables et de plus en plus précis. Les satellites Pléiades Neo, par exemple, fabriqués par Airbus, sont au moins aussi précis que le système CSO. Ils doivent être lancés cette année et l'année prochaine. C'est également le cas pour les systèmes scientifiques comme Copernicus, qui a récemment été amélioré grâce à la même gamme de satellites que ceux prévus par le système CSO.
Le rapport du Conseil fédéral est maigre pour un investissement de 82 millions de francs et une dépense annuelle supplémentaire de 2,5 millions de francs pendant dix ans. La Suisse supportera d'ailleurs un coût considérablement plus élevé que les services qu'elle obtient. C'est un rapport du Contrôle fédéral des finances qui le souligne sur la base d'informations fournies par des lanceurs d'alerte provenant de l'administration fédérale. Le coût de CSO, selon le rapport, est de 1,9 milliard de francs. La Suisse, pour obtenir 2 pour cent des autorisations de programmation, déboursera 77 millions d'euros, soit 4,1 pour cent ou deux fois plus que le coût total. Cherchez l'erreur.
Actuellement, la Confédération dépense un million de francs chaque année pour l'acquisition d'images satellites. Avec l'adhésion à CSO, ce montant serait décuplé puisqu'il atteindrait presque dix millions de francs chaque année, sans que l'on sache véritablement où est la plus-value. Rappelons ici que le système CSO ne fonctionne que par beau temps. Il doit être complété, comme aujourd'hui d'ailleurs, par d'autres moyens, par exemple des radars. A quel prix? Nous ne le savons pas. Et les autres départements qui ne dépendent pas de la sécurité devraient sans doute continuer à obtenir leurs images dans le civil commercial. A quel prix? Nous ne le savons pas. Sans stratégie fédérale, il n'y a pas de vision globale des coûts.
Nous vous demandons donc de rejeter l'entrée en matière pour ce projet mal ficelé.
Flach Beat · Mit-M · Conseil national · Argovie · Groupe vert'libéral
Die Grünliberalen bitten Sie, den Nichteintretensantrag abzulehnen, einzutreten und der Mehrheit der Kommission zu folgen.
Es wurde von der Minderheit und auch vom Sprecher der Kommission ausgeführt, dass es Fragezeichen hinsichtlich der Kosten dieses Systems gegeben hat. Wir haben das auch geprüft, kommen aber zu einem anderen Schluss als die EFK und die Grünen. Wir glauben, wir erhalten damit einen Zugriff auf ein System, das auf der Höhe der Zeit ist. Gemessen an dem, was wir heute an Aufklärungsbildern und an Qualität erhalten, bekommen wir in Zukunft einen wesentlichen Mehrwert.
Internationale Zusammenarbeit ist für ein kleines Land wie die Schweiz unumgänglich. Wir können relativ vieles selber tun. Was wir aber nicht tun können, ist, uns mit Informationen zu versorgen, die mit einem Satelliten gesammelt werden. Wir können es uns schlicht und ergreifend nicht leisten, selber drei Satelliten in den Weltraum zu schiessen, es wäre auch komplett unsinnig. Es macht in diesen Fragen eben Sinn, sich mit einem Partner zusammenzuschliessen, wie in vielen anderen Fragen der Sicherheitspolitik eben auch. Dass Europa, insbesondere mit der Schweiz in der Mitte, in Zukunft wahrscheinlich eine gemeinsame Aussensicherheitspolitik haben muss und wir ein Teil davon sind, ist nur ein Aspekt.
Der andere Aspekt ist, dass die Bilder, die wir von diesem neuen System erhalten, zwar etwas kosten, aber einen Mehrwert generieren. Sie generieren ihn nicht nur in der Sicherheitspolitik, sondern auch in anderen Bereichen, wo wir auf Informationen angewiesen sind, und zwar auf Informationen, die wir dann erhalten, wenn wir sie brauchen, und nicht Wochen oder Monate später. Und wir sind auf Bilder angewiesen, die eine Qualität haben, die unsere Spezialistinnen und Spezialisten - sei es im Nachrichtendienst, sei es im VBS, sei es in anderen Departementen, im EDA beispielsweise, bei Naturkatastrophen oder Ähnlichem - innerhalb einer bestimmten Zeit auswerten können, mit Informationen, die eben auch sinnvoll sind und die für uns einen Mehrwert generieren.
Pointet François · Mit-M · Conseil national · Vaud · Groupe vert'libéral
Vous savez comme moi que lorsqu'on parle sécurité, le risque de mettre nos libertés et droits en danger est pour le moins prononcé. Avec ce projet, nous sommes sur un autre axe: nous cherchons à renforcer notre sécurité et notre efficacité d'action par la connaissance et l'information obtenue par l'imagerie par satellite.
La sécurité, c'est: comprendre la situation géopolitique, connaître les intentions des acteurs, connaître les forces en présence, protéger nos intérêts et notre pays, oeuvrer pour la paix. Vous l'aurez compris, le renseignement est la clé de voûte du système. Et l'imagerie par satellite est un point essentiel de la capture d'informations nous permettant d'obtenir une image fidèle des menaces. Nous ne pouvons plus nous permettre de dépendre, au coup par coup, des disponibilités de moyens privés et de risquer d'être aveugles au plus mauvais moment. Il n'est pas non plus souhaitable que les services de renseignement fassent connaître leurs centres d'intérêt. En bref, il est temps de passer à de l'imagerie dont la qualité et la discrétion est adaptée aux objectifs du renseignement.
Evidemment que ces images ne servent pas seulement à garantir notre sécurité, mais aussi à soutenir l'aide en cas de catastrophe et à couvrir d'autres besoins de notre administration. Et ce n'est pas l'utilisation que prévoit d'en faire la France qui doit nous influencer. Nous sommes assurés que ce système servirait aussi, grâce à cette technologie optique, à l'administration.
Nous n'avons pas les capacités financières et technologiques de gérer seuls un système d'imagerie par satellite, nous pouvons donc soit utiliser des services privés, comme actuellement, soit collaborer avec un autre pays, comme cela est proposé.
La possibilité d'obtenir des images de meilleure résolution, d'avoir accès aux archives et de pouvoir programmer le satellite parle en faveur de cette collaboration. Il est à noter que l'on en resterait à 2 pour cent, parce que ce sont les capacités dont la Suisse dispose.
Les Vert'libéraux ont toujours affirmé que la collaboration et l'interopérabilité sont une chance et une nécessité pour une défense crédible et efficace. Selon le projet, tout serait entrepris non seulement pour assurer une collaboration efficiente, mais aussi pour préserver notre neutralité.
Le Contrôle fédéral des finances (CDF) n'est pas de cet avis - vous l'avez entendu - et s'est fendu d'une lettre surprenante à l'intention de la commission. Cette lettre a provoqué un certain retard vu que nous avons décidé d'entendre le CDF. L'audition s'est révélée utile et instructive et a permis de mieux saisir les contours du projet.
Effectivement, les interrogations du CDF sont légitimes, mais nous avons eu l'impression que les réponses apportées par le département n'ont pas été entendues et que le CDF s'aventurait dans des critiques éloignées de ses attributions, en particulier en abordant des points techniques. Le groupe vert'libéral est ressorti rassuré de ces discussions: le rapport qualité/prix est raisonnable et la nécessité d'agir est démontrée.
En bref, après l'exercice nécessaire de l'audition du CDF, les Vert'libéraux considèrent que cette proposition de collaboration est essentielle pour nos services de renseignement et que l'idée de collaborer pour être plus efficient est toujours une solution à considérer.
Les Vert'libéraux vous invitent à entrer en matière et à accepter le projet tel qu'il est présenté par le Conseil fédéral.
Zuberbühler David · Mit-M · Conseil national · Appenzell Rh.-Ext. · Groupe de l'Union démocratique du Centre
Eine sich rasch verändernde Weltlage, neue Bedrohungsformen und der technische Fortschritt haben dazu geführt, dass der Einsatz von Satellitenbildern für die nachrichtendienstliche Aufklärung zunehmend an Bedeutung gewonnen hat. Die hochauflösende optische Aufklärung ermöglicht es heute, Informationen zu gewinnen, ohne dass dabei fremdes Territorium betreten werden muss. Nicht zuletzt deshalb investieren viele Staaten beträchtliche Mittel in den Erwerb und die Analyse von Satellitenbildern zu Aufklärungszwecken. Zudem weiss man nicht zuletzt wegen solcher Satellitenbilder - um Ihnen einfach ein Beispiel zu nennen -, welche Gefahr beispielsweise von etwas weiter entfernten, aber diktatorisch geführten Staaten wie Nordkorea ausgehen kann.
Die grausame Realität in Nordkorea wird anhand solcher Satellitenbilder offensichtlich: Die Investitionen des Landes werden in eine Infrastruktur getätigt, die ausschliesslich dazu dient, die eigene Bevölkerung zu unterdrücken, indem die grössten Straflager des Landes laufend ausgebaut werden. Dabei erlaubt die nordkoreanische Regierung Menschenrechtsorganisationen nach wie vor nicht, im Land selbst Untersuchungen durchzuführen. Genau deshalb nutzen Amnesty International und andere Organisationen Instrumente wie Satellitenaufnahmen, um sich ein Bild von der Menschenrechtslage im Land zu machen.
Der Zugang zu hochwertigen Satellitenbildern stellt für eine vollumfängliche Sicherheitspolitik und eine lückenlose militärische Aufklärungsarbeit deshalb ein essenzielles Bedürfnis dar. Anhand der gewonnenen Bilder und ausgewerteten Daten können Informationen über Streitkräfte fremder Staaten, wie etwa Truppenbewegungen, Truppenstärke, Kampfhandlungen oder Ähnliches, gewonnen werden. Ausserdem lassen sich Naturkatastrophen und zivile Unglücke beobachten.
Das weiss auch der Bundesrat, weshalb er den Zugang der Schweiz zu Satellitenbildern für nachrichtendienstliche Zwecke wesentlich verbessern will. Da die Schweiz selbst über keine eigenen Satellitenkapazitäten verfügt und sie weder Mitglied der Nato noch Mitglied der EU ist, ist sie auf Bilder bzw. Bilddaten von kommerziellen Anbietern angewiesen, deren Angebot aber hinsichtlich Bildqualität, Vertraulichkeit und Verfügbarkeit zum heutigen Zeitpunkt limitiert ist.
Die Schweiz erhält mit dem vorliegenden Bundesbeschluss die Möglichkeit, sich an einem neuen und modernen Aufklärungssatellitensystem zu beteiligen, das Frankreich unter der Bezeichnung "Composante Spatiale Optique" - oder kurz: CSO - aufgebaut hat. Das Gesamtsystem wird voraussichtlich im Sommer 2022 voll einsatzbereit sein und eine Mindestlebensdauer von zehn Jahren haben. Da Frankreich bereits ein wichtiger sicherheitspolitischer Partner der Schweiz ist, hat es unser Land eingeladen, sich am CSO-System zu beteiligen. Diese Einladung wurde auf eine begrenzte Anzahl von Ländern ausgeweitet, darunter Deutschland, Belgien, Italien und Schweden, die sich bereits zur Teilnahme an dem Programm bereit erklärt haben.
Konkret soll die Schweiz das Recht zur Teilnahme an der Programmierung der Satelliten erhalten, wobei sie auf das Programm für die Bilddatenaufnahmen der CSO-Satelliten Einfluss nehmen kann. Ausserdem erhält die Schweiz Zugriff auf 2 Prozent der täglich erstellten Bilddaten sowie auf das von Frankreich verwaltete CSO-Bildarchiv. Der Qualitätsanstieg betrifft dabei nicht nur die bessere Bildauflösung, sondern auch die geschützten Übertragungswege und vor allem die Verfügbarkeit. Mit der Teilnahme an CSO können Bilder innert Stunden oder zumindest innert eines Tages übermittelt werden, was bislang unter Umständen mehrere Wochen in Anspruch nehmen konnte. Die Teilnahme am Aufklärungssatellitensystem stärkt deshalb die Unabhängigkeit der Schweiz bei der Beurteilung von kritischen Lagen sowie den daraus resultierenden Entscheidungen.
Die Zusammenarbeit bei der Nutzung des CSO-Systems erhöht den Nutzen der Informationsbeschaffung für unser Land erheblich: höhere Auflösung der Satellitenbilder, gezielte Beauftragung mit Beteiligung an der Planung des Satelliteneinsatzes, sofortige Verfügbarkeit der Bilder, Zugang zu Satellitenbildarchiven, garantierte Datenintegration und schliesslich Vertraulichkeit in Bezug auf die Interessen unseres Landes.
Für die Finanzierung und die Investitionskosten beantragt der Bundesrat einen Verpflichtungskredit von 82 Millionen Franken. Die jährlichen Betriebs- und Unterhaltskosten werden auf 2,5 Millionen Franken pro Jahr geschätzt. Diese Kosten sind, wie bei anderen militärischen Systemen, nicht im Verpflichtungskredit enthalten und werden aus dem jährlichen Militärbudget finanziert.
Noch eines vorweg, der Kommissionssprecher hat es bereits erwähnt: Anfang Jahr haben die Mitglieder der SiK einen Brief von der EFK erhalten, in welchem diese Vorbehalte gegenüber der Teilnahme an CSO äusserte. Die SiK beider Räte haben dieses Schreiben erhalten, obwohl die EFK ausschliesslich gebeten wurde, bei der Analyse des Projekts mitzuarbeiten. Dass sich die Finanzkontrolle auch zu technischen Aspekten geäussert hat, hat die SVP-Delegation überrascht, zumal eine solche Beurteilung eigentlich nicht in den Zuständigkeitsbereich der EFK fallen würde.
Im Nachgang zu den ausführlichen Diskussionen innerhalb der SiK kann die SVP-Fraktion feststellen, dass es derzeit auf dem internationalen Markt kein Produkt oder Angebot gibt, das ein so gutes Kosten-Nutzen-Verhältnis aufweist. Es gibt derzeit schlicht keine gleichwertigen kommerziellen oder staatlichen Alternativen, die zu einem besseren Preis bessere nachrichtendienstliche Leistungen anbieten würden. Auch in Bezug auf die finanzielle Transparenz stellen wir fest, dass die notwendigen Abklärungen getroffen wurden. Ausserdem steht die Beteiligung der Schweiz an CSO im Einklang mit der Raumfahrtstrategie des Bundesrates.
Ich wiederhole deshalb, was ich bereits zu Beginn meines Votums ausgeführt habe: Der Zugang zu hochwertigen Satellitenbildern stellt für eine vollumfängliche Sicherheitspolitik und eine lückenlose militärische Aufklärungsarbeit sowie für die Aufklärungsarbeit in Katastrophenlagen oder bei zivilen Unglücken ein essenzielles Bedürfnis dar. Da die Beteiligung am französischen Aufklärungsprogramm zu einem guten Kosten-Nutzen-Verhältnis erfolgt und da gleichzeitig die Neutralität der Schweiz gewahrt werden kann, wird die SVP-Fraktion auf den vorliegenden Bundesbeschluss eintreten und ihm zustimmen.
Selbstverständlich erhofft sich unsere Fraktion, dass mit einem Ja zum Bundesbeschluss ein positives Signal in Richtung unseres Nachbarlandes Frankreich gesendet und Frankreichs Präsident Emmanuel Macron derart in Verzückung versetzt wird, dass das im November geplante Arbeitstreffen zwischen ihm und unserem Schweizer Bundespräsidenten Guy Parmelin doch noch stattfinden kann.
Schlatter Marionna · Mit-F · Conseil national · Zurich · Groupe des VERT-E-S
Zehnmal mehr! Zehnmal mehr als heute würde die Beschaffung von Satellitenbildern mit dem Einkauf in das französische militärische Satellitensystem kosten. Wir beraten heute den Hundert-Millionen-Franken-Einkauf in den französischen Spionagesatelliten.
Frankreich stationiert mit dem Composante Spatiale Optique ein modernes System mit drei Bildaufklärungssatelliten im Weltall. Dass sich die Schweiz an diesem Projekt beteiligen soll, wurde vom Geheimdienst vorangetrieben, ursprünglich als Geheimprojekt ohne Mitsprache des Parlamentes, von Jean-Philippe Gaudin, dem ehemaligen Nachrichtendienstchef und ehemaligen Pariser Militärattaché mit hervorragenden Beziehungen zu Frankreich. Dass das Projekt nun ordentlich dem Parlament vorgelegt wird, schafft Transparenz und ist begrüssenswert.
Die Beteiligung am französischen Spionagesatelliten war schon seit 2018 angedacht, verzögerte sich aber wiederholt. Unter anderem wurden vonseiten des EDA neutralitätsrechtliche und neutralitätspolitische Bedenken angebracht, weil es sich um eine namhafte finanzielle Beteiligung an einem Militärsystem Frankreichs handelt. Das könnte problematisch werden, so das EDA, wenn Frankreich kriegerische Handlungen ohne UNO-Mandat vornehmen würde. Mit der Stückelung des Beitrags soll dem Rechnung getragen werden, ganz im Sinne von: nur ein bisschen mitgegangen, nur ein bisschen mitgehangen.
Im Zuge der Beratung in der SiK erhielten wir ein Schreiben der EFK, die das Geschäft auf verwaltungsinterne Hinweise hin geprüft hat. Die EFK ist das oberste Finanzaufsichtsorgan des Bundes. Sie unterstützt die Bundesversammlung und den Bundesrat und ist unabhängig. Die EFK hat wesentliche Mängel festgestellt: nicht nur, dass die Offerte aus Frankreich offenbar aktiv unterstützt und vorangetrieben wurde, sondern auch, dass die finanzielle Transparenz fehlt, dass beispielsweise Alternativen gar nicht geprüft wurden oder dass der Nutzen des Einkaufs fraglich ist.
In der anschliessenden Beratung und Diskussion konnten die Bedenken für uns nicht aus dem Weg geräumt werden. Uns bleibt auch nach der Beratung in der Kommission unklar, welchen konkreten Mehrwert diese teure militärische Kooperation mit Frankreich bieten würde. In welchen konkreten Fällen reicht die heutige Qualität der Bilder denn nicht aus? Der CSO-2, ein sogenannter Identifikationssatellit, wird in einer Höhe von weniger als 500 Kilometern positioniert werden und extrem hochauflösende Bilder mit einer Genauigkeit von weniger als 30 Zentimetern liefern. Laut einem Artikel in der französischen Zeitung "Le Parisien" ist diese Auflösung insbesondere nötig, um Angriffe vorzubereiten und Marschflugkörper zu steuern. Das kann ja kaum unsere Motivation sein. In welchen konkreten Fällen ist diese extrem hohe Auflösung für die Schweiz denn unbedingt nötig?
Insbesondere die fehlende Marktanalyse und die fehlende Einbettung in die überarbeitete Weltraumstrategie machte uns stutzig. Uns wurde gesagt, dass es für Bilder von dieser Qualität keinen freien privatwirtschaftlichen Markt gebe. Der privatwirtschaftliche Markt für Satellitenbilder bietet aber ebenfalls immer bessere Auflösungen zu immer niedrigeren Preisen an. Beispielsweise hat Airbus im Mai dieses Jahres erstmals Bilder des Pléiades-Neo-Satelliten publiziert, mit der gleichen Auflösung von 30 Zentimetern, wie CSO sie anbietet. Laut der Website von Airbus sind die Bilder ab November 2021 kommerziell verfügbar. Auf der Website wird explizit auch die militärische Kooperation angepriesen. Es gibt also offenbar eben doch auch andere Angebote mit der gleichen Qualität. Wurde eine Offerte eingeholt?
Ich fasse zusammen: Der Einkauf in den Spionagesatelliten ist für uns Grüne schlecht nachvollziehbar. Für die zehnmal höheren Kosten sehen wir keinen zehnmal höheren Nutzen, und ob der Preis angemessen ist, können wir schlicht nicht beurteilen, da eine Marktanalyse fehlt.
Die grüne Fraktion unterstützt den Antrag der Minderheit Fivaz Fabien auf Nichteintreten und wird der Vorlage so nicht zustimmen können.
Fiala Doris · Mit-F · Conseil national · Zurich · Groupe libéral-radical
Sicherheit ist auch hier erste Staatsaufgabe. Wir haben es gehört: Satellitenbilder mit hoher Auflösung spielen für die Wahrung der sicherheitspolitischen Interessen eine grosse Rolle. Auch für die Schweiz wächst die Bedeutung. Die FDP-Liberale Fraktion begrüsst deshalb explizit die Rahmenvereinbarung mit Frankreich betreffend das Satellitensystem. Da wir bisher über keine eigenen Kapazitäten verfügten, waren wir auf kommerzielle Anbieter angewiesen.
Sicherheit gilt auch hier. Die Kooperation ist wichtig und richtig. Unter der Bezeichnung "Composante Spatiale Optique" baut Frankreich ein modernes Aufklärungssystem, das ab 2022 vollständig in Betrieb sein soll. Die FDP-Liberale Fraktion ist der Ansicht, dass sich die Schweiz auf bilateraler Ebene beteiligen sollte, um so das Recht zur Teilnahme an der Programmierung der Satelliten zu erhalten. So kann unser Land auf das Programm für die Bildaufnahmen der CSO-Satelliten Einfluss nehmen.
Wir sagen daher auch Ja zum Verpflichtungskredit über 82 Millionen Schweizerfranken. Die Schweiz erhält durch die bilaterale Kooperation Eigenständigkeit in der sicherheitspolitischen Beurteilung und Entscheidungsfindung. In den 82 Millionen Franken sind die Rechte zur Programmierung und zur Installation einer Empfangsstation inbegriffen. Die Daten können überdies zur Unterstützung bei der militärischen Friedensförderung, bei Naturkatastrophen und bei der humanitären Hilfe eingesetzt werden. Auch das werten wir positiv. Die Kooperation ist mit der Schweizer Neutralität kompatibel.
Ich bitte Sie deshalb, einzutreten, der Kommissionsmehrheit zu folgen und die Vorlage anzunehmen.
Marti Min Li · Mit-F · Conseil national · Zurich · Groupe socialiste
Mit der Nutzung des Satellitensystems Composante Spatiale Optique will der Bundesrat den Zugang der Schweiz zu Satellitenbildern verbessern. Dieses Satellitensystem wird von Frankreich aufgebaut. Frankreich hat verschiedenen Staaten - darunter ist auch die Schweiz - eine gemeinsame Nutzung angeboten. Der Bundesrat hat daher zuhanden des Parlamentes eine Rahmenvereinbarung mit Frankreich und einen Verpflichtungskredit von insgesamt 107 Millionen Franken verabschiedet, die wir heute nun hier beraten. Damit erhält die Schweiz das Recht zur Teilnahme an der Programmierung der Satelliten. Sie kann auf das Programm für die Bilddatenaufnahmen Einfluss nehmen. Zudem erhält sie Zugriff auf 2 Prozent der täglich erstellten Bilddaten sowie auf das von Frankreich verwaltete Bildarchiv des Systems.
Die Kommissionssprecher und auch meine Vorrednerinnen und Vorredner haben schon ausführlich auf die Bedenken der EFK aufmerksam gemacht. Wir haben diese Bedenken in der Kommission ausführlich diskutiert. Die EFK hat insbesondere das Kosten-Nutzen-Verhältnis infrage gestellt und bemängelt, dass keine Alternativen geprüft wurden.
Die SP-Fraktion ist sich in dieser Frage nicht ganz einig geworden. Ein Teil der Fraktion ist der Meinung, dass der Zugang zu hochwertigen Satellitenbildern sinnvoll ist und dass dies auch in einer internationalen Kooperation sinnvoll ist. Dieser Teil der Fraktion ist auch der Meinung, dass die von der EFK aufgeworfenen Fragen in der Kommissionsdebatte ausreichend beantwortet werden konnten. Ein anderer Teil ist nach wie vor kritisch und zweifelt, ob sich die Mehrkosten, die doch ziemlich beträchtlich sind, durch den tatsächlichen Nutzen der Bilder rechtfertigen.
In diesem Sinne wird sich die SP-Fraktion nicht einheitlich verhalten. Dennoch werden wir auf das Geschäft eintreten.
Gmür Alois · Mit-M · Conseil national · Schwyz · Le Groupe du Centre. Le Centre. PEV.
Die Mitte-Fraktion unterstützt die Rahmenvereinbarung bezüglich des Satellitensystems mit Frankreich. Wir können die Kritik der EFK nicht nachvollziehen und sind der Meinung, dass es bei diesem Geschäft nicht um ein Beschaffungsprojekt im eigentlichen Sinn, sondern um eine Zusammenarbeit zwischen der Schweiz und Frankreich geht. Es ist eine Zusammenarbeit zwischen Regierungen. Es ist falsch, in dieser Angelegenheit von einem Marktangebot zu sprechen.
Die Anschaffung steht im Einklang mit der Weltraumstrategie des Bundes. Die sicherheitspolitische Bedeutung des Weltraums wird immer grösser. Satellitenbilder mit hoher Auflösung spielen für die Wahrung der sicherheitspolitischen Interessen der Schweiz eine zunehmend wichtige Rolle. Es gilt in dieser Sache Kompetenzen aufzubauen. Jetzt besteht die Möglichkeit, dass sich die Schweiz beteiligt. Es ist nicht im Interesse des Landes, dieses Angebot abzulehnen. Die Früherkennung von Ereignissen ist für den Nachrichtendienst und damit für unser Land vorteilhaft.
Die Mitte-Fraktion findet es richtig und hat es unterstützt, dass dieser Entscheid zur Zusammenarbeit mit Frankreich zeitlich nach dem Entscheid zum Kampfflugzeugtyp gefällt wird. Die Gefahr, dass hier bezüglich Kampfflugzeugen etwas präjudiziert worden wäre, wäre naheliegend gewesen und dementsprechend öffentlich thematisiert und kritisiert worden. Dieses Geschäft darf nach unserer Ansicht nicht im Rahmen eines Gesamtpakets mit der Beschaffung eines neuen Kampffliegers behandelt werden. Aktuell besteht diese Problematik nicht mehr.
Es ist richtig, dass die Schweiz beim Aufklärungssystem mittels Satelliten mit anderen europäischen Staaten bilateral, allenfalls auch multilateral zusammenarbeitet. Es geht um Aufklärung und nicht darum, Angriffe vorzubereiten. Neutralitätspolitisch ist dies zu verantworten, denn die Auswertung der notabene staatlichen Bildquellen bleibt der Schweiz überlassen. Frankreich hat neben der Schweiz auch anderen Staaten eine gemeinsame Nutzung angeboten. Die Schweiz verfügt aktuell über keine eigenen Satellitenkapazitäten. Sie ist auf Bilder und Bilddaten kommerzieller Anbieter angewiesen.
Die Mitte-Fraktion weiss, dass die Weltraumstrategie des Bundes momentan überarbeitet wird. Wir sind wie der Bundesrat der Ansicht, dass die Beteiligung an der Vereinbarung nicht im Widerspruch zur schweizerischen Weltraumpolitik steht. In der zunehmend unsicheren Weltlage spielen aus Sicht der Mitte-Fraktion Informationen aus Satellitenbildern eine wichtige Rolle. Damit kann auch militärische Friedensförderung betrieben werden. Es wäre falsch, zuzuwarten, bis die Weltraumpolitik verabschiedet ist. Die Schweiz hat jetzt das Angebot erhalten und kann in diesem System mitwirken, zumal sie die Möglichkeit erhält, im Forschungs- und Technologiebereich mitzuarbeiten, was wiederum einen Mehrwert bedeutet.
Dieses Geschäft wurde seriös vorbereitet. Es waren neben den Vertretern aus dem VBS und der Armee auch andere Departemente mit einbezogen. Die Kritik der EFK ist aus unserer Sicht zu einseitig von gewissen Stellen beeinflusst.
Wir sind für Eintreten und für die Genehmigung der Rahmenvereinbarung.
Amherd Viola · BR-F · Conseil fédéral · Valais
Die Nachrichtenbeschaffung mittels Satellitenbildern hat in jüngster Zeit an Bedeutung gewonnen, dies aufgrund der sich verändernden Weltlage, des Aufkommens neuer Bedrohungsformen und des technischen Fortschritts. Informationen aus der Satellitenbeobachtung sind für die Schweiz wichtig, um in der sicherheitspolitischen Beurteilung und in der Entscheidfindung eigenständig zu sein, umso mehr, als die Schweiz weder Mitglied der Nato noch Mitglied der EU ist.
Mittels qualitativ hochstehender Satellitenbilder können Informationen überprüft oder widerlegt werden. Diese Möglichkeit wurde beispielsweise für die diplomatischen Bemühungen im Rahmen der OSZE im Ukraine-Konflikt oder für den Einsatz der Schweizer Armee im Kosovo genutzt. Zudem können die Daten zur Unterstützung bei der militärischen Friedensförderung, bei Naturkatastrophen oder auch bei der humanitären Hilfe eingesetzt werden.
Frankreich hat die Schweiz eingeladen, sich am Satellitensystem Composante Spatiale Optique zu beteiligen. Ebenfalls auf Einladung Frankreichs sind bereits Belgien, Deutschland, Italien und Schweden mit dabei. Der besondere Vorteil dieser bilateralen Kooperation mit Frankreich liegt in der Vertraulichkeit des Datenaustausches, in der Datenintegrität und in der Datenverfügbarkeit. Diese Punkte sind für nachrichtendienstliche Aktivitäten und Arbeiten von grosser Bedeutung und können von kommerziellen Anbietern nicht im benötigten Umfang garantiert werden. Es braucht dafür eine enge Zusammenarbeit zwischen Staaten in geschlossenen Nutzergruppen. In solche Gruppen werden neue Staaten nur auf Einladung aufgenommen.
Wir wollen uns an CSO beteiligen, weil die kommerziellen Produkte den Anforderungen an Vertraulichkeit und Verfügbarkeit nicht genügen und weil keine Einladung eines anderen Staates vorliegt. Für die Schweiz ist Frankreich schon heute ein erstrangiger sicherheitspolitischer Kooperationspartner. Die Zusammenarbeit ist äusserst eng und vertrauensvoll, etwa in den Bereichen Ausbildung und Training, Katastrophen- und Konferenzschutz sowie Cyber. Eine Beteiligung an CSO eröffnet weitere Möglichkeiten für diese Zusammenarbeit. Eine Abhängigkeit von Frankreich ergibt sich nicht, zumal die Schweiz frei bleibt, sich an anderen Programmen zu beteiligen oder ihre Fähigkeiten mit kommerziellen Produkten zu ergänzen.
Ein weiterer wesentlicher Vorteil der Kooperation mit Frankreich ist die Gründung einer bilateralen Arbeitsgruppe. In dieser sollen Möglichkeiten zur vertieften Zusammenarbeit im Forschungs- und Technologiebereich ausgelotet und gefördert werden, auch unter Berücksichtigung der in der Schweiz vorhandenen industriellen Kompetenzen. Das liegt im direkten Interesse der Schweiz im Bereich der Forschung und der Satellitentechnologie.
Die vorgesehene bilaterale Kooperation mit Frankreich zur Nutzung von CSO bedeutet für die Schweiz eine markante Steigerung des Nutzens von Bildaufklärungssystemen für nachrichtendienstliche Zwecke. Konkret kann die Schweiz Einfluss nehmen auf das täglich erstellte Programm für die Bilddatenaufnahmen. Dadurch erhält sie innert Stunden Bilddaten aus den gewünschten Gebieten. Zudem kann die Schweiz auf 2 Prozent der täglich erstellten Bilddaten und auf die doppelte Bilddatenmenge im Archiv zugreifen. Dies deckt unsere Bedürfnisse ab.
Zusammen mit dem EDA haben wir auch die Fragen zur Neutralität analysiert. Die Kooperation ist mit der Schweizer Neutralität kompatibel. Die Kooperation kann aus Neutralitätsgründen jederzeit durch die Schweiz unterbrochen und wieder aufgenommen werden. Der finanzielle Beitrag der Schweiz ist mit Blick auf die gesamte Projektsumme nicht massgeblich. Falls ein an CSO beteiligter Staat in einen Konflikt involviert ist, stellt der Zahlungsplan in Kombination mit der Suspendierungsklausel sicher, dass die Schweiz diesen finanziell nicht unterstützt. Somit wird die Schweiz mit der Teilnahme an CSO keinen kriegführenden Staat unterstützen.
Um die Beteiligung der Schweiz an CSO zu finanzieren, beantragt der Bundesrat einen Verpflichtungskredit von 82 Millionen Franken. Die jährlichen Betriebskosten werden auf 2,5 Millionen Franken geschätzt. Alle Kosten im Zusammenhang mit CSO werden durch das Budget der Armee getragen.
Ich fasse zusammen: Der vorliegende Vertrag regelt eine Kooperation zwischen Frankreich und der Schweiz. Diese basiert auf einem Angebot von Frankreich. Dies ist als Zeichen der guten sicherheitspolitischen Zusammenarbeit mit Frankreich zu werten. Die Beteiligung der Schweiz an CSO bedeutet eine deutliche Verbesserung unserer Fähigkeit zur Bildaufklärung. Dies ist wichtig für die eigenständige sicherheitspolitische Lageeinschätzung.
Ich bitte Sie, dem Ständerat und Ihrer SiK zu folgen, auf die Vorlage einzutreten und ihr zuzustimmen.
Schlatter Marionna · Mit-F · Conseil national · Zurich · Groupe des VERT-E-S
Frau Bundesrätin, eine kurze Frage: Kennen Sie das Projekt von Airbus, Pléiades Neo? Falls ja, wurde eine Offerte eingeholt? Falls nein, warum nicht?
Amherd Viola · BR-F · Conseil fédéral · Valais
Wie gesagt, es handelt sich hier nicht um ein Beschaffungsprojekt, sondern um eine bilaterale Kooperation, eine Zusammenarbeitsvereinbarung mit einem anderen Staat, bei dem vor allem die Vertraulichkeit der Daten garantiert ist. Bei einem kommerziellen Angebot ist die Vertraulichkeit nicht im gleichen Ausmass gegeben. Ein Airbus-Projekt für den privaten oder zivilen Gebrauch mag in Ordnung sein, aber wir sind auf vertrauliche Daten angewiesen, und deshalb setzen wir auf eine zwischenstaatliche Kooperation mit einem Partnerstaat.
Fivaz Fabien · Mit-M · Conseil national · Neuchâtel · Groupe des VERT-E-S
Madame la conseillère fédérale, la France est quand même connue pour agir militairement dans le monde, pas toujours sous mandat des Nations Unies. Dans ce cas-là, ne pensez-vous pas que si la France intervenait, comme c'est le cas par exemple en Syrie, elle violerait nos conventions et notre neutralité? Dans un tel cas, ne devrions-nous pas nous désengager du CSO? Les risques financiers ne seraient-ils pas trop importants?
Amherd Viola · BR-F · Conseil fédéral · Valais
Nous avons bien étudié la question de la neutralité avec le DFAE. Nous avons constaté que ce projet ne posait pas de problème à ce niveau. Il nous est possible de sortir du projet à notre convenance. Nous disposons aussi d'un plan financier par étapes, ce qui nous donne la possibilité d'intervenir et de cesser la collaboration s'il devait y avoir un problème du point de vue de la neutralité.
Aebi Andreas · P-M · Conseil national · Berne · Groupe de l'Union démocratique du Centre
Präsident (Aebi Andreas, Präsident): Wir stimmen über den Antrag der Minderheit Fivaz Fabien auf Nichteintreten ab.
Vote
Abstimmung - Vote
Für Eintreten ... 138 Stimmen
Dagegen ... 40 Stimmen
(2 Enthaltungen)
Aebi Andreas · P-M · Conseil national · Berne · Groupe de l'Union démocratique du Centre
Bundesbeschluss über die Genehmigung der Rahmenvereinbarung zwischen der Schweiz und Frankreich über die bilaterale Kooperation zur Nutzung des Satellitensystems "Composante Spatiale Optique" und über den entsprechenden Verpflichtungskredit
Arrêté fédéral concernant l'approbation de l'arrangement-cadre entre la Suisse et la France relatif à la coopération bilatérale en matière d'exploitation du système "Composante Spatiale Optique" et le crédit d'engagement correspondant
Detailberatung - Discussion par article
Titel und Ingress, Art. 1-3
Antrag der Kommission
Zustimmung zum Beschluss des Ständerates
Titre et préambule, art. 1-3
Proposition de la commission
Adhérer à la décision du Conseil des Etats
Angenommen - Adopté
Vote
Art. 2
Ausgabenbremse - Frein aux dépenses
Abstimmung - Vote
Für Annahme der Ausgabe ... 180 Stimmen
(Einstimmigkeit)
(6 Enthaltungen)
Das qualifizierte Mehr ist erreicht
La majorité qualifiée est acquise
Vote
Gesamtabstimmung - Vote sur l'ensemble
Für Annahme des Entwurfes ... 146 Stimmen
Dagegen ... 36 Stimmen
(3 Enthaltungen)
Aebi Andreas · P-M · Conseil national · Berne · Groupe de l'Union démocratique du Centre
Präsident (Aebi Andreas, Präsident): Da beide Räte übereinstimmende Beschlüsse gefasst haben, ist der Bundesbeschluss definitiv angenommen.