43 III 267
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Rubrum
54. Sentenza il ottobre 1917 nella causa Comung di Biasca.
Un pignoramento non preceduto da regolare avviso è annullabile quando in seguito di questa irregolarità il débitore non ha potuto assistervi o farvisi validamente rappresen - tare. La notifica di atti esecutivi diretti contro un comune dev’esser fatta al suo presidente (sindaco), il guale solo ha veste per rappresentare il comune all’atto del pignoramento. Annullabilità di un pignoramento avvenuto senza regolare avviso e solo in presenza del vice-sindaco.
Fatti
A.
— In un’esecuzione promossa dalla Massa del fallimento della Banca cantonale ticinese in Bellinzona contro il comune di Biasca per lVesazione di 8765 fr. ed accessori, il debitore non fece apposizione e l’avviso di pignoramento gli fu notificato il 5 giugno per il 2 giugno 1917. In seguito, il pignoramento fu rinviato : ess0 non ebbe luogo che il 15 giugno nel pomeriggio, nella sala municipale, poscia che l’ufficiale ebbe ad attendere due ore il vice-sindaco sìg. Silvio Rivera, chiamato appositamente. Il sindaco non era presente 268 Entscheidungen der Schuldbetreibungsed il pignoramento venne eseguito sopra una s80mma di 9600 fr., che tanto il vice-sindaco che l’esattore comunale rifiutarono di consegnare all'ufficio (di Riviera) : essa non venne ritirata dall'ufficio se non il 21 seguente dietro esplicita istanza del creditore e coll’intervento della forza pubblica.
B.
— Tanto contro il pignoramento 15 giugno che contro il provvedimento succitato del 21 giugno 1917 il debitore sollevò reclamo presso l’Autorità cantonale di Vigilanza, sostenendo, in sostanza, che ess0 non era stato avvisato del pignoramento eseguito il 15 giugno. Il debitore asserisce inoltre che il 15 giugno fu pignorata somma non esistente, « ipotetica ed invisibile », perchè in realtà essa non sì trovava nella cassa comunale e che, del resto, il Consiglio municipale non aveva mai avuto conoscenza, nè dell’esistenza del debito, nè dell’esecuzione, motivi per cui ess80 domandò in seguito di essere ammesso a sollevare l’opposizione tardiva di cui all’art. 77 LEF.
C.
— Con decisione del 12 luglio l’Autorità cantonale di Vigilanza respinse il reclamo basandosì sul rapporto dell’ufficio, secondo il quale il pignoramento, avvisato per il 9 giugno, era stato rinviato ed istanza del debitore, il cui consiglio municipale aveva risolto di pagare il debito : ma che poi, avendo detto consiglio annullata questa risoluzione, l’ufficio «avvertì in Municipio che » avrebbe proceduto senz’altro al pignoramento ».
D.
— Da questa decisione il comune di Biasca ricorre al Tribunale federale conchiudendo all’annullazione del pignoramento 15 giugno.
Considerando in diritto:
1° — OrnissSis.
2° — A mente della giurisprudenza di questa Corte, un pignoramento non preceduto da regolare avviso è viziato di annullabilità, quando in seguilo a questa irregolarità il debitore non ha potuto assistervi o farvisi validamente rappresentare onde far valere la sue ragioni (RU 35 I N° 40 ; ed. sep. 12 N° 11 e la sentenze ivi citate ; JAEGER, commento 5 all’art. 90). Per quali motivi il pignoramento, avvisato per il 9 giugno, non ebbe luogo in quel giorno, è indifferente ; sta in fatto che ess0 fu rinviato e che, se l’ufficio assevera di aver in seguito avvertito verbalmente «in Municipio che avrebbe proceduto senz’'altro nei suoi incombenti », non è constatato a chi esso abbia dato quest’avviso, né che avesse indicato alla persona, cui lo diede, esattamente il giorno e l’ora del pignoramento, che venne poi eseguito il 15. Ond’è che al pignoramento non assistè il sindaco del comune, ma solo il vice-sindaco, chiamatovi appositamente ed inaspettatamente.
In queste condizioni il pignoramento non può essere mantenuto. Giusta l’art. 65 LEF, la notifica degli atti esecutivi diretti contro un comune (dunque anche di un avviso di pignoramento) deve esser fatta al suo presidente, cioè al sindaco. Il sindaco è dunque la persona che sola ha la facoltà di rappresentare il comune nei confronti di un ufficio di esecuzione e fallimenti : e se, in virtù della legge, l’avviso di pignoramento deve essere notificato, per il comune, al sindaco, ciò vuol dire che la legge lo considera come la sola persona che abbia veste a rappresentarlo anche all’atto dell’esecuzione del pignoramento. È dunque dal sindaco e non da altra persona che l’ufficio deve recarsi per eseguire UN pignoramento contro un comune : UN PIgnoramento eseguito Ppress0 od in presenza di altri non può quindi considerarsi valido. Che, in dati casì, il vice-sindaco possa sosfituire il sindaco nella rappresentanza del comune non entra in linea di conto nel caso in esame, poichè nella fattispecie non.’ sì pretende nemmeno che il vice-sindaco sía stato incaricato di ciò fare. Donde segue che il pignoramento querelato deve venir annullato. Vero è che, secondo l’art. 30 cif. 3 LEF, questa legge non sí applica all’esecuzione forzata contro un 270 Entscheidungen der Schuldbetreibungscomune « semprecchè vi siano in. proposito speciali » disposizioni cantonali. » Ma se tali speciali precetti esïìstessero nel Cantone Ticino, sarebbe stato compito dell’Autorità cantonale di Vigilanza di indicarle ed essa l’avrebbe certamente fatto. Occorre dunque ritenere che speciali disposti cantonali non esistono e che i comuni ticinesi síano sottoposti, in tema di esecuzione, ai precetti comuni della LEF.
La Camera esecuzioni e fallimenti pronuncia:
TI ricorso è ammesso.
99. Bntecheid vom 12. Oktober 1917 i. S. Parplies.
Unzulässigkeit der Fortsetzung einer Betreibung auf Grund eines Rechtsöffnungsentscheides, der die Forderung in fremder Währung angibt mit der Bestimmung, dass der Kurs des Zahlungstages massgebend sei.
A.
— In der Betreibung der Rekurrentin Frau Marie Parplies in Königsberg gegen Hermann Parplies in Walchwil erteilte der Audienzrichter des Bezirksgerichtes Zürich am 11. August 1917 der Rekurrentin auf Grund eines deutschen Urteils definitive Rechtsöffnung für 5210 Mark 40 nebst Zins und Kosten «in Franken zu leisten zum Tageskurs im Zeitpunkt der Zahlung ». Als die Rekurrentin aber auf Grund dieses Entscheides das Fortsetzungsbegehren stellte, weigerte sich das Betreibungsamt Zürich 6, dem Begehren Folge zu geben, indem es erklärte, die Forderungssumme müsse in Schweizerwährung ausgedrückt sein.
B.
— Hierauf erhob die Rekurrentin Beschwerde mit dem Antrag, das Betreibungsamt sei anzuweisen, die Pfändung der Rechtsösffnungsverfügung gemäss zu vollziehen. Sie führte aus : Die Bestimmung des Art. 67 Ziff. 3 SchKG, wonach im Betreibungsbegehren die Forderungssumme in Schweizerwährung anzugeben sei, gelte für das Fortsetzungsbegehren nicht, wenn es sich auf ein Urteil stütze, das auf fremde Währung laute und die Umrechnung zur Zeit nicht ermögliche. Da die Kursschwankungen jetzt sehr gross seien, sei es nicht möglich, eine Umrechnung nach dem Kurs des Tages des Fortsetzungsbegehrens vorzunehmen. Im vorliegenden Falle könne die Schuld jederzeit in Mark bezahlt werden. Deshalb müsse für die Umrechnung der Kurs des Zahlungstages massgebend sein. Werde der Kurs des Verfalltages oder des Tages der Geltendmachung der Forderung für die Umrechnung angewendet, so0 werde der Gläubiger geschädigt, wenn der Kurs der ausländischen Währung zur Zeit der Zahlung höher sei. l
Die obere Aufsichtsbehörde des Kantons Zürich wies die Beschwerde durch Entscheid vom 26. September 1917 mit folgender Begründung ab : «Mit Recht verlangt >» das Betreibungsamt, dass, wie im Betreibungsbegehren » die Forderungssumme in gesetzlicher Schweizerwährung » anzugeben ist (Art. 67 Ziff. 3 SchKG), s0 auch die » Rechtsöffnung den Betrag, in welchem die Betreibung » fortgesetzt werden kann, in ‘gesetzlicher Schweizer- » währung angebe... (JAEGER, Praxis I Note 16 zu Art. 67, Zeitschr. für Betr. u. K.-R. IT Nr. 71... Z-R. XVI » Nr. 101)... eine vom Verfall bis zur Zahlung zu Un- » gunsten des Gläubigers eintretende Verschiebung des » Kurses würde einen infolge des Verzuges eingetretenen » Schaden bedeuten, welcher als solcher vom Gläubiger è besonders geltend zu machen ist,... »
C.
— Diesen Entscheid hat die Rekurrentin am 3. Oktober 1917 unter Erneuerung ihres Begehrens" an das Bundesgericht weitergezogen.