Decompressione dei locali
Vereinigung Kantonaler Feuerversicherungen Association des établissements cantonaux d’assurance incendie Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio
Numero FAQ: 26-002 Prescrizioni antincendio AICAA, edizione 2015 Elenco direttive antincendio 26-15 / Sostanze pericolose Cifra, Capoverso: 3.4, capoverso 1 Tema: Decompressione dei locali Data della decisione: 05.03.2015
Domande: Nella DA alla cifra 3.4 / capoverso 1 viene richiesto che i locali a rischio d'incendio o di esplosione devono avere dei dispositivi di decompressione. Viene richiesta quindi una parete perimetrale con tipo di costruzione leggera o "misure equivalenti". Finora erano previste delle aperture di decompressione di regola solamente per gli impianti (sili per trucioli, atomizzatori, ecc.), i quali non avevano un tipo di costruzione antideflagrante o sistemi di soppressione dell'esplosione. a) Perché sono richieste misure di decompressione per i "locali a rischio d'incendio e di esplosione" e non solo per i locali a rischio d'esplosione? b) Il testo SUVA 2153 menziona nel capoverso 4.2 "decompressione dell'esplosione" soltanto i contenitori e le apparecchiature. Perché la direttiva AICAA richiede dei dispositivi di decompressione anche nei locali? Sono sufficienti per es. nei depositi di liquidi facilmente combustibili l'aerazione obbligata richiesta secondo CFSL 1825 e 2153 nonché i dispositivi di protezione-ex per una sicurezza sufficiente o sono richiesti in ogni caso ulteriori dispositivi di decompressione? c) Le pareti a costruzione leggera per la decompressione verso l'aperto non sono fattibili nei locali interrati, per cui in questi casi sono da applicare le "misure equivalenti" menzionate. Le norme EN 14491, 14994, 14797 e la NFPA 68 si occupano principalmente con i dispositivi di scarico dell'esplosione negli impianti. Ci sono delle direttive vincolanti per i locali con liquidi facilmente combustibili?
Risposta comitato PA: Locali a rischio d'incendio: Le aperture di decompressione non sono richieste per i locali a rischio d'incendio. Sono da attuare le misure descritte nella direttiva CFSL 1825 "Liquidi infiammabili" risp. nella direttiva SUVA 2153 "Prevenzione e protezione contro le esplosioni - principi generali / prescrizioni minime / zone" per impedire o limitare la formazione di un'atmosfera esplosiva.
La DA 26-15 "Sostanze pericolose" deve essere modificata come segue: Cifra 3.4, cpv. 1a: I locali dove vengono stoccate risp. manipolate sostanze e miscele esplosive e autoreattive manipolati più di 300 kg (lordi) di articoli pirotecnici, devono avere dispositivi di decompressione (per es. parete perimetrale costruita in modo non robusto) oppure misure equivalenti e devono essere realizzati come compartimenti tagliafuoco. Cifra 3.4, cpv. 1b: Nei locali a rischio d'incendio e d'esplosione sono da prendere misure che impediscono o limitano la formazione di atmosfere esplosive pericolose (per es. direttiva SUVA 2153). Essi sono da realizzare come compartimenti tagliafuoco.
Dispositivi di decompressione dei locali: Non esiste alcun documento generico e vincolante inerente al dimensionamento dei dispositivi di decompressione dei locali. Il dimensionamento necessario dei dispositivi di decompressione per i locali a rischio d'esplosione è da valutare in base alla geometria effettiva del locale nonché Numero: 26-002it Pagina |1
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alle sostanze che entrano in considerazione per la formazione di un'atmosfera esplosiva nel rispettivo locale. Sono quindi da limitare le conseguenze di un'esplosione all'interno del fabbricato in modo che rimanga garantita l'integrità delle vie di fuga orizzontali e verticali, della struttura portante nonché della formazione dei compartimenti tagliafuoco. L'autorità della protezione antincendio esamina le comprove inoltrate solamente sulla loro completezza, tracciabilità e plausibilità. Richiesta all'AIET per la modifica in occasione della prossima revisione Senza valore legale fino all'approvazione da parte dell'AIET FAQ resa pubblica
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